26.11.14

Quando manca l'aria,
quando proprio manca,
se riesco ad accorgermene in tempo, giusto quell'attimo prima che parta anche la mancanza di terra sotto i piedi,
e se ho la fortuna che questo capiti in inverno,

respiro aria gelata.

Metto fuori la testa dalla finestra e respiro a pieni polmoni aria gelata.

Allora tutto si congela
per quella frazione di secondo sufficiente a resettare il cervello,
a rilassare le membra,
a proseguire come niente fosse.

Aria gelata.

20.11.14

Un anno.
Anna mia, è già passato un intero anno.
Il ricordo di te è forte, anche per tutto quello che mi sta accadendo intorno.

Ho un misto di sentimenti dolci/amari e le parole proprio non vogliono uscire..

Ti voglio bene ancora, di bene te ne vorrò sempre.

16.10.14

6.10.14

E d'improvviso t'accorgerai
che ti è solo stato dato indietro
solo quanto hai donato,

che l'amicizia vera
conosce fin nel profondo dell'animo,
senza sconti,
ma anche senza pene,

e che niente torna indietro,
tutto cambia incessantemente,

che le ferite sanguinano
anche quando sono cicatrici.


Autunno sfoglia alberi
come fossero margherite di campo
e ogni foglia è un pensiero
che si deposita sulla mia anima.

7.9.14

41

Buon compleanno luce libera di volare, pensiero che fa capolino con il vento che sfiora i capelli.
Buon compleanno sorriso sereno, occhi color lago di montagna.
Buon compleanno cammino perenne, scogliera scoscesa.

Buon compleanno, Anna.

...ho imparato a volerti bene, di bene te ne vorrò sempre...
il dolore non si quieta mai del tutto

"ti auguro che sia un giorno meraviglioso con gli amori della tua vita, pieno di cose belle da ricordare, di abbracci e risate, di coccole e cose buone da mangiare!"   
07/09/2013

5.9.14

Nove anni.
Ti voglio bene tavernetta mia :)
Sei il "progetto" più lungo che io abbia mai portato avanti.

2.9.14

Estate

Sono stati passetti piccini, nascosti tra le giornate passate al mare in cui in acqua non volevi metterci piede che "è treeeddaaah" (è fredda), ma ti "incotolettavi" con la sabbia appena c'era la possibilità.

Passetti piccini e silenziosi, come quelli che facevi per scendere dal tuo lettino e infilarti nel nostro per riempirti (e riempirci) di baci e coccole e risate.

Sono stati passetti interrotti, per una caduta rovinosa, per lo stupore del momento, per il capriccio che ti rendeva solida come un muro (o come un mulo...).

Questi passetti ti hanno portato in 3 settimane a crescere in altezza di 3 cm e a infrangere il "muro" della lettera "F" quando, una sera, spalancando gli occhi ci hai detto "Ffffffumo!" (che poi, voglio dire, altre prime parole con la "F" no eh?? ); e ogni giorno una vittoria "Farfalla", "Famiglia", tutte scelte da te, tutte parole covate dentro per così tanto tempo da farle tue, forti, intense: "Figlia. Mamma, come mi chiami sempre tu, io sono tua Figlia" detto così con la "F" maiuscola.

E la mamma felice, un po' si è commossa e intristita senza dartelo a vedere, perchè non sono passettini ma sono rincorse, e il fatto che non ci sarà più la Pelpa ma la Felpa e che il Checchè sarà il solito Caffè mi fanno pensare a quanto cresci in fretta e a quanto vorrei fermare questi attimi con una istantanea che riproponga non solo le immagini, ma anche le emozioni.

Come la tua risata.
Ricordi? Ho registrato la seconda risata della tua vita e conservo gelosamente il file, anche se non è di una grande qualità.

Perchè la tua risata è pura e cristallina, la tua risata contagia tutti e rende felici.

La tua risata è la punta dell'iceberg che è la tua anima bella che ha sete di questo mondo infinitamente pieno di colori, profumi ed emozioni.

E io sono qui che ti guardo, Figlia mia, e vorrei avere sempre per te il tempo di questi giorni di festa.

1.9.14

Ho tante cose da scrivere, tante da dire di questo Agosto scivolato via in una bolla temporale a-dimensionale, ma una su tutte ha l'urgenza di uscire.

Questo Agosto così particolare è stato costellato di notizie riguardanti persone che hanno perso la vita in montagna: chi mentre andava per funghi, chi mentre usciva in escursione.

Specialmente degli ultimi 2 casi che ho sentito, morti durante un'escursione, ho sentito ribollire dentro un po' di rabbia e un po' di dolore.

L'amore per la montagna per me nasce da piccola, da mio padre e prosegue con l'oratorio e tutte le interminabili gite a cui mi sono "sottoposta" per anni. Non sono tesserata Cai, non amo i tesseramenti per alcun motivo, ma quello che mi è stato insegnato negli anni è questo: avere rispetto per la montagna, per la natura e questo comporta anche sacrifici e rinunce.

Partire senza attrezzatura adeguata, fidandosi di quel che dice internet, rifiutando i consigli dei gestori di un rifugio e perdere la vita, permettetemi di dire che è da sciocchi.

Rifiutarsi di rinunciare a una meta in condizioni di tempo avverse e perdere la vita, anche questo è da sciocchi.

Sono circondata da persone che credono che la vita sia bella e da vivere a pieno, ogni giorno al meglio, e sono persone che hanno problemi di salute o altro e il fuoco nei loro occhi è vivo e vitale e quella vita lì, potrebbero vedersela portare via in un lampo, eppure credono e vivono, vivono a volume più alto possibile... e sentire queste notizie di morti così...mi fa cadere le braccia... Perché se ci si fermasse ad ascoltare il rumore del vento e tutto quello che la natura ha da dire, se si usasse un po' di sano buonsenso, forse, queste cose non succederebbero e non dovrebbero rischiare la vita altre persone per portare a casa un corpo su cui piangere.

26.7.14

di Polla - compleanno

Cara figlia,
oggi è il tuo 3° compleanno!
E' quasi finito il mese di asilo nido supplementare, l'estate in questo 2014 non si fa vedere più di tanto e mamma e papà lavorano tanto (è bene scriverlo, che di questi tempi non è così scontato).
Festeggeremo dai nonni e poi dagli altri nonni in montagna e poi forse con gli amici la prossima settimana: chissà quanti regali, quante emozioni!

Amici.
Con che semplicità tu definisci "amico" colui o colei che condivide con te la giornata, la sorte, i pasti, le lacrime e i giochi. Per te ora è sufficiente questa condivisione, chissà se in futuro sarai più selettiva. Eppure, la definizione che ne dai tu, non è forse la più vera e piena?

Mi hai chiesto in regalo una candelina da mettere sulla torta, ma non una qualunque, una di Peppa Pig! E pur esistendo (su internet ne ho trovate), non c'è stato verso di trovare un negozio in cui risolvere questo tuo desiderio! Allora mamma s'è messa di impegno e ha trovato candela e pupazzetto, papà ha trovato il supporto e con un po' di manualità ecco la candela che hai chiesto! Mi piace l'idea di regalarti una piccola luce per il compleanno, un piccolo faro nella tua vita da spegnere e ricordare per andare avanti alla tappa successiva.

Sei cresciuta tanto e vuoi essere "grande" quindi hai anche una discreta fretta di crescere ancora! Non correre piccola mia, gustati tutte le esperienze che stai facendo, ascolta i consigli di mamma e papà, non pensare che siano catene che imbrigliano la tua voglia di volare!

Qualche sera fa mi hai chiesto cos'è la guerra.
Ti ho risposto che quando i grandi litigano tanto tanto, quella si chiama guerra.
Ti è bastato.
Ma il giorno dopo ho trovato su internet questa frase e te la riporto, perché quando sarai abbastanza grande per leggere e capire queste parole, allora queste parole arricchiranno anche te

"I kept asking who did it?
Israel? Palestina?
Russians? Ukraine?
Then my mom answered.
Humans.
Humans killing Humans"

E' tutto in un equilibrio delicato, la questione tra Russia e Ucraina per la Crimea, la questione tra Ebrei e Palestinesi per Israele (e anche tra ebrei sionisti e anti sionisti). Da quando sei nata sono le "litigate" più grandi di cui si sente parlare, senza contare tutto quel che accade in Africa ed è taciuto.

Non so la tua generazione cosa si troverà ad affrontare, bimba mia. Ma spero che impariate che la violenza, le bombe, la morte, non sono la soluzione, e che il dolore causato apposta, porta solo altro dolore.

Ti amo tanto,
sei sempre nel mio cuore,
sono sempre nel tuo cuore.

La tua mamma

10.7.14

Anna

Quasi otto mesi
e il tuo ricordo,
ogni tanto,
apre ancora voragini inaspettate e dolorose.

E' un dolore diverso,
ma c'è.

E ogni tanto non me lo spiego.
Ogni tanto mi dico che non c'è niente da spiegare.

Semplicemente,
manchi.

9.7.14

Solo una cosa,
piccola.
Che sono passati 6 anni e il giorno è scivolato via.

Dimmi che prima o poi, torneremo a Cabo Espichel.
Non ti chiedo di promettermelo, la vita ha troppi imprevisti celati tra le pieghe del suo vestito.
Credici con me però.
Che ci torneremo e pernotteremo al Faro,
che staremo un giorno intero a guardare l'oceano, senza parlare, in mezzo al nulla.

Solo questo.





(per chi chiede, io "sto". faccio piccoli passi e sono molto "orsa". Grazie di esserci, comunque)

19.6.14

Lungo la via

Questo è un post che serve prima di tutto a me.
E' un post pacco, sappiatelo, ma devo riorganizzare le idee e il cuore e questo è l'unico modo che conosco per farlo, perché parlare della malattia... non è semplice farlo con tutti e far capire esattamente dove è il nocciolo del problema.

Prima c'è stato il pre fiera.
Con l'eccessiva ansia sfociata in un accenno di Crohn e in una forma di dermatite.
Poi il Crohn l'abbiamo messo a tacere, per fortuna, ma la dermatite resta, tutt'ora.
Poi la cistite.
E il 2° accenno di Crohn causa farmaco per la cistite.
Forse ho sedato anche quello.
Forse.

Però nel frattempo non ho ancora chiamato il ginecologo per la visita annuale.

Però nel frattempo mi sono scordata la visita dal mio gastroenterologo prenotata un anno fa.
Tutte le sue visite mi sono state spostate 1 settimana prima perché doveva partecipare al tal convegno o perché aveva un turno che non concedeva spazi, e così non l'avevo neanche segnato.
Visita persa.
E non ho ancora richiamato.

Ah sì, nel frattempo non ho neanche ancora fatto gli esami del sangue che sono diventati semestrali.
Perché ho paura di avere gli esami sballati,
perché non voglio cambiare cura e prendere il farmaco biologico + immunosoppressori.
Perché ho paura di essermi giocata...

..di essermi giocata la possibilità di cercare un altro figlio.

E il nodo è qui eh.

Quello stronzo dell'orologio biologico che chiama, che urla nelle orecchie e che sta diventando sempre più difficile sedare.
Quel tarlo che rode dentro della voce di quella stronza di dottoressa che mi disse, quando ero ricoverata "gente come lei, con la sua patologia, non dovrebbe neanche pensarci a mettere al mondo dei figli".
Quelle domande a cui non so rispondere: dopotutto 1 ce l'hai, è giusto andare a "sfidare la sorte"? E se poi stai di nuovo male? E se fai del male a chi hai nel pancione? E se gli trasmetti i tuoi mali? E soprattutto: e se poi non arriva?

E' tutto questo che non mi fa cercare un ginecologo che sia disposto a tenere una donna Crohnica che vorrebbe cercare un figlio (sì, perché non pensate che tutti aprano le porte felici eh).
E che mi fa negare che ci sia qualche problemino di salute.
E che mi distrugge l'animo e il cuore.

Sono stanca di fare terapia tutti i giorni.
Sono stanca di stare attenta a tutto quello che mangio.
Sono stanca di dover scendere a compromessi per tutto.
Sono stanca di essere una malata cronica.

Anche per me non c'è una guarigione, ma c'è un "per tutta la vita".
Non ho una battaglia da vincere, ma un cammino da continuare finché sarà possibile.

Un cammino che non posso permettermi di abbandonare.

Però,
permettetemi,
oggi sono davvero stanca,
di quella stanchezza, che non si può spiegare se non la si è provata.


26.5.14

Quanto scivola in fretta la vita, quanto corre.
Albe, tramonti, nuvole di panna montata, neri carichi di pioggia.
Ho finalmente aperto l'armadio dove è riposto lo zaino dei grandi viaggi impegnativi, ho fatto il primo passo: dicono sia quello più difficile da compiere, ma in realtà mi sembrano tutti ugualmente densi di un misto tra difficoltà e importanza.
Cicatrici ricordano quello che è stato, occhi domandano quello che sarà.

Il cuore è ancora perso.
Ci sarà tempo.
Ci sarà.

7.5.14

Insonnia, giorno 2

Ogni tanto mi succede, è fisiologico.
Notti insonni.
Non quelle insonni ma piene di preoccupazioni, pensieri e chissà cos'altro.
No, semplicemente notti in cui il corpo, dopo 3 ore, ti dice che ne ha abbastanza di dormire (salvo poi ritrattare al suono della sveglia).

La prima notte cerco di non cedere, di restare comunque a letto.
Ma se la cosa si ripete nelle notti successive bhe... è inevitabile essere alzati alle 4.00 del mattino con una camomilla per cercare di conciliare il sonno per il poco tempo che resta.

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Ieri è morta una ragazza che conoscevo, più piccola di me di solo 1 anno.
Era alla terza operazione al cervello per tumore.
Il primo pensiero a quando mi hanno dato la notizia è stato "è arrivato, alla fine, il momento". Senza tristezza, pura razionalità.

Poi, mano a mano che passavano le ore, a quella pura e cruda razionalità si è affiancato un dolore. Piccolo, ma pungente e fisso: per la sua vita, per sua madre, per suo padre, per chi le ha voluto bene e le è stato accanto.

Come per Anna, dai tempi della diagnosi definitiva, la strada si sapeva che aveva per meta questo giorno: bisognava solo vedere quanto a lungo si riusciva / poteva / voleva percorrerla.

Eppure, come sempre, l'amaro in bocca resta.

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Che silenzio in questa notte.
Perfino il mio frigorifero non fa "buz-buz" e posso quasi percepire distintamente tutti i battiti del mio cuore.

Ricorda: cerca di vivere sempre, il più possibile, con gioia.

21.3.14

Cara Anna,
in questi giorni la tua mancanza è così forte che sento distintamente il vuoto del pezzetto di cuore che ti sei portata via a novembre.

Prima della tua partenza, abbiamo discusso di due progetti importanti e della paura che avevo nell'affrontarli, perché li reputavo troppo al di sopra delle mie capacità.

Ora sono in mezzo al vortice del primo progetto e le cose non vanno e ti vorrei qui, fosse anche per farmi "sgridare" a fin di bene.
Perché se mi ritrovo a piangere nel bagno dell'ufficio, ma in silenzio, che nessuno senta, le cose no, non vanno per niente.

Io non so da che parte prendere questo progetto, come uscirne viva.
Non è un progetto che ho voluto, lo sai, mi ci sono trovata invischiata senza possibilità di scampo. E se delle persone vengono pagate per farle di lavoro queste cose (e io non sono tra queste, le mie mansioni sono ben altre), un motivo ci sarà: come faccio a non sentirmi inadeguata?

Lo so che sono tutte "scuse", per qualcosa che comunque dovrò portare avanti.
Lo so che il motivo vero è che non credo abbastanza nelle mie capacità.

"...e soprattutto, divertiti"

è stata l'ultima cosa che mi hai detto riguardo questo progetto.

Ci penso spesso. Ci provo sempre.
Anna mia,
non ho ancora trovato il modo.

Ti voglio bene.
la tua piccola Orsa

20.3.14

Domenica, nel pomeriggio, mentre fuori faceva un gran caldo e l'Orsetta entrava e usciva dalle porte - finestre che danno sul giardino e mentre l'Orsa era spiaggiata leggermente sottotono sul divano, la lavastoviglie e il forno a  microonde hanno deciso di abbandonarci.

Mercoledì il sig. tecnico se li è portati via entrambi, per cercare di ripararli.

Orsetta: "Ma poi ce li riporta?"
Orsa: "Certo amore"
Orsetta: "E quando arriva noi gli diciamo: Scuuuusaaa"
Orsa: "...."
Orsetta: "Ehssì, così ce li riporta!"
Orsa: "...Amore, a chi dobbiamo chiedere scusa?"
Orsetta: "all'uomo della lavastoviglie (ndr: il sig. tecnico), così ce li riporta"
Orsa: " ...." "Gioia mia, guarda che non ce li ha portati via perchè siamo stati cattivi, ce li ha portati via per ripararli!"
Orsetta, poco convinta: "ahssi?!"


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Sono giornate intense, in cui mi dimentico di non lasciarmi sopraffare dagli eventi.
Tutto scorre lento.
O almeno dovrebbe, anche nel caos.

28.2.14

di uova rotte nel paniere

Ieri sera spesa con la Polletta. Era contentissima di venire, ma poi si è stancata, io pure e sono partiti i capricci (suoi) e il muso duro (mio).
Tornati a casa, ancora con il broncio entrambe, mi aiuta a sistemare la spesa (lei prende le cose dal sacchetto, io le ripongo); indugio un momento di troppo su una confezione e succede l'irreparabile: ha deciso di prendere la confezione delle uova (che non doveva prendere), con tanta, troppa foga. Risultato? La confezione di plastica delle uova sfugge all'involucro di cartone e vola per la cucina scaraventandosi sul pavimento, aprendosi, rimbalzando e eiettando in aria tutte e sei le uova.

Terrore negli occhi della Polletta incredula.
Mamma Orsa che si trasforma in Godzilla.

Che poi lo so che se lascio le uova alla portata di una bimba di 2 anni e mezzo e le uova si sfracellano a terra è ancora colpa mia, che è piccola e tutto quel che volete.

Però ero davvero tanto stanca e mi sono arrabbiata tantissimo, soprattutto perché non avevo voglia di cucinare cose al di fuori della cena già stabilita e anelavo a una dormita colossale.

Ci ho messo un paio d'ore a farmela passare, sapendo di sbagliare anche in questo caso.

Però poi ci siamo chieste scusa a vicenda, guardando il plumcake - esperimento, che lievitava baldanzoso nel forno (delle 6 uova, 1 si è salvata, 1 ha perso l'albume e le altre erano "solo" crepate in modo vistoso).

Questa mattina l'abbiamo mangiato di colazione: era meraviglioso! E ve lo dice una che non ama molto i plumcake!

Così mi è uscita una "perla di saggezza" che ho condiviso subito con la Polletta:

"Vedi", le ho detto "alla fine si sono rotte le uova, ma abbiamo ottenuto un plumcake buonissimo! Sai, bisognerebbe sempre fare così anche nella vita. Succederà che le cose non vadano come vorremmo o vadano proprio male: bisogna cercare di tirare fuori il bello e il buono da ogni situazione!"

Lei mi ha guardata, e mi ha risposto " *munch**munch* si si *munch**munch*", e mi è andato bene così.

Ma ho aggiunto "Questo non vuol dire che la prossima volta devono cadere per terra 6 uova per fare una torta eh!!!".

E abbiamo riso. Tantissimo. : )

7.2.14

ultima lezione

E così è andata anche l'ultima lezione.
E' stata bella, divertente, interessante e abbiamo sforato di 1 ora rispetto al programma.
Ho realizzato uno dei sogni che sedimentavano nel fondo dell'anima, molto propensi a restare là: imparare a temperare il cioccolato. Diciamola meglio và: imparare la teoria e visualizzare la pratica corretta che porta a temperare il cioccolato.La voglia di provare, ora, è infinita.
Ho scoperto un dolce che ho sempre snobbato: i Macarons. E, come dire, UAU. (e pure questi sto seriamente meditando di farli).

Ho finito il corso capendo che la pasticceria, come del resto la cucina, come del resto la vita,  è una pratica rigida e Zen allo stesso tempo scandita da tempi corretti, azioni e attese. e "l'Amore" che si può  mettere nei piatti / dolci che si preparano è proprio il rispetto di queste 3 cose. L'Amore verso se stessi, è fatto dal rispetto di queste 3 cose e senza queste 3 cose anche Amare gli altri diventa un groviglio destinato solamente ad attorcigliarsi su se stesso in preda alla fretta di rincorrere azioni e all'accorciare attese.

C'è un libro che amo molto, è il piccolo Principe. In uno dei capitoli, il piccolo Principe incontra un venditore di pillole che calmano la sete per una settimana: le vendeva perché così la gente poteva risparmiare 53 minuti a settimana

"E che cosa se ne fa di questi cinquantatré minuti?"
"Se ne fa quel che si vuole.. ."
"Io", disse il piccolo principe, "se avessi cinquantatré minuti da spendere, camminerei adagio adagio verso una fontana…"

da brava Brianzola, la digestione di questa frase non è mai stata completata.
Ma prima taiji, poi la nascita della Polletta e infine questo corso, mi hanno portato a "farla mia".

Davvero, io non pensavo, non credevo, che un corso di pasticceria potesse darmi altro oltre alle indicazioni tecniche e pratiche di esecuzione delle ricette: ho ricevuto in cambio la chiave per scegliere ogni giorno, almeno un pochino, di varcare la soglia del cambiamento.

E, che dire: UAU.

31.1.14

E', credo, dalla prima lezione del corso di pasticceria che "scherzo" (ma mica poi tanto), sul fatto che fare davvero pasticceria è un'arte Zen. Ma più le lezioni proseguono e più provo a toccare con mano le ricette e i tempi, più mi accorgo che non è una banalità. Così ieri sera, all'ennesima stoccata tirata a J. quando ci intimava di girare lentamente la glassa, pena antiestetiche bollicine d'aria sul prodotto finito ("Niente da fare, arte Zen anche qui" gli ho detto), lui ha parato il colpo e affondato con un "sì è Zen. Dopotutto è un'intera e intensa scelta di vita".

Colpita e affondata.

Perché che ci fosse un filo rosso che unisse il mio percorso di Taiji a quello di questo corso di pasticceria, proprio, non lo credevo possibile.

Ho addosso un grande senso di disagio per come sto conducendo la mia vita in questi giorni e queste parole hanno colpito nel segno.

Mi aggrappo a questa frase, trovata tempo fa sulla rete, non ricordo neanche dove:

"PEACE.
It does not mean to be in a place where there is no noise, trouble or hard work. It means to be in the midst of those things and still be calm in your heart"                      - unknown - 

(Pace. Non significa essere in un luogo dove non c'è rumore, problemi o duro lavoro. Significa essere nel mezzo di quelle cose e continuare ad essere sereno nel tuo cuore.    - anonimo - )

24.1.14

Caro pasticcere
che stai tenendo il corso serale al quale partecipo: grazie.
Parlo per me, perché non so gli altri come la pensano a riguardo: grazie davvero.
Tra una ricetta, un suggerimento, una esecuzione pratica, tu non hai idea di cosa mi stai regalando: felicità, azzeramento delle tensioni, nuova energia. Non ci credi? Ieri sera sono arrivata al corso con una contrattura muscolare a livello della scapola che durava dalla mattina e sono tornata a casa che la contrattura era quasi completamente scomparsa perché i miei muscoli erano rilassatissimi.

So di essere sempre un'entusiasta (tu non lo sai, non mi "conosci" nemmeno), era così in qualche maniera anche per il corso di taiji, e questo perché ho scelto di lasciarmi plasmare dalle cose che vivo davvero e cerco di assorbire e amalgamare il tutto nel miglior modo possibile.

Ieri, complici tutti, si è creato un clima in cui rideva il mio cuore.
E quando a ridere è il mio cuore, so di sbocciare come un mandorlo a primavera e mi sento bellissima, anche con il capello a carciofo. E oltre a "sentirmi" bellissima, lo divento davvero.

Mi fai sorridere, te l'ho detto, perché le chiami "Brioches" con il più milanese degli accenti "per integrarmi" hai detto, e ti si sono velati gli occhi, come tutte le volte che accenni alla fatica che hai fatto a inserirti qui. E mi sorge il sospetto che infondo, inserito, tu non ti senta effettivamente ancora.

Siamo gente fredda, è inutile negarlo. E abbiamo il cuore duro, come la nostra terra gelata su cui si spaccano le zolle, in inverno.
Ma se tu continuerai ad aver pazienza, ad evolvere (hai scoperto i cannoncini venendo in Italia, sai quante cose ci sono ancora??), ad essere pulito e netto nei rapporti come mi pare tu riesca ad essere, tra un inverno e l'altro sarai riuscito a piantare un seme nel cuore di questi Brianzoli. E quando non ti accorgerai, quando non lo starai più aspettando, quando avrai smesso di crederci, spunterà una pianta bellissima. Ne spunterà forse 1 su 100, ma su quei cuori che germoglieranno alla primavera, avrai la certezza di poter sempre contare.

Ancora due lezioni: cercherò di fare tesoro di tutto.