30.11.13

Aprire le persiane e trovarsi davanti fiocchi grossi, grossissimi ed essere felice, talmente felice da prendere il cellulare e volerlo condividere con coloro che ti sono cari e sono lontani: quasi sicuramente da loro non nevica.

E mentre invii l'sms ti accorgi...

Di averlo inviato anche a chi non lo leggerà mai.

Che baratro.

26.11.13

La Brianza è bella.
A volte grigia e plumbea e soffocante.

A volte così piena di colore da lasciare senza fiato, come in giornate invernali come questa, dove il termometro è passato dai -1°C di questa mattina alle 08.00 ai +8°C delle 12.00 fino a una temperatura imprecisata delle 16.30: un cielo terso e il sole che tramonta e tinge di un rosa impossibile da definire e bellissimo le mie amate Grigne colme di neve fresca.

Una sensazione che dura pochissimi minuti, tanti quanti ne mette il sole a scomparire, e allo stesso tempo meravigliosa, perchè ti fa rendere conto di quanto è grande l'immensità di questa Natura che non capiremo mai fino in fondo e ti fa stare zitta zitta, quasi senza respirare, per non rovinare l'attimo e l'adesso.

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Ti penso ogni giorno, Anna.
E questo pensiero è come un'altalena che oscilla tra serenità e dolore - oggi va bene, è dal lato "serenità".

Quante volte ti ho descritto la mia Brianza, in tutte le stagioni, in tutti i climi, in tutti i suoi colori e ogni volta era un cercare di farti capire con pochi caratteri un mondo di emozioni che suscitavano profumi, luci e ombre.

Oggi sono serena, nonostante tutto, e ti penso, leggera.



22.11.13

21.11.13

Wide

Ieri ero persa.
Ho chiamato zia Cris, ho scritto a Giorgia, ho mandato un sms ad Apinaperniciosa.
Non riuscivo neanche ad articolare una frase, un pensiero concreto.
Anna, Annina, Annina mia, Anna, Annina, Annina mia, Anna, Annina, Annina mia, continuavo a ripetere nella mia testa e il magone la faceva da padrone.

Misshajim io pensavo fosse un uomo. L'ho creduto per tanto tempo, tanti anni fa, quando l'esperienza blogger era agli esordi e commentavo molto di più le altrui vicende. Ci siamo incrociati più volte, commentando anche i commenti dell'altro.

Poi Wide aprì il blog e cominciai a seguirlo per caso, per vedere chi era questa che diceva che la sua malattia non era una battaglia da vincere ma una vita da vivere più che si può.

E poi, poi è stata Anna.
Un nome diventato volto con le foto impiccione di faccialibro, una storia fatta concretezza di sguardi e di sorrisi.

Ed arrivò la gravidanza, la maternità e i miei mms pieni di pancioni o di facce strane della Polpetta per farla sorridere.

Ed arrivò la mia degenza ospedaliera, e il suo conforto prezioso nelle notti solitarie e febbricitanti.

Sono arrivata - e ci credo davvero -  a considerarla mia sorella maggiore e non ci siamo mai viste, ma le nostre anime si sono fuse a più punti in qualcosa che - chi non ha avuto un'esperienza blogger così - i più probabilmente non capiranno.

Ieri, dicevo, ero scollegata, in devasto.

E non riuscivo a smettere di leggere i commenti sul blog, sul suo profilo fb, in un loop  imbarazzante.

Poi, la svolta: Orsa, ti stai rendendo conto di quanta è la gente a cui ha donato amore? Pensavi di essere un esserino super particolare per lei, ma ti rendi conto di quante persone sentiva, a quanti scriveva, quanti le volevano un bene dell'anima, a quanti COME A TE ha cambiato la vita? Ti rendi conto della potenza della sua comunicazione che non ha mai voluto essere presa come modello o esempio?

E ora,

E' come se fosse ancora qui con me.

Non è più semplice, non è più facile, non cambia le cose, o forse le cambia del tutto.

e ora, come diceva lei "fila via, c'è tanto da vivere, c'è tanto da fare"

Dal Blog di Widepeak - 17/10/2011
Blog: E allora dimmi, come ti senti?
Io: Mi sento triste.
Blog: E' per la morte di Anna Lisa?
Io: Sì. E' per lei, proprio per lei che sono triste, avrei voluto che vivesse più a lungo. E sono tristissima per chi la ama, per il loro dolore che è inevitabile, che deve fare malissimo.
BLog: E?
Io: E sono triste per me. A differenza delle mie amiche cancer blogger, non ho la sindrome del sopravvissuto, ma quella del prossimo in fila. Non morirò molto diversamente da Anna Lisa, lo sappiamo. In questi giorni è stato inevitabile pensarci più del solito.
Blog: E che pensi di fare?
Io: Niente. Tutto. Vivere. Approfittare di questa fase in cui la malattia non mi devasta ancora con una sofferenza continuativa come è stato per l'ultimo anno e mezzo di Anna Lisa. Approfittare di questa fase di pausa in cui mi curo con la chemio in pillole e sono più libera di muovermi.
Cercare di essere migliore. Accidenti, cercare di essere meno una stronza per le mie figlie.
Blog: Conquistare la santità, insomma.
Io: Non prendermi in giro, blog, lo so che potrebbe capitare a tutti di morire con sta cazzo di tegola in testa di cui parlano gli altri quando cerchi di spiegare cosa significa essere me, ma non è facile.
Blog: …
IO:…
Blog: Lo sai come la penso, no?
Io: Lo so.
Blog: E tra l'altro 'sta cosa di approfittare di tutto deve essere molto stancante.
Io: Sfinente. La settimana scorsa ho dormito continuativamente tutto il tempo.
Blog: Ti fa paura morire?
Io: Ma che ne so. Che ne so, veramente? Ma mi fa paura questa sorta di paralisi dell'anima che a volte mi prende.
Blog: Anche per questo sai come la penso
Io: Sì, la pensi come Anna Lisa, lo so. Pensi che la devo piantare di menarmela e darmi da fare a vivere e a godermi ogni felicità.
Aveva ragione. Aveva ragione.
Aveva ragione lei e anche un'altra amica che ho perso questa estate.
Mi hanno detto pià volte, più volte mi hanno fatto capire di non perdere tempo per le sciocchezze, per le cose che mi fanno arrabbiare che mi fanno stare male.
Blog: E allora?
Io: E allora, va bene. Mi stavo solo lamentando un po'.
Blog sbadiglia.
Io: Okkei. Ho capito. Provo a farmi passare la tristezza. Ma la sofferenza no.
Blog: Non puoi.
Io: Già. Mi mancherà tantissimo. Mi mancherà tantissimo.
Accidenti a me, mi mancherà veramente tanto.
….
Blog: Sai che potresti fare ora? Potresti metterti il grembiule e cucinare qualcosa per le tue figlie, così quando le vai a prendere all'uscita di scuola hai già pronta la merenda.
Io: Voglio rimettermi a dormire.
Blog: No dammi retta, fai qualcos'altro oggi. Magari stasera vai a letto prima, ma adesso mettiti a fare qualcosa per qualcun altro.
Io: Ok. Ci provo.
Ti voglio bene blog. A volte mi sento così sola.
Blog: Lo so. Ma non è mai vero.
Io: Sei fastidioso lo sai?
Blog: Può essere, ma intanto ho ragione io. Fila via. C'è tanto da vivere. C'è tanto da fare.

4.11.13

E' buio la mattina quando esco di casa.
E' buio la sera quando rientro.

Buia è una parte di anima che non mi fa scrivere, che non si lascia interrogare, che vegeta.

Non è che la mia vita sia buia, intendiamoci: non abito più il tunnel arredato di qualche anno fa.
Ho una teppa colorata con le sue mille domande esistenziali, ho tutto quel che posso volere e anche Pdor vegeta tranquillo, cullato dal mio andirivieni.

Ma c'è una parte di me,
quella che improvvisamente specchiandomi in una vetrina mi mostra gli anni che porto (e non sono poi molti, ma sono più di quelli che mi sento), mi chiede il conto delle azioni, degli affetti, degli addii.
E' quella parte che mi ha tormentata, per la prima volta da che ricordo, durante il giro dei miei cari e amici al cimitero: invece di uscirne "in pace", come sempre, sono uscita frastornata e con una voragine al posto del cuore.

Devo trovare un pò di tempo per metabolizzare.