24.6.15

Ultimamente è un continuo ricevere colpi al cuore.

E mi fanno sentire vecchia e così instabile.

Se solo piangere risolvesse qualcosa, lo farei; se mi togliesse almeno per un po' la sensazione di avere delle tenaglie piantate dentro, lo farei con meno remore.

Lacrime invece chiamano altre lacrime e altro dolore: è questo il "diventar grandi"?

17.6.15

otto e quattro

Otto mesi che non sei più a lavoro,
quattro mesi che non sei più punto.

Il tempo è strano, dilatato e ristretto insieme.

Ricordo la tua risata,
che ritrovo in quella di tuo figlio
e ogni volta resto interdetta.

Manchi.

Tanto.

16.6.15

Dimenticare la cartelletta con tutta la propria storia clinica.
Dimenticarla nella farmacia di fronte l’ambulatorio dell’ultima visita in cui ti hanno confermato che sì, sei cronica al quadrato e che sì, sei cronica “strana” che a noi la normalità non piace.
Accorgersene solo perché quelle anime pie della farmacia se ne accorgono e ti telefonano dopo 3 giorni che per grazia ricevuta ci deve essere stato il tuo numero di cellulare da qualche parte lì dentro.

Come lo vogliamo chiamare?

Arteriosclerosi o Rifiuto del riconoscersi come malato?


Adesso ci rido e mi do della “cronica al quadrato”. Ma al momento, scoprire che al mio sistema immunitario oltre che il mio intestino fa schifo anche la mia pelle non è stato molto piacevole…

29.5.15

Stare un passo indietro
pronta però per fare due balzi in avanti, se necessario.
Anche con i tacchi.

Quanto è difficile.

Oggi mi manchi tanto O. , lo sai?


27.5.15


E in mezzo al tutto
ho questi occhi.
Da quanto tempo non erano così verdi, così a lungo?

6.5.15

E poi...

E poi arrivò la tempesta.
E fu come se non avessi mai visto la pioggia.
Come se non avessi mai visto un temporale.
Come se non avessi mai visto la forza distruttrice della natura.

E poi arrivò la tempesta.
E il vento dal quale mi lasciavo attraversare si oppose
e cercò di abbattere ogni muscolo, ogni volontà,
lasciandomi senza forze e senza voce.

Sono sola come dice Quasimodo?
Sono un'isola ?
Sono esanime, con il cuore a pezzi e l'animo in tintoria.


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Quattro by pass coronarici d'urgenza a mio padre.
Ecco il bottino spiccio dei giorni d'assenza.

8.4.15

Post pacco variabile

Ultimamente le cose sono un po' in salita, fisicamente e umoralmente.
Pensavo di aver fatto un passo avanti con il superamento del lutto, invece l'ennesima cattiva notizia mi ha devastata.
In questo caso è una malattia che dura anni, direi decenni, lenta che logora e peggiora invece di migliorare.
Una cosa che si sa, si attende, ci si aspetta.

Ma non si è mai pronti.

Non ci sono momenti migliori di altri, o parole più giuste di altre: non si è mai pronti a sentirsi dire: "sta andando, non lo vedrai più".

Si pensa di avere tempo per tutto: lo farò domani, lo sistemerò domani, ci parlerò domani, lo bacerò domani, gli chiederò se serve aiuto domani.
Domani
domani
domani.

avrò tempo prima che arrivi il temporale.

E invece il tempo non basta mai.

Quanto mi mancano le persone che mi hanno lasciato per sempre?
In questo momento mi mancano infinitamente: per gli occhi che non vedrò, per le parole che non mi diranno, tutto quello che non potrò condividere.

Venerdì santo sono finita in pronto soccorso.
Dall'autoradio, in macchina con Marito, è partita la nuova canzone di Cesare e mi sono messa a piangere, perché non l'avevo ancora sentita e quando era uscita "il comico" nel 2012 l'avevo sentita per la prima volta in macchina con marito in direzione ospedale per il ricovero per Crohn.
Ho pianto, perché sono in un periodo in cui mi risulta difficile scendere a compromessi con la mia malattia e con tutto quello che comporta e invece si torna sempre lì.

All'equilibrio da mantenere, al cerone per nascondere le pieghe del volto crepato, al domani che ci chiama e ci promette che ci sarà ma che in realtà è un bugiardo che non dice se ci sarà esattamente proprio per te.

Ama adesso, vivi adesso e blablabla, quando leggevo cose come questa mi sembravano cose belle ma anche un po' "sciocche". E invece l'adesso è l'unico momento di cui veramente si può avere certezza.

Perché è adesso che ho una vita da vivere, anche nel dolore, ma da vivere tutta.
E non aspetterò domani per dire alle persone a cui voglio bene che le amo.

Non cambierà niente, infondo, non è che le perdite saranno meno dolorose, ma almeno non starò chiusa in una stanza, seduta su una sedia, addolorandomi per tutto quello che avrei potuto fare e dire e abbracciare e che invece non ho fatto
perché
credevo
nel domani.

6.3.15

Stupore

E' stata una settimana lunga e brevissima allo stesso tempo.
Una settimana lavorativamente intensa, densa e a tratti allucinante.
Una settimana di sconvolgimenti dettati dal vento forte e dalla luna piena che ha fatto da calamita a tutti i neripensieri, tirandoli fuori in una volta sola, come un ciclone.

E poi oggi, a tavola, per l'ennesima volta a pranzo per lavoro,
con un vino meraviglioso,
con un ritardo nel servizio di 1 ora,
si è partiti con mille discorsi densi e importanti
discorsi corposi, opinioni cristalline, parole profumate di vita vissuta
e l'Orsa si è sentita bene.

Ma bene bene e "grande", nel senso di "adulta".
Una sensazione strana, specialmente dopo il mare in tempesta di ieri.

Mi sono ubriacata di vita e serotonina.
E, che dire.

UAU.

Così, giusto per continuare la sequenza positiva...
....Qualcuno ha del Sagrantino e dei sigarilli alla Vaniglia?


5.3.15

Il vento di marzo scombussola animi e cuori: finisce sempre che mi oppongo al suo flusso e invece di farmi attraversare, lo combatto; il risultato è un umore ballerino tendente all'arrabbiato, un sorriso assente, uno sguardo torvo.

Il vento di marzo arriva per alzare la polvere dell'inverno e spazzarla via lontano, per pulire il terreno e fare posto alle cose nuove, alla vita che rinasce.

Il vento di marzo non pensa.
Io sì.

E il risultato è un dolore fisso alla base del cuore, un senso di solitudine, di perdita, di mancanza.
Sono stanca di una situazione che non cambierà e che non posso cambiare e per quanto ami parlare di moto e sport, sono stanca di non poter parlare di libri, di film stupidi, di ricette ed errori in cucina. 

Mi sento come se la bolla in cui lavorativamente ho vissuto in questi mesi, fosse esplosa improvvisamente.
Mi sento come se avessi vissuto a testa bassa per tutto il tempo e ora che alzo la testa, mi accorgo del devasto che ho intorno. 
Di quello che non c'è più e che non tornerà.

Mi sento sola qui.
Mi fa un male tremendo.

23.2.15

Stagioni

Con questa luce del tramonto,
gialla, carica d'oro,
con questa luce
tutto
ma proprio tutto
è possibile.


17.2.15

Cosa

Cosa ho imparato da te?
Cosa mi  hai lasciato?

Ho una valigia piena di nozioni e di modi di fare.
Ho uno scaffale con le tue ricette e le tue risate.

Ho labbra che sanno fare silenzio, quando necessario.
Oh!! Quanto è stato difficile impararlo!!
"Tacere Tacere Tacere.
E il momento del riscatto arriverà!"
Quanto dannatamente avevi ragione...

Ogni volta che lascio carte in giro per l'ufficio, alla sera, sento la tua voce che mi ammonisce "non sei abbastanza ordinata!" e a costo di fare tardi, torno indietro a mettere a posto, che "del doman non v'è certezza" e tu più di ogni altro l'hai ben dimostrato.

Mi hai lasciato ricordi felici.
Tanti ricordi felici.
Tante piccole sciocchezze, che quando le penso fanno ridere me e quelli a cui le racconto
e lasciano in bocca un dolce sapore di ricordo
e non quello amaro dell'abbandono.

Ci sei e ci sarai sempre.
E forse, quel senso di vuoto che sentivo oggi,  quella voragine stretta e sottile, non era davvero vuoto, ma la tua presenza che mi si è piantata nel cuore, e ha messo radici nel fondo più profondo, insieme agli affetti che ho già perso, insieme ad altre memorie leggere.

Lacio Drom


13.2.15

Dolori

Il dolore,
quello forte, quello travolgente,
me lo sono sempre immaginata come una bestia incatenata che urla.
Urla, urla fortissimo e ti fa salire l'ansia, ti fa accelerare i battiti e il respiro e l'ultima cosa che si ha voglia di fare è quella di andare incontro a questo dolore, vederlo in faccia, scontrarcisi per uscirne vincitori o vinti ma almeno uscirne.

Solo oggi mi sono accorta,
nel silenzio della stanza, mentre facevo entrare la luce di questo giorno grigio dalle tapparelle, mentre il battito aumentava e il respiro si faceva affannoso di paura, mentre lui urlava,
solo oggi mi sono accorta
che questo dolore, quello che provo ora e da qualche tempo
è solo un piccolo bimbo in fasce che piange e urla e si contorce perché non è in grado di badare a se stesso;
solo oggi mi sono accorta
che le urla che tanto mi spaventavano erano solo amplificate dal  mio torace che faceva cassa di risonanza.

Solo oggi mi sono accorta
che questo dolore ha solo bisogno di essere preso per mano per essere quietato
e per la prima volta in vita mia,
questo dolore
mi ha fatto tenerezza.

12.2.15

Sogni

Ti ho sognata questa notte.
Come è già successo, in questi mesi.
Ma questa notte è stato diverso, perché ti ho sognata ammalata.
Ti ho "vista" nel sogno come ti hanno descritta ieri, come non so se ti vedrò mai, ma è stato un attimo: poi sei tornata tu, con le unghie perfette, laccate di rosso, i capelli lunghi raccolti e il trucco; ma restavi comunque a letto e comunque non parlavi.

Ti ho preso la mano
e ho notato ancora quanto fossero sottili le tue dita e quanto fosse stretta la tua fede.
Ti ho preso la mano
e ti ho ringraziata.
Per tutto quello che mi hai insegnato, per tutto il bene che hai voluto a me e all'Orsetta, ti ho detto quanto mi mancavi e quanto avrei voluto che fossi con me e tu sorridevi e respiravi piano.

E poi guardavo a terra
e quando alzavo lo sguardo non eri più in un letto, ma in una bara
e intorno tutto era pianto
e mi guardavo le mani
ed ero io, ora, ad avere lo smalto rosso.

Mi sono svegliata senza respiro e con la paura di accendere il cellulare
e poi ho scoperto che invece, hai avuto una buona nottata.

Chissà se sono venuta nei tuoi sogni.
Io ci credo ancora, che sia possibile.

29.1.15

Puccettino

E' comparso ieri.
Saltellando, nel prato, e spingendosi poi, tutt'altro che pauroso, vicino alla finestra del soggiorno.
Questa mattina l'ho salutato, aprendo la persiana, mentre stava facendo colazione con delle golose bacche rosse.
A mezzogiorno è venuto a tenermi compagnia alla finestra della cucina mentre cucinavo.
Ecco, mi ha rapito il cuore.

Puccettino.

M'è venuto da chiamarlo così,
è un pettirosso di quelli che non vedevo da anni, che mi riportano indietro ai tempi della mia fanciullezza, quando mio padre vangava nell'orto e per tutto il tempo un pettirosso aspettava paziente di trovare tra le zolle di terra un succoso vermiciattolo. Quante volte avrei voluto avvicinarlo! Mai, mai, mai stato possibile. Gli facevo paura.

In questi giorni di febbre da cavallo che ha colpito tutta la famiglia Orsi, Puccettino è un simpatico intermezzo tra un aerosol e una tachipirina.

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Mesi di silenzio.
Mesi pesanti duri e dei quali faccio fatica a parlare.
Ma si riparte, si ricomincia, si va.

26.11.14

Quando manca l'aria,
quando proprio manca,
se riesco ad accorgermene in tempo, giusto quell'attimo prima che parta anche la mancanza di terra sotto i piedi,
e se ho la fortuna che questo capiti in inverno,

respiro aria gelata.

Metto fuori la testa dalla finestra e respiro a pieni polmoni aria gelata.

Allora tutto si congela
per quella frazione di secondo sufficiente a resettare il cervello,
a rilassare le membra,
a proseguire come niente fosse.

Aria gelata.

20.11.14

Un anno.
Anna mia, è già passato un intero anno.
Il ricordo di te è forte, anche per tutto quello che mi sta accadendo intorno.

Ho un misto di sentimenti dolci/amari e le parole proprio non vogliono uscire..

Ti voglio bene ancora, di bene te ne vorrò sempre.

16.10.14

Cazzo Anna, guarda giù tu per favore, che qui non se ne esce....

6.10.14

E d'improvviso t'accorgerai
che ti è solo stato dato indietro
solo quanto hai donato,

che l'amicizia vera
conosce fin nel profondo dell'animo,
senza sconti,
ma anche senza pene,

e che niente torna indietro,
tutto cambia incessantemente,

che le ferite sanguinano
anche quando sono cicatrici.


Autunno sfoglia alberi
come fossero margherite di campo
e ogni foglia è un pensiero
che si deposita sulla mia anima.

7.9.14

41

Buon compleanno luce libera di volare, pensiero che fa capolino con il vento che sfiora i capelli.
Buon compleanno sorriso sereno, occhi color lago di montagna.
Buon compleanno cammino perenne, scogliera scoscesa.

Buon compleanno, Anna.

...ho imparato a volerti bene, di bene te ne vorrò sempre...
il dolore non si quieta mai del tutto

"ti auguro che sia un giorno meraviglioso con gli amori della tua vita, pieno di cose belle da ricordare, di abbracci e risate, di coccole e cose buone da mangiare!"   
07/09/2013

5.9.14

Nove anni.
Ti voglio bene tavernetta mia :)
Sei il "progetto" più lungo che io abbia mai portato avanti.