5.11.09

ricordi (ecco, quella che vedete laggiù è Haifa)

Qualcuno alla radio ha parlato di Haifa.
E in me è scattato il ricordo della sua vista dall’alto, delle spiagge di Cesarea e dell’acqua densa di quel mare: un mare burrascoso, pieno di potenza, con onde importanti… ma caldo, denso e salino come della gelatina che sta per solidificarsi… una consistenza inaspettata, che ti ingloba insieme al denso dell’aria, al caldo e all’umidità.

Una sensazione strana, che vorrei riprovare ancora.

Ecco, quando a tai chi ci chiedono di immaginare di essere immersi nell’acqua, io non riesco a immaginare una fonte pura che offre poco resistenza: io immagino di essere immersa in quella enorme pozza inquietante.

E rivedo Haifa.

2 commenti:

Giorgia ha detto...

Però non capisco se la sensazione del ricordo è positiva o negativa. Usi gli aggettivi strana, inquietante... Prevale il negativo?
Però, mi piace questo post, e t'immagino fare Tai chi con questo pensiero di acqua densa... Ciao cara

Anonimo ha detto...

Ciao!
Vedi, a tutto quello che ho visto in quelle terre non sono riuscita a dare un senso veramente positivo o veramente negativo: erano una continua mescolanza.

Le spiagge di Cesarea ti davano solo la voglia di prendere il costume e restare li; quando poi sentivi la consistenza dell'acqua ti facevano venire voglia di scappare.

Dall'alto del monte delle Beatitudini vedevi il lago di Tiberiade e desideravi solo essere li: poi ci arrivavi e con il 90% di umidi tà e i 45°C avresti voluto essere altrove.

Mi rendo conto ora che davvero quei luoghi avevano entrambe le valenze, positiva e negativa, in un connubio strano, che allora non capivo, ma che con tai chi comincio ad apprezzare: l'acqua densa dalla quale scappavo in realtà mi sosteneva di più (perchè più salina) di quella pura di un laghetto di montagna. Così la difficoltà del muoversi è comunque stata ripagata ; )

Non so se ho reso l'idea...

OrsaLè