28.8.12

Di estati che passano


Oggi sono andata qui con Orso marito e Orsetta e ancora più di altre volte in questa estate passata principalmente in Val Malenco, sentivo forte la necessità di camminare e di non fermarmi. Se non fosse stato per questo post della Wide non ci sarei arrivata...

Correvo.
Via.
Lontano da questo settembre che arriva e mi fiata sul collo, con la ripresa del lavoro, l'inizio del nido per l'Orsetta, l'ennesima risonanza e più in là una cara amica che si trasferisce all'estero, un'altra colon tanto per gradire, esami del sangue etc...
Il riuscire a camminare, e camminare a lungo, era un dimostrare a me stessa che stavo bene, che ero in forma smagliante più degli altri anni. Le gambe andavano ancora di più, perchè sotto sotto, pure il cervello alimentava questo bisogno.

Quale è stato il risultatato?
Che ho effettivamente una muscolatura più tonica degli altri anni! Ma anche che non ho goduto della montagna come al solito: non ero parte della natura, il vento non mi attraversava pulendo ogni pensiero, la terra sotto i piedi nudi non mi dava energia positiva.

Ero un cilindro d'acciaio non malleabile.
Se però voglio sopravvivere agli eventi che mi travolgeranno come un'onda sarà il caso di cambiare registro.

1 commento:

apinaperniciosa ha detto...

Immagino che il nido e il lavoro ti incalzino e ti spaventino un po', ma credimi, in qualche modo ti faranno anche bene, credo che potrebbero aiutarti a riprendere quell'equilibrio che nemmeno la montagna ti voleva dare! Un abbraccio stretto, anche per il post successivo!