20.6.06

tre-a-tro

Come è andata?
E' andata meglio di quanto mi aspettassi. E credetemi, è tanto visto da dove eravamo partiti!

Compresa l'alzataccia per le prove del mattino con viso pallido pallido e pancino non in condizioni ottimali.
Compreso il pre recita senza un minimo di paura, seduta in silenzio sul trono a sentire le risate provenire da dietro il sipario, che oramai era stato fatto tutto e io ero lì, con la mia coron-cina piccola piccola e il libro di John e Kathy sulle gambe a estraniarmi dal corpo in cui ero e a volare sopra tutti.
Sopra chi era ancora al trucco, chi si fumava l'ultima paglia (disgraziati, siete proprio dipendenti eh!), sopra chi giocava con la lampada papera e sopra chi veniva a riprendermi e riportarmi a terra. Sopra il mio fratellino alle luci, che cercava di caricarmi di energia positiva, riuscendo invece a farmi quasi addormentare.

Intermezzo di lucidità mentale e malattia allo stesso tempo, che mi ha fatto truccare da componente di una band heavy metal un angioletto biondo, trasformandolo decisamente in un demonio assassino....

Seconda parte e finale. Ci bruciamo sempre il finale. Ma abbiamo ricevuto 4 richieste di replica. Nonostante tutto. Quindi tirando la somma direi che il bilancio è stato positivo.

Poi doccia tra donne e attesa dell'uscita a cena.
Con nessuno sul palco e nei dintorni. Tutti erano via.
Con le porte aperte e il silenzio di fondo e la luce naturale, quel sole del tramonto che illuminava il palco rendeva il momento unico. E allora il senso di tutto il tempo perso dietro a questa avventura è stato ripagato in quell'istante, in quell'arco di luce che nenache il migliore dei tecnici luci saprebbe riprodurre: il senso dell'esistenza dei miei passi su quel palco, calcato da tempo per passione e per gioco. Calcato prima di me da altri, tra cui mia zia a cui avrei voluto chieder emille cose. Io facevo la storia di un piccolo teatro di neanche 300 posti. Io con gli altri.

Siamo entrati di diritto per la sesta volta negli annuari immaginari del mio piccolo borgo di provincia.

A chi c'era: spero di avervi divertiti.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

E che cosa hai recitato?
Giorgi

Sara ha detto...

....ti capisco.
Al volo, consiglio letterario: "le parole raccontate" di Andrea Camilleri.

Per quella cosa lì della luce, del tramonto.

Sempre magnifico, il palco.

Sara