7.2.11

atleti di domani

Hey tu,
che per la prima volta ti sei fatto sentire
mentre facevi un salto carpiato nel mio ventre...

ti voglio bene!

27.1.11

novità

Ho preso per la prima volta le misure dell'Attico.

Ad oggi risulta essere....
...83 cm di girovita-all'ombelico!

L'inquilino sta pensando di ingrandirlo un pò... :)

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Sì, sono incinta.
14 + 4 settimana.
E quel piccolo essere lì sotto, che non so ancora se sarà un lui o una lei, mi mangia da dentro e mi svuota di tutte le parole!

Ma sono contenta,
e piena di una serenità così grande
che invece di una taverna, questo luogo potrebbe diventare un solarium.

26.11.10

Prima neve in Brianza dell'inverno 2010: il freddo è pungente e si sofferma subito, imperterrito sulla punta del naso e su quella dei piedi; sciarpa, cappello, guanti e piumino: sembro l'omino Michelin e ogni tanto scorgo qualche ghigno (che per altro ignoro, dato che mi interessa di più non avere freddo piuttosto di quello che pensa di me la gente).

Il sole fa capolino verso le quattro del pomeriggio e, vedere le Grigne innevate, rosse/rosate come se andassero a fuoco per la luce del tramonto è qualcosa che lascia senza fiato.

Sono settimane che sono inghiottita in una realtà che non mi lascia respiro, sono settimane che divento ogni giorno più Orsa grigia, poi nera, sempre più scontrosa con tutti, perfino con il Bear: vedere le mie montagne così mi ha fatta sciogliere, solo un pochino, ma l'inizio del disgelo è sempre importante!

Voglia di un fine settimana di riscoperte.

[Un saluto alla tv analogica: questa mattina ho visto finire l'ultimo programma di rai 3 e switchare il canale in digitale. Che stretta al cuore: non credo nel digitale, spero di ricredermi]

29.9.10

29.9

"Seduto in quel caffè..."

Non c'è niente da fare: mi chiedo quante radio passeranno questa canzone, oggi.

Dieci anni fa sostenevo l'esame di guida per la patente B.
Faceva molto più autunno di oggi: aveva già cominciato a gelare la notte, c'erano molte più foglie gialle e arancioni, ma io indossavo ancora il mio giubbino di jeans.

Ricordo molte cose di quel giorno e ricordo che è stato un giorno di svolta, non per le cose accadute il giorno stesso, ma per quelle che sarebbero avvenute di conseguenza.

29 settembre. E son già passati 10 anni!

28.9.10

Amami più forte.

Voglio alzare il volume del nostro Amore,
fino a fargli a rompere ogni indugio
ogni timore
ogni dubbio.

Rubami l'anima ogni giorno
e tienila con te
come un olio prezioso
col quale nutrire la tua pelle nei giorni di festa.

Amami più forte
e
vivimi

29.8.10

Ricordi e scritti dalle ferie, il giorno prima di tornare al lavoro

Svegliarsi all'alba mi mancherà.
So che può sembrare un'assurdità, e lo sembrerebbe anche a me specialmente nel periodo lavorativo!

Ma sentire la luce che piano piano schiarisce, fino a mostrare una sfera arancione che fa capolino dal suo letto di mare, mentre la natura tutta si ferma e aspetta silenziosamente, è qualcosa di stupendo.

Mare altamente salato, praticamente mai calmo, mare di sassi senza sabbia, alcuni grandi come briciole e altri simili a confetti, tutti accarezzati così tanto dal mare da essere smussati sugli spigoli della personalità; personalità modellata dal mare come quella del proprietario dello stabilimento: sereno, quieto, ma costante.

Mi mancherà la vista del monte Conero con Numana alta e Sirolo (dove ho fatto una delle migliori mangiate di pesce della mia vita), presi da questo punto preciso in cui il monte Conero somiglia alla testa di un orso dormiente a ridosso del mare.

Mi mancherà la vista su Loreto, specialmente la sera, al tramonto, quando con una magnifica luce arancione si creava un panorama suggestivo.

Mi mancheranno questi quasi-dieci-giorni-solo-di-pesce, specialmente questo inverno quando anelerò a qualche sapore estivo.

Mi mancherà questo vento, vento da coccole e a volte vento freddoe potente da vela, catamarano e wind surf.

Sta finendo un'altra estate e io mi ci lascio scivolare, dondolo sulle curve dei miei capelli a polipetti - causa aria di mare - e riposo.

5.8.10

Buone vacanze!

Oggi era novembre.
Grigio, freddo e con 15°C.
Il cielo era una coltre di nuvole spessa
che tristezza!

Con questi grigio pensieri
vado a cercare il caldo e il sole!

Ci sentiamo a fine agosto, cari.

Caspoggio, Numana, Assisi mi attendono:
sai mai che torno a fare Taiji che pigramente ho abbandonato!

25.7.10

Da Perledo, guardando il Lago

Cosa cambia? Niente.
E il lago si increspa.

Cosa cambia? Tutto.
E il lago si increspa ancora.

E' tutto un andirivieni di fare e disfare, un ciclico eterno ritorno che instilla dejavù e sapori già noti.

Sono il vento che accarezza le vette,
sono il vento che scompiglia le acque,
sono il vento che sconvolge i piani di volo dei gheppi
sono il vento che turbina roteando su se stesso
e virando all'improvivso solleva tovaglie, bicchieri e sottane.

Nasco, scompaio, riappaio.

Vivo.

Chi è capace di tenermi?

20.7.10

incredula

E' il 20 luglio.
Fa caldo qui in Brianza.
C'è la solita cappa d'afa.
Non si vede l'ora di andare in vacanza.

Ora,

potete vagamente immaginare cosa significhi

sempre al 20 - di - luglio

RICEVERE IL PRIMO CATALOGO PER I CADEAUX NATALIZI AZIENDALI?!

** almeno prima aspettavano la prima settimana di settembre **

5.7.10

improvvisamente piove dopo che l'ho annunciato

prevedevo il tempo
un tempo
ma era tanto tempo
che non prevedevo.

il tempo.

[e unbuon anniversario a me e al Bear]

10.6.10

durante la pausa caffè

Cielo grigio.
Non ricordo più come sia l'azzurro e il celeste.

E piovi, dannazione!
Che odio le eterne vie di mezzo!

Giugno balzano,
grano verde,
riposo lontano.

28.5.10

di Taiji e di percorsi

Tra due settimane si concluderà la mia esperienza di Taiji per quest'anno e considerando che settimana prossima si salta, manca solamente una lezione.

Sfogliando a ritroso il mio blog, ho ritrovato un anno fa parole e speranze spese per questa disciplina di cui pensavo di sapere qualcosa e in realtà non sapevo nulla e mi sono accorta che non ho trovato quello che cercavo: cercavo equilibrio e invece sono stata buttata in mezzo ai flutti!

Non fraintendete, non è stata affatto un'esperienza negativa, anzi; sono arrivata a credere femamente che fosse quello di cui avevo bisogno: una grossa, devastante, impegnativa scrollata di spalle. Come tutte le esperienze, si possono vivere a vari livelli e io dalle lezioni settimanali potevo portare a casa anche soltanto il mal di gambe invece del mal d'anima; invece ho scelto di lasciare che il taiji lavorasse anche in questi termini scavandomi dentro, ponendomi interrogativi e in ultimo e forse più devastante, mostrandomi interamente la mia vita fotografata nel momento preciso in cui la stavo osservando.

Tutte queste cose hanno portato ad accorgermi che non mi piacevo come Orsa e non mi piaceva la piega che la mia vita aveva drasticamente preso: come già detto una colossale scrollata di spalle "SVEGLIAAAA!!" mi son sentita urlare nelle orecchie (metaforicamente, si intende), mentre ero rovinata a terra senza forze.

E mi sono alzata, vuota di quasi tutte le certezze, ben sapendo che toccava a me rinnovarmi e continuare, che solo io potevo sapere come...ma allo stesso tempo non sapendo affatto da dove cominciare. Per fortuna l'Orso marito che ho accanto ha un suo tatto e una sua delicatezza tutta particolare ed è riuscito, davvero con poco, a darmi lo stimolo giusto per riprendere. E ora vado avanti con più serenità, con più concretezza.

Se cerco cosa significa "Equilibrio" sul dizionario mi dice che in fisica è uno stato in cui le cose sono ferme e in senso figurato che è un modo per indicare "moderazione": posso dire con certezza che NON VOLEVO davvero l'equilibrio.

Non voglio che le cose siano statiche ma dinamiche.
Non voglio che il tempo si fermi con me immersa come in un limbo, ma che proceda e che io mi ci muova come un'onda (e che il movimento parta dai piedi, passi dal respiro, arrivi alle spalle, continui dai gomiti e si esaurisca oltre le mani. ma questo è un altro discorso).
Non voglio il buon senso e la moderazione, le conosco già: voglio la forza per saperle usare e la saggezza per non abusarne.
Il Taiji, non mi ha dato la pace o la felicità:
mi ha mostrato tutta la strada da fare per raggiungerle.

equilìbrio [ekwi'librjo]s.m.
1 sm{fisica} condizione dei corpi che, in un sistema fisico, rimangono immobili perché sollecitati da forze uguali e contrarie [anche in senso figurato]
2 sm[in senso figurato] buon senso, moderazione

preso da qui DIZIONARIO DI ITALIANO

18.5.10

Under a glass moon

Quando ti accorgi che
- non ci sono cavoli -

non sei proprio in grado di vivere alla giornata
e hai un fisiologico bisogno di tabelle e scadenze

tutto,
intorno,

scricchiola un pò.

4.5.10

Questa è la storia del nostro amico Alex che si era innamorato di Adelaide detta Aidi...

Ieri sera ho visto "Jack Frusciante è uscito dal gruppo".
Non fatelo.
Piuttosto leggete il libro, che è “un po’ più rock e un po’ più basso”: nel libro ci sono descrizioni che non credo nessun regista riuscirebbe a rendere con semplici immagini senza parole.

Inevitabilmente sono andata alla libreria e a colpo sicurlo l'ho afferrato dallo scaffale. Carta ingiallita ma libro intatto.

E "Oh cielo", ho cominciato a sfogliare e a pensare a quella storia! A quanto ha segnato la mia adolescemenza! A quanto mi sono accorta di assomigliare ad Aidi e, dannazione, a tutte le Volpi che ho avuto.

Il problema era quello. Il piccolo principe non si innamora della Volpe, è innamorato del fiore: con la Volpe ha solo un forte e sincero legame di amicizia. Ma chissà perché con la storia che “l’essenziale è invisibile agli occhi e non si vede bene che col cuore”, si finiva sempre per assoggettare l’eventuale Volpe di turno al possessore del proprio cuore. E si finiva dannatamente per piangere e soffrire e non bastava mica più il rumore del vento nel grano.

Per fortuna che con gli anni questa cosa l’ho capita.
..E quanto mi ha fatto sentire stupida essere stata Aidi: Aidi che aspetta il suo principe, Aidi che non sa amare perché l’amore è più grande di lei e lo chiama lo stesso con quel nome, Aidi che confonde Volpi e Rose e soffre e fa soffrire.

Mi sono seduta con un buon brandy in mano e ho rivisto il film della mia vita sorridendo.

Perché infondo è stato giusto essere Aidi, per arrivare ad essere l’Orsa.

E nonostante tutto, è un libro che vi invito a leggere davvero, con leggerezza sì, ma anche con attenzione.

" Sono io disposto
a mettermi coscienza e controcoscienza sotto le suole delle scarpe
e cercare solo
quel che mi fa essere felice,
che mi fa star bene,
che mi fa ridere,
per sentirmi vivo sul serio?
Sì, sono io disposto"

21.4.10

Di ritorni

Nel 2004 la taverna non esisteva ancora.
Ma leggevo - oh se leggevo - molti altri blog.
Narsil c'è ancora, altri non ci sono più o non vengono più aggiornati.

Leggevo e commentavo e cercavo nuovi blog legendo quelli di chi scriveva.

Ed ero arrivata qui .

Non ne ero una frequentatrice assidua. Ero più giovane, ero diversa. Ma mi ci ero affezionata, al blog, come ai di Lui commenti.

Poi il rapimento.
Poi l'uccisione.

E il rendersi conto che era proprio lui...

Oggi è tornato a casa.

Dentro mi si rimescola malinconia e un sorriso triste.

Ma almeno è tornato.

16.4.10

Oza B Day

E così è passato anche il compleanno dell'Orsa: con l'arrivo di regolo, possono dirsi conclusi i festeggiamenti.

Per la prima volta dopo molto tempo, posso dire di essere felice, contenta, soddisfatta! Buon cibo, buona compagnia, bellissima serata!


Mi sono sentita una regina! ...e non è un eufemismo ; )


[Opera del Mio Orso del Cuore ]


9.4.10

di giorni che sembrano notti

Questa mattina ero spalmata sull'asfalto.
Per raccogliermi mi si doveva raschiare con il cucchiaino.

Sono mesi che fisicamente sono uno straccio.
Sono stanca di avere la febbre che sale improvvisamente,
sono stanca di bombarmi di farmaci,
sono stanca di non capire cosa cavolo ho.

Poi leggo altrui sorti, molto peggio della mia e invece di regire crollo.
Piango,
Piangopiangopiango.

E non c'è stato altro da fare se non arrotolarmi sulle gambe del mio paziente Orso-marito, anche se solo virtualmente e sedimentare.

La Wide ha pubblicato una bella poesia di John Keats che vi invito a leggere: personalmente l'ho stampata e ora la porto con me.

A volte la Speranza va invocata, chiamata a gran voce.
A volte, e questo almeno è il mio caso questa volta, bisogna togliersi le bende che ci impediscono di vederla.

Non sto "BENE" nel pieno significato del termine.
Ma sicuramente ho le ferite pulite e ben medicate.

8.3.10

che nervi

Perchè diamine sono in grado di realizzare feste e gestire eventi per altri

E non sono minimamente in grado di organizzare la mia festa di compleanno?!?!

2.3.10

pensieri

Amico mio,

l’altro giorno mi hai chiesto a cosa serve Amare.

Serve per non cadere continuando a girare ballando.

Serve per avere un muro meraviglioso lungo il quale appoggiarsi nelle fredde giornate di sole invernali.

Serve per essere liberi, perché è avere una Patria in cui credere, per cui combattere, insieme alla quale vivere, alla quale ritornare e per la quale scegliere di fare tutte queste cose.

Il problema (e la fortuna) è che queste cose che ti ho scritto funzionano solo se le si fa in due.

Altrimenti perderai il tempo ballando rischiando di cadere.

Altrimenti il muro ti sporcherà la giacca di fango e tu ti arrabbierai.

Altrimenti la Patria da raggiungere sarà inavvicinabile per via dei gorghi lungo le coste.

Capitano comunque dei giorni così, anche nei grandi Amori. E magari non sono “giorni”, ma diventano settimane e magari mesi.

Mesi in cui stringerai di più l’altro per guidarlo e non cadere.

Mesi in cui starai distante dal muro, ma sempre vicino, sempre al suo fianco.

Mesi in cui resterai con la tua barca al largo delle coste della tua Patria e ti accontenterai di sentire il rumore dei flutti lungo le sue coste.

Amare ti serve per capire anche quando dire basta.

E allora? Forse che non sei un ballerino o il muro era semplicemente cartongesso che non reggeva il tuo peso? No, forse semplicemente non era la tua Patria.

O forse non sei stato riconosciuto tu come Patria. E in questo caso, anche se fa male e tanto, non ci puoi fare molto.

E Amare torna a fare male come la corda delle vele che ti taglia le mani per andare in contro a un nuovo vento.

Giornate dense di pensieri a nuvolette.
E i mesi scorrono come acqua di fiume.

27.1.10

Credo proprio
che metterò finalmente mano
al lay out della taverna.

26.1.10

oggi

Domenica ho acquistato dei giacinti in boccio: anelo alla primavera.

Li ho sistemati sul bordo della finestrella della cucina: luce e caldo-umido, che possono volere di più??

Parevano li li per aprirsi e invece niente da fare: stropicciano i loro petali oziosamente consci di un disegno più grande.

Questa sera sono venuta a conoscenza anche io del disegno più grande: sono qui che anelo al tepore primaverile, alla rugiada quando è quasi estate
ma
se guardo fuori dalla finestra,
proprio in questo momento..

NEVICA

20.1.10

Qualcuno ha lanciato sulla mia città

e sulle strade
e sui campi
e sulle città adiacenti

una coperta di nebbia fitta fitta
probabilmente per nascondere il fatto
di aver creato un enorme lastrone di ghiaccio
e una discreta quantità di brina
che resiste con i -4°C.

10.1.10

Rien ne va plus

e poi...
diventano madri quelle signorine,
purchè ci sia un uomo che le veda ragazzine.
Quell'uomo non le faccia invecchiare,
le lasci cantare....


E. Ruggeri

10.01.10

Quest'anno la neve sù, dove si trova il mio cuore, è caduta (e a quanto pare cade ancora).
Ma quando sono salita era un enorme lastrone di ghiaccio continuo, una neve persistente, dura.

Un lastrone di ghiaccio simile al mio animo congelato di questi mesi e sul quale mi sono schiantata, procurandomi qualche livido e parecchio dolore.
Mi è scivolato addosso il 2009 e il 2010 mi ha portato a spasso sotto braccio senza dirmi il suo nome e senza che io glie lo chiedessi: seduti a guardare il fiume scorrere e l'acqua gelida accarezzare piccole perle ghiacciate addossate ai suoi bordi; il freddo non era reale, non dava l'idea di esserci ma c'era, come del resto i giorni di gennaio corsi veloci fino ad oggi: dieci / uno / dieci.
Ributtata nella realtà di avere anni alle spalle, pelle con qualche ruga in più e capelli colorati per nascondere malamente il bianco che comincia lento ad arrivare. La percezione di non poter restare e di non sapere esattamente dove andare, che il 2010 non è piombato nella mia vita pretendendo, ma solamente e inesorabilmente aspettando.
Aspetto con il mio cappello di lana e il giaccone pesante, con il mio bagaglio di esperienze (pressapoco grande quanto un trolley per il bagaglio a mano dei voli aerei), e il problema è che non so quale è il numero del bus che devo prendere.
Conosco le fermate, o almeno la maggior parte e conosco anche chi salirà a poco a poco, ma non il numero, il percorso, la destinazione esatta.
E faccio fumetto con la bocca, sistemando i guanti di pelle e guardo assente verso l'orizzonte.
Per ora sto in un limbo e so che durerà poco, ma per la prima volta (forse per poco anche questo), non sono in ansia, ma valuto. E speriamo di farlo bene.

di fotografie

C'è qualcuno che ha di me un ricordo in bianco e nero.

E l'idea mi piace.

Mi piace perchè l'assenza di colore in realtà stampa proprio la mia essenza piena e non il momento: non identifica la mia positività, la mia negatività al momento, ma solo e unicamente il momento.

E' come se nel bianco e nero vedessi stampato l'eterno attimo perfetto.

31.12.09

Ultimo giorno del 2009.
Comincia un altro decennio, come mille mila aspettative.

L'Orsa é in partenza, Vi augura un anno positivo e pieno di luce!

6.12.09

a tutti i miei amici

L'amicizia è una cosa strana. Innanzi tutto è elettiva: ci si trova, ci si annusa, ci si sceglie.
Da bambini forse è più semplice, perchè le "pretese" sono ben poche. Da adulti diventa più complicato: è difficile che qualcuno ti accetti interamente per quello che sei, ma forse è ancora più difficile fidarsi interamente, mettere in mano la tua vita a un altro che non riceve niente in cambio, neppure l'amore, il sesso o la vita di convivenza insieme, il matrimonio.

Per me l'amico è quel qualcuno che ti guarda con gli occhi di chi non ti giudica davvero, anche se le sue considerazioni le fa appieno, perchè servono anche quelle dopotutto.

E' quel qualcuno che sta seduto accanto a te ad elencarti i mille motivi per rialzarti dopo una caduta, ma che ti lascia i tuoi tempi, i tuoi spazi, le tue volontà. Ed è anche quello che si incazza se i tuoi tempi diventano biblici solo per la paura del dolore che un qualsiasi movimento possa causare.
Gli amici sono qualcosa di inaspettato infondo, non trovi? Hanno la presunzione di conoscerti, anche se magari non sei mai stato sincero allo stesso modo con ognuno di loro...Ma l'amicizia è anche presunzione, di avere di sapere di possedere. E questo è anche ciò che logora anche le migliori amicizie.
A volte si trova un amico eterno: qualcuno con cui si fonde l'anima e con il quale, nonostante la vita crei percorsi diversi, si ha un'affinità tale da dare la certezza che nella sua casa ci sarà sempre un posto riservato con il proprio nome.
A volte si è amici di qualcuno con cui non si parla poi molto, ma quando si parla bhe... il vuoto delle assenze è riempito da concetti detti senza supponenza, ma detti solo per affetto. Di questi amici ci si aspetta di essere giudicati, e invece spesso sono quelli che ti danno di più.
A volte ci si fa amico qualcuno che non conosce niente di noi, magari un amico virtuale che a poco a poco acquista una consistenza, un viso e una voce e forse non c'è un amico scelto davvero più di questo.
Eppoi... poi... come dice Jovanotti, "Mi fido di te... cosa sei disposto a perdere?"
L'amicizia non è sempre pulita e che non tradisce mai. Anzi... L'amicizia a volte finisce. E ci si sente come un albero a cui viene reciso un ramo da cui non crescerà più niente. E sale l'odio, causato dall'impotenza di una decisione a senso unico e magari che non si capisce appieno.
A volte infine, ci sono persone che non vogliono proprio essere tuo amico, o che lo sono di comodo; ma di quelli non vale neppure la pena parlare.
Sai, sono giunta alla conclusione che l'amicizia è davvero un groviglio di sentimenti più intricato di un gomitolo lasciato tra le zampe di un gatto.
Ma nonostante i difetti e i problemi, non riesco a non pensare che è bello
tremendamente bello
che sia così.

4.12.09

Avevo scritto delle righe piene di nero.
Taaaaaanto nero.

Riassumendo, e per farla breve e coincisa:
non avete idea del fortissimo desiderio che mi ritrovo ogni giorno nell'ultimo mese di stare bene davvero, di spaccare il mondo, di ridere, di essere serena.

E soprattutto,

voglio che questo desiderio si realizzi al più presto.

18.11.09

Calcoli

All'Orsa in questo periodo proprio non va.

E' tornata la febbre, anche se forse come semplice campanello d'allarme di altro che mi sta accadendo dentro. Domani forse ne sapremo di più.

Questa notte l'ho passata quasi interamente in bianco, e meno male che l'Orso riesce a dormire non appena tocca il cuscino, se no saremmo stati in due.

Mi sono venuti duemila incipit per dei post stupendi, ma alla fine non ne ho segnato nessuno e ho continuato a rigirarmi nel letto sbuffando (caldo-freddo-tiepido) e lamentandomi.

Continuo a lamentarmi.

Sono un'Orsa stropicciata e arruffata che non trova pace.

5.11.09

ricordi (ecco, quella che vedete laggiù è Haifa)

Qualcuno alla radio ha parlato di Haifa.
E in me è scattato il ricordo della sua vista dall’alto, delle spiagge di Cesarea e dell’acqua densa di quel mare: un mare burrascoso, pieno di potenza, con onde importanti… ma caldo, denso e salino come della gelatina che sta per solidificarsi… una consistenza inaspettata, che ti ingloba insieme al denso dell’aria, al caldo e all’umidità.

Una sensazione strana, che vorrei riprovare ancora.

Ecco, quando a tai chi ci chiedono di immaginare di essere immersi nell’acqua, io non riesco a immaginare una fonte pura che offre poco resistenza: io immagino di essere immersa in quella enorme pozza inquietante.

E rivedo Haifa.

mancanza di tempo

Sono state settimane complicate.

Ho preso un febbrone da cavallo che mi ha inchiodata a letto per due settimane (no non è stata la tragica influenza che c’è in giro. A me ha preso stomaco e intestino facendomi perdere 2 kg in 3 giorni, costringendomi a due antibiotici, ma lasciandomi i polmoni liberissimi) e tutt’ora non sono completamente in forma.

Convivo con mille domande sul mio futuro lavorativo, che per ora si sono un po’ sgonfiate, dato che sono esplose con un boato e un po’ di lacrime in faccia al mio Orso-del-cuore.

Non riesco a fare tutto quello che vorrei.
Non riesco ad essere tutto quello che vorrei.
Non riesco a mangiare tutto quello che vorrei.
E, cosa peggiore di tutte,
non riesco a dare l’attenzione che vorrei a chi vorrei.

Sogno delle meringhe fatte in casa.
Sogno un Natale ancora più bello di quello dello scorso anno.
Sogno silenzi da condividere mano nella mano guardando il mare.
E, cosa più bella di tutte,
sogno di passare un intero giorno con il mio Orso a ridere e stare sereni.

Spolvero i miei sogni, riordino le mie volontà e torno ad immergermi nel denso della mia vita.

1.11.09

Ciao Alda

"I fogli bianchi sono la dismisura dell'anima
e io su questo sapore agrodolce vorrò un giorno morire
perchè il foglio bianco è violento
violento come una bandiera, una voragine di fuoco
e così io mi compongo, lettera su lettera all'infinito
affinchè uno mi legga, ma nessuno impari nulla
perchè la vita è un sorso
è sorso di vita...i fogli bianchi dismisura dell'anima"

22.10.09

Prima nevicata della stagione sulle mie montagne, in anticipo di un po di giorni rispetto all'anno scorso.

Anche se ancora in devasto causa febbrone, questo andava documentato!

13.10.09

acqua e acciaio

E' da circa sette anni che mi comporto in un certo modo, per via di una canzone che mi ha segnato l'esistenza; la canzone è "Heart of Steel" dei Manowar e potete sentirla qui.

"Stand and fight
Live by your heart
Always one more try
Im not afraid to die
Stand and fight
Say what you feel
Born with a heart of steel

Those who laugh and crowd the path
And cut each others throats
Will fall like melting snow
Theyll watch us rise with fire in our eyes
Theyll bow their heads
Their hearts will hang low
Then well laugh and they will kneel
And know this heart of steel was
Too hard to break
Too hard to hold"

Non prendetela per la violenza, ma per quello che vuol dire: la capacità di rialzarsi e continuare nonostante i colpi, nonostante il male.

E' troppo lungo da spiegare il perchè e il per come, ma sappiate che sette anni fa l'idea di avere un cuore d'Acciaio, è stata quella che mi ha fatto continuare, anche se ha inegabilmente cambiato in modo radicale il mio carattere, portandomi ad essere quella che conoscete, l'Orsa coccolosa, ma pur sempre Orsa con quella parte che la maggior parte di voi della rete non conoscete: l'Orsa Nera.

Questa sera terza lezione di tai chi: comincio ad avere un pò paura di quanto questa corso mi cambierà:

"Se ricevete un colpo, che può anche non essere fisicamente un pugno, ma una parola sbagliata, una rogna sul lavoro, una litigata con un amico... voi reagite rigidi come l'acciaio o fate come l'acqua?"
Ho avuto l'urgenza di segnarmelo per ricordarlo più avanti.
...L'essere acciaio fuso è il prossimo passo?

5.10.09

win for life

Parlavo con l'Elfo del nuovo giocone "Win for life": potrei vincere anche io visto che alle lotterie non azzecco mai un numero che sia uno!

Allora la mente comincia a correre e si fa strada quello che è diventato il mio sogno - ricorrente - praticamente irrealizzabile:

...Una piccola taverna dell'Orsa dove accogliere e ristorare l'animo e il corpo.

...Un luogo che di giorno è un'enoteca giusta e una gastronomia sopraffina, con affettati e prodotti tipici particolari, dall'olio, al sale, ai dolci...e che di sera si trasforma per pochi intimi, al massimo 30 persone solo su prenotazione, in un luogo dove far sentire ospite desiderato chi viene a cena...

...E poi corsi, per imparare ad amare il vino e il cibo, di quell'amore giusto dettato dalla voglia di conoscere davvero gli abbinamenti e non solo di saziarsene senza capirli a fondo...

...Orso e Orsa come cuochi, osti, camerieri, amici.

Sogni ad occhi aperti insomma... Ma in questo periodo della mia vita, è l'unica cosa per cui abbandonerei davvero tutto, saltando nel vuoto, sempre ammesso di avere Orso al mio fianco...

26.9.09

10.000 - un buon non compleannooo a meeee

Oggi compio 10.000 giorni!
Un tempo lontano, per gioco, ci si era messi a calcolare quando sarebbero scoccati e me l'ero persino segnato sull'agenda del telefono.

E' una sensazione strana, che mi fa sentire più vecchia dei miei 27 anni 10 mesi e 16 giorni.

Se vi và, brindate alla mia!

Prosit!

25.9.09

Cara Sara,
ti rispondo con un post, che scrivere un commento sarebbe stato troppo lungo.
Noi su un pò più a nord, di anni ne avevamo 13 quando ci hanno detto "bene, siete educatori". E non avevamo neanche il tuo odiato prete da insultare, ma solo noi stessi.

Al momento non capivamo niente. Si è cercato di imitare quelli che ricordavamo prima di noi, ma che allo stesso tempo non capivamo, dato che ci avevano abbandonati al nostro destino. E ti trovavi a dover insegnare dei valori a bambine più piccole prima(che agli inizi l'oratorio era ancora diviso), e maschi e femmine poi, valori che non avevi ancora compreso tu.

Anni dopo, verso i 21 anni, vedendo alcuni di quei ragazzini che si facevano di cocaina e pastiglie e si erano bruciati il cervello, ho passato settimane a dirmi che "avrei potuto fare di più" e che avrei potuto farlo diversamente.

Dicevamo ai bambini che era bello andare a trovare gli altri oratori, ma eravamo noi i primi a non volerci andare perchè eravamo i primi a venire respinti.

E' stato verso i 18 anni che io me ne sono fregata del campanilismo e ho cominciato a spaziare. E allora, oltre a beccarmi gli "insulti" di quelli degli altri oratori che pensavano "rubassi" amicizie e lavoro (ricordi?), mi beccavo anche quelli del mio di oratorio, perchè dicevano che prima di aiutare fuori avrei dovuto aiutare in casa.

Poi ho scoperto l'oratorio di Orso. Il giorno della presentazione dei ragazzi che sarebbero andati alla redditio symboli. In oratorio, mille mila persone. Educatori, animatori, genitori, preti, con una scala gerarchica dove il prete era solo l'ultimo anello e non indispensabile. Mi è venuto da piangere e non è un modo di dire; ho pianto e singhiozzato in mezzo a quella gente perchè sapevo che da noi una cosa del genere non sarebbe mai stata possibile, perchè i genitori in primis vedevano l'oratorio solo come un posto dove scaricare i figli, mentre lì da Orso era un posto di aggregazione anche per loro.

E in quel momento mi sono sentita completamente inutile, come se nella mia vita non avessi fatto niente di veramente buono, tranne i vocazionali iniziati da poco. Così mi sono ritrovata a credere a pieno in questo progetto: 5 anni di catechesi interparrocchiale prima, interdecanale poi, interzonale infine, a bambine che volevano ascoltare e a cui sono certa di avere lasciato qualcosa anche un pò da secessionista che guarda oltre le proprie mura.

E sempre questo mi ha fatto "allevare" 3 fanciulline che volevano creare un corso di chitarra all'oratorio ma avevano bisogno di un referente: e non sono stata solo un nome.

Quell'organizzazione gerarchica di cui un pò parli anche tu, e che ci vuole per forza, in alcuni ambienti c'è, ma è tremendamente difficile da organizzare da zero nelle nostre zone, anche se si sta cercando di fare così, anche se con un pò di errori normali.

Per quanto riguarda gli scout, la penso in fondo come per quelli di CL, ma anche per quelli di AC e anche per quelli che non si mettono sotto nessuna bandiera ma fanno gruppo: l'estremismo, la chiusura/campanilismo e l'invidia sono tra le peggiori cose che ci sono al mondo. Per fortuna esistono ovunque persone che non sono così e ne ho buoni amici.

Sempre pronta a ricredermi conoscendo davvero le persone e non basandomi solo sul sentito dire, ti abbraccio.

18.9.09

varie

E' dall'inizio di settembre che non riesco a scrivere. Mi sembra che tutto quello che potrei dire sia inutile o sia già stato detto, magari proprio da me.

Anche il 4° Blog compleanno della taverna è passato in silenzio, quel silenzio un pò meditativo e un pò silenzio-e-basta che accompagna le mie giornate.

C'è che l'Orsa ha tante domande e poche risposte sulla sua vita, sul suo futuro. C'è che l'Orsa è meno forte di quello che sembra, o forse è proprio nella sua fragilità che risiede la forza per rialzarsi anche quando è in cocci.

No, non sono in cocci.

Sto solo facendo le pulizie d'autunno dentro l'anima e non è semplice spostare tutto e poi riordinarlo diversamente da prima perchè sono cambiate le priorità, la vita, gli amici; c'è che ci sono persone che vorrei aiutare e non so come farlo se non cercando di stare loro vicino. Persone che non vogliono essere aiutate e costruiscono muri invalicabili. Persone che fingono di non aver bisogno di aiuto. Poi ci sono io, che mischio un pò tutte e tre le situazioni a seconda di chi mi trovo davanti.

Ci sono io, l'Orsa, che si lascia possedere per intere giornate e a volte notti, da canzoni che hanno su di lei lo stesso effetto che hanno le onde sugli scogli: levigante/creatore e erosivo/distruttivo.

Prendetemi così, è un periodo che sono acqua di ghiacciaio.













29.8.09

summer holidays 2009

E' inutile.

Non ve lo so descrivere il sapore di una pesca matura.
Non vi so descrivere il volto della nostra vicina di ombrellone mentre la prendeva con delicatezza, la accarezzava, la annusava per poi mangiarla con gusto, non lo so fare.
Ma sono più che certa che quella pesca aveva sicuramente un sapore zuccherino e una polpa morbida e allo stesso tempo croccante e le mie papille gustative hanno esultato in preda all'estasi che il cervello ha saputo trasmettergli.

La mia vacanza è stata alla riscoperta dei sapori.

Mi sono trovata quasi a piangere di gioia nel dire "ho un universo di sapori nella bocca".

Il gusto di un semplice insaccato con il giusto bicchiere di vino, la scoperta del pesce e delle mille ricette che lo accompagnano, il sapore di una pasta cotta al dente in una piccola spaghetteria o di un filetto alto due dita, dalla cottura perfetta.

Il gusto di rivedere un ghiacciaio, di stare in ammollo nell'acqua salata, il piacere di sciogliersi delle tensioni e di tutto quello che quotidianamente mi accompagna.

Il gusto di mangiare e bere bene e ridere e piangere e vivere.
Anche se in misura ridotta rispetto alle mille avventure che potete aver fatto tutti.
Tornare a vivere accorgendosi di farlo.

E, perchè no, lo scoprire di aver preso solamente 400 gr, facilmente eliminabili.

Non vi so dare la precisa percezione di tutte queste cose.
Sappiate però che sono state bellissime.











10.8.09

on holidaysss

La taverna chiude per ferie!
Finito di stirare la montangna di maglie che mi aspettano comodamente sdraiate sul divano del soggiorno, preparerò una valigia sicuramente troppo carica pronta bene o male a partire per il maaaareeee!

Ci si risente verso fine di agosto!

Un abbraccio a tutti.

5.8.09

Ho sonno, ma ci sono.
L'ennesima esperienza ospedaliera mi devasta, mi svuota, ma riesco ancora a reggermi.
La cosa pesante è che quando arriva sera non riesco a bloccare l'inquietudine.

Non riesco a non soppesare ogni parola pronunciata, ogni smorfia, ogni sguardo; non riesco a non pensare se ho fatto davvero tutto quello che potevo fare, detto tutto quello che potevo dire, dato tutto l'amore che potevo dare.
Alla sera, vinta dalla stanchezza della giornata, sono unicamente capace di restare in silenzio.

31.7.09

In una scatola, colorata e con un bel fiocco dorato, tengo la mia maschera da pagliaccio.

Quella che tiro fuori in tutte quelle situazioni gravi e grevi in cui se si sta annegando tutti, qualcuno deve pur fare da boa per stare a galla.

E' una cosa automatica, è la mia reazione spontanea.

E' quella cosa che mi si agita dento e che mi impedisce di uscire di casa la mattina, ora che sono sposata ma anche prima, senza salutare guardando in faccia le persone. Imprimendomele nella mente.

E' quella forza di riciclo che trasforma la mia tristezza in allegria per donarla a chi ne ha bisogno in quel momento, e che mi mangia dentro lasciandomi svuotata la sera, al buio, senza più sentimenti su cui reggermi, ne di odio ne di gioia.

E' quella polvere magica, che questa sera, quando varcherò le soglie dell'ospedale, mi farà risorgere come una fenice, perchè adesso non sono niente altro che cenere...

26.7.09

grappe e orse

E' un periodo un pò particolare quello che sto vivendo, dove lunghi silenzi servono per meditare tutte le cose che accadono, dove la luce della mia giornata è quella negli occhi di mio marito, alla sera.

E' la luce nella quale posso permettermi di essere ombra che si allunga per l'arrivo del crepuscolo, senza essere un volto o delle parole per cui rendere conto, perchè lui conosce già entrambi e ne capisce il mutamento.
La taverna ne risente, ma solo perchè non voglio che si riempia di inutili sproloqui da rileggere a distanza di tempo. La taverna è la cronaca della mia vita, ma questa parte della mia vita vorrei solo che scolorisse da sola come le fotografie digitali stampate sulla carta patinata a basso costo: perdono colore giorno dopo giorno, alba dopo alba, non come se non ci fossero state, ma solo come cose che perdono l'importanza, il colore, il potere di ferire e tagliare.
***********************************************************************************
Quindici giorni e sarò al mare, ancora quindici giorni! E potrò giocare con la sabbia, camminare all'alba sul bagnasciuga [Orso, fai finta di non aver letto ; ) ], e vivere senza scadenze e riprendermi il gusto della mia vita!
E' come se la mia vita fosse una magnifica grappa di mosto, barricata in botti di ciliegio.
Di questo ne sono convinta e conscia.
Allo stesso tempo è come se non mi venisse servita in maniera corretta!
A volte viene versata in un bicchiere per l'acqua, troppo aperto, che me ne fa sentire ogni sapore ma me ne fa perdere ogni profumo.
Altre volte viene servita in un bicchiere troppo stretto, facendomene annusare ogni minima sfumatura ma non il sapore, perchè l'alcool resta intrappolato e vince ogni altro gusto.
Voglio un bicchiere giusto per ogni momento della mia vita, per gustarla con tutti e 5 i sensi.
Voglio tornare a gustarmi!

17.7.09

di chi se ne è andato [emmenomale! o forse no]

Sono settimane che voglio scrivere un post sui sentimenti che mi aleggiano dentro, ma il tempo scarseggia e alla sera le parole si assopiscono stanche della giornata trascorsa e continuo a rimandare.

Avrei voluto scriverlo oggi, ma eventi inattesi hanno cambiato ogni programma.

Ci sono valori che non accetto minimamente possano essere ignorati ne tantomeno traditi: oggi mi sono resa conto di quanto un tradimento di questi valori mi faccia male, mi imbestialisca, mi renda piena d'odio.

La lealtà per me è uno di questi valori.

E sono talmente arrabbiata che non riesco ancora a formulare un pensiero certo e chiaro ne logico.

Perchè tradire la fiducia di una persona che ti ha fatto del bene e farlo in un modo subdolo, orribile e senza alcun rimorso è qualcosa di diabolico.

Mi sento veramente nera, come le nubi di questa mattina, pronta a piovere e grandinare al primo passo falso.

27.6.09

di testimoni che aprono cicatrici ancora

A volte dovre ricordarmi di più dei libri che mi sono stati regalati.
Quei libri, come in un post di qualche tempo fa di wide, che fanno bene.
Perchè solo a prenderli in mano a volte, ti sciolgono i "perchè" i "se" i "ma" e anche la voglia di fare a cazzotti.

...No, quella forse resta, e resta anche la voglia di urlare.

Ma se ci si intestardisce su un passato che non è modificabile, l'unica cosa è avre un "qualcosa di buono", da stringersi vicino. Qualcosa che sciolga il nervosismo e ti faccia scorrere via ogni rabbia.

26.6.09

pensieri sparsi

Tremenda voglia di scrivere.
Il problema è che i sentimenti si sono impastati tra loro e non mi lasciano uscire niente.

Però sono abbastanza serena, anche se con il mal di gola.

Mi sento e a volte non mi sento affatto:
colpa di canzoni, parole non dette, parole dette male.

Abbandono pensieri come perdo capelli stagionali e resto intera, perdendo il pensiero ma non la sua memoria.

Amo essere sopraffatta dall'Amore per te, marito mio, che mi toglie il respiro, mi toglie la parola, mi toglie la ragione.

19.6.09

Cecco style

Oggi sono felice.
Sebbene mi sia svegliata con un mal di testa sinusale-cervicale che mi ha fatto stare poco bene fino a un paio di ore fa e che tutt'ora non mi da piena autonomia.

Sono felice perchè inaspettatamente ho ritrovato dopo 7 anni una persona a cui ho voluto un mare di bene.

A cui ho dato e tolto molto.

Inaspettatamente ripartire da zero e trovarsi amici come allora, non ha prezzo.

18.6.09

Ci sono persone delle quali
si capiscono più cose dagli occhi
che dalle parole.

17.6.09

Umore nero.
Giornata decisamente intensa e piena di notizie.
Sensazione di non avere pieno potere.
Sensazione orrenda...

Passerà...

14.6.09

pranzi pantagruelici

Cucinare per gli altri mi da sempre una sorta di inspiegabile felicità.
E' impagabile
pensare (un menù)
ragionare (sui gusti degli invitati, sulle quantità)
prendere gli ingredienti (perchè è difficile avere tutto in casa)

creare (creare, plasmare, dare forma, profumi, sapori)

e condividere.

E' impagabile, anche se alla fine di tutta questa tensione, con la stanchezza che piomba addosso, con i piatti da lavare, con tutto da fare tornare alla normale quotidianità ci si sente svuotati.

E' come se per ogni pranzo o cena in cui credo, per cui mi adopero, per cui anche di notte mi sogno i piatti (e avolte ho delle ottime idee), mi privassi di un pezzo di me.

Una volta pensavo fosse colpa del mio smisurato ego.

Adesso credo sia un semplice bisogno di riversare diversamente il mio Amore alle persone a cui voglio bene.

E un pezzo di cuore se ne va ancora, insieme alla crostata ai frutti di bosco, in modo un pò amaro e nero come il caffè della moka che non sono più abituata a bere, in modo un pò dolce luminoso e trasparente come il passito di moscato che scende senza che ce ne si renda conto.

E un altro...

e un altro ancora....

8.6.09

senza parole

Cerco le parole da dirti quando ti vedrò stasera e non ne trovo.
Forse per questo ti sto scrivendo.
Perché qualsiasi parola ti potessi dire sarebbe inutile e fuori luogo e ho la presunzione che invece, scritta, assuma un significato meno banale.

Ho acceso il telefono alle 07:30 questa mattina e sono rimasta impietrita davanti alla cassettiera della camera matrimoniale.

Posso solo immaginare il tuo dolore, il tuo senso di assenza, di perdita; e se penso al male che fa a me pensarti così, immagino anche la voglia di urlare che ti si blocca dentro.

Fuori piove e fa freddo, giugno balzano.

Penso a quando ci siamo conosciute a Monza, mi sembra passata un’eternità; penso a quanta vita è passata tra di noi, prima di ritrovarci qualche mese fa e penso che le cose non succedono a caso.

Se fumassi credo sarebbe il momento di accendere una sigaretta.

Guardo il grano mosso dal vento come onde del mare e tormentato dalla pioggia e mi sento come se fossi una di quelle spighe, come se lo fossimo tutti: nasciamo, cresciamo, siamo soggetti al caldo tepore del sole, all’arsura, al vento caldo e a quello gelido, ci muoviamo insieme, alzando e abbassando il capo, oppure possiamo scegliere di farlo da soli e nessuno di noi potrà venire meno alla falce prima o poi.

Forse è una cosa che può sembrare triste, perché ci si chiede quale è allora il senso allora di questa vita infondo uguale per tutti; ma il senso c’è. Tuo padre, tua madre, hanno dato la vita a te e a tuo fratello. Si sono amati incredibilmente tra di loro, hanno amato voi e hanno sicuramente fatto del bene ad amici, parenti, e magari anche ad estranei, fosse anche solamente il “tenere la porta aperta” per qualcuno che era dietro di loro ad un ingresso. Nella sua vita tuo padre è sicuramente più volte “morto per dare frutto”, rinunciando, scegliendo, mettendo il bene degli altri prima del suo, anche il tuo bene. E questo amore che ti ha plasmata forse inconsapevolmente, e in parte ti ha resa quello che sei diventata: une bellissima persona, forte (anche se adesso ti sembrerà di no), che ha voglia di vivere, sognare e amare.

Tuo padre è in te.
E ci resterà per sempre, cicatrice indelebile da cancellare e che farà male anche a distanza di anni. E quello che puoi fare adesso per lui, è vivere. Vivere tutti i mondi, i sapori, i profumi che non potrà vedere se non attraverso di te; vivere cercando di tornare a sorridere, ad amare, ad avere speranza.

Anche se adesso queste parole ti sembreranno inutili.
Anche se queste parole senz’altro non risolvono niente.

Anche se non so se avrò il coraggio di dartele, perché mi sembrano stupide.
Anche se vorrei fare di più che dirti quattro frasi e darti un abbraccio…

Ci sono.
Quando vuoi.

3.6.09

DEsideri

Rotolini di zucchine grigliate e formaggio fresco.
Spiedini mozzarella e ciliegini.
Salame nostrano e Lardo con pane alle olive [o focaccia al rosmarino].

- Lambrusco di Sorbara -

Risottino "sorpresa" alle verdure.

Arrosto di vitello alla Bear.
Zucchine fritte e patate al forno.

- Prosecco della Valdobbiadene con fermentazione in bottiglia -

Sorbetto al limone.

Crostata di frutti di bosco con crema al cioccolato.
Spiedini di frutta.

- Passito moscato -

Caffè con amaretto.

- Digestivo -


Ho una voglia matta di cucinare tutto questo.......

28.5.09

Cinqueceeeentooooo

Nuda sui pattini, Invisible-circles, Red Roofs, Tra parentesi, Lulu che sogna, Diario di bordo, [Buba] una foto al giorno, Alessandra - il diario di Alice, Mio Karma, Eriadan, L'orso elettrico, l'orso ciccione, Bilocale ampio soggiorno, Le uova del nonno, Colonne d'Ercole, i vari di Elfobianco, The certainty of choice, Nave capovolta, Peter Sauerkirsche, Il ducato, Le nebbie di Avallon, L'insieme di Julia, Le mie cellule impazzite la mia vita il mondo, Pulsatilla, Cannella, Marinz, Il polpo dentro, Le radici dell'ozio,Untitl.ed, R4, Deception island, The outsider, Orso, Daveblog, Il giardino di Eden, Sa....

Lettori, lettori di lettori.
Amici.

Probabilmente non vi ho neppure messi tutti, ma vi volevo ricordare! Sono al post n° 500 amici blogger che mi conoscete, e amici blogger che non sapete neppure che vi leggo!

Sono entrata in amicizia con qualcuno di voi, con qualcuno ci si consceva prima ancora di sapere esattamente cosa fosse un blog, qualcun altro mi ha "dedicato" insieme ad altri blogger un libro, altri sono amici fisici nati tra letture comune, crescute sul blog e concretizzatesi nel reale.

Grazie a chi mi legge, grazie a chi commenta, grazie anche solo a chi passa.ù

Cinquecento.

E non l'avrei mai detto.

rosa n°02

Ecco anche la numero 2.
Questa foto non rende al 100% la sua bellezza: è una rosa insignificante in boccio, non è elegante come la n°1...ma aperta dà sfoggio di tutta se stessa! I suoi petali sembrano metri e metri di stoffa rosa morbidissima che fa le onde.... Magari avessi un vestito così!! Anche se forse sembrerei la principessa di qualche favola Disneyana...

24.5.09

varie di un vario w end

Farewell nelle orecchie.
Questa sera vado di canzoni datate, tra Fossati, Bertoli, Guccini.
E' stato un fine settimana strano, che si sta concludendo con un pò di tristezza e malinconia, come di fatto mi accade ogni volta che finisco un percorso.

Finito il corso, ho pure suonato la chitarra dopo ANNI.
E non ho neppure fatto troppo schifo.

Mi ritrovo a pensare al pezzo di vita che ho vissuto, alle persone che ho incrociato.
Mi viene da chiedere a me stessa, cosa ne penso della vita vissuta, visto che invece mi appare sempre per prima quella che non ho vissuto affatto.

Quando penso alla vita che non ho vissuto, mi sento come un bruco che staziona nel suo bozzolo aspettando un domani imprecisato: di fatto non è proprio così! Non staziono in un angolo aspettando che passi un altro treno, altre occasioni, altra "vita da vivere". E' che ogni volta si finisce per scegliere, e scegliere comporta inevitabilmente di non avere il dono dell'ubiquità e non poter essere ovunque. E quindi, sì, di "non vivere", ma "non vivere" certe cose, per poterne vivere altre.

Sono qui che mi rattristo perchè non sono andata a vedere un matrimonio di una persona che conosco relativamente e che non mi ha invitata, ma in realtà quello che mi manca è la gente che era intorno a tutto questo.

Ma non faccio più parte di quella vita da anni.
E la vita che sto vivendo è altrettanto bella e soddisfacente.
Anzi, pensandoci bene, lo è di più, anche perchè lo è in maniera diversa!

Ma il passato spesso si ricorda solo per le cose belle.
Mi riempio di passato pure con le canzoni!

Ma questa sera, invece di passato, voglio riempirmi di vita, di presente, di tutti i volti che in questi giorni ho vissuto, di tutte le vite che ho incrociato.

Di tutto l'Amore che posso.

21.5.09

l'alba di domani...

Ci sono tanti tipi di abbraccio.
Quelli di circostanza, quelli passionali, quelli affettuosi.

Al momento Wide, me ne ha fatto venire in mente uno (incomprensibili collegamenti mentali), inaspettato, che ho ricevuto qualche settimana fa.

Questo abbraccio diceva "Sono vivo, non ci credo neppure io, ma sono vivo e sono qui!".

Mi veniva da piangere. Come alle uniche altre due persone presenti alla scena a conoscenza della storia.

Ma in questi casi non si piange. Si abbraccia con forza, si sorride, si guarda avanti.

18.5.09

rosa n°01


Prima.
Prima rosa tutta "nostra".
Prima rosa fiorita della casa degli Orsi.
[le roselline nane non contano!]
Nonostante i malefici moscerini e i dannati afidi.
Nonostante il terreno pieno di sassi e talmente duro da rompere due manici di vanga.
E' stata quasi due settimane a scegliersi i petali più adatti, a fare la preziosa, a sentirsi adorata e coccolata come la rosa del piccolo principe.
Ed eccola qua!
Ora aspettiamo le altre sue sorelle!

11.5.09

A settembre andrò ad una lezione di prova per un eventuale corso di tai chi.
E' una vita che desidero farlo, anche se non so esattamente cosa aspettarmi.
Equilibrio.
Questo mi aspetto.

Perchè è una vita che ne ho bisogno.

Sono giorni che mi sembra di stare sulle montagne russe.
Fatele finire, vi prego!!

7.5.09

da un pò...

...Sento
quell'orrenda sensazione che si prova
quando
inavvertitamente
si schiacciano granelli di noccioline sotto i piedi.

3.5.09

tricchend

Ascoltando il triplo cd di Ruggeri, scrivo cercando di collocare bene ogni immagine di questi tre giorni, e l'animo annebbiato dall'alcol non aiuta di certo.

**
Sono felice, perchè per una volta, con impegno, siamo riusciti a pulire completamente casa, senza rimpianti di "buttare via il tempo"

**
Sono felice, perchè sono stata qui sabato, con sole e vento. E per la prima volta ho portato Orso sulle mie di montagnette. E nonostante la fatica, nonostante il riconoscersi pattume, per via della scarsa prestazione fisica, è stato bello e pieno di ricordi, percorrere i tornanti in mezzo al bosco e arrivare in cima, e pensare che sì, più o meno in quella direzione c'è esattamente la mia casa.
[fortuna o sfortuna di abitare in luoghi-di-Brianza che guardando fuori dalla finestra vedono Grigna e compagne]

**
Sono felice, perchè sono andata a cena da amici che aspettano una bimba e nonostante tutto il nero che li ha accompagnati lungo tutta la loro vita, sono riusciti ad arredare il loro tunnel e a trasformarlo in un luogo-di-luce. Sono serena per loro, perchè saranno bravi genitori, anche se hanno mille dubbi e avranno molto da imparare. Sono felice. Perchè ho mangiato gnocchi, bevuto champagne che non ero in grado di apprezzare al palato; sono contenta perchè il tutto è stato condito da racconti, ricordi, sensazioni, di tutto insomma.

**
Sono felice, perchè ho passato una domenica a preparare per un aperitivo, a cui hanno partecipato persone a cui voglio un bene dell'anima e persone che desideravo conoscere con relative morose [vero Arry e M?]. Persone che hanno o hanno avuto problemi. Se ripenso alla maggior parte della gente che c'era li avrei voluti stringere tutti a me "ma l'amore ha bisogno di spazio", mi canta Ruggeri, e quindi va bene così, anche se non sono riuscita a dire a tutti quanto sono importanti per me, quanto vorrei essere più presente... Ma sono quello che sono e so, che quelli che mi vogliono più bene lo sanno.

Sono felice.

E' stato un bellissimo tre-giorni-w-end.

Serenamente, piena della corona bevuta in libertà [che è solo l'ultima cosa, il resto non ricordo], vado a nanna, felice.

Grazie a tutti di cuore.

Grazie davvero, anche a chi non ha potuto esserci.

22.4.09

di persone lontane

Ho giudicato.
Ho messo me in primo piano, quando in realtà ero su un piano secondario.
Ho "pensato male".
Ho chiesto mille volte "perchè??", pensando solo al mio di dolore.

Mi sento un pò una cacca, ma questo succede quando si ha solo un punto di vista e non ci si può (o vuole) muovere da esso.

Sono pronta per ricominciare.
Ammesso che ce ne sia la possibilità.

20.4.09

no, non sono ubriaca

Il Piemonte è una regione strana.
Non me ne vogliano se ci sono dei piemontesi alla lettura eh.
E' uno "strano" non nel senso di "brutto", intendiamoci.

Abituata ai miei paesaggi, non pensavo di trovarla così, piena di collinette piene di viti, noccioli e viti. Viti e noccioli.

Questa notte ho sognato La Morra, le distese di barbaresco e barolo e la foschia umida e invernale che ha accompagnato quella giornata; semplicemente stavo in contemplazione di quel paesaggio indefinito dove, a 500 mt sul livello del mare avevo una visuale che dalle mie parti mi posso ben scordare.

Ricordo il silenzio avvolgente della terra ancora assopita e lo sguardo furbo delle gazze che abbiamo incrociato lungo le strade piene di curve e pressochè deserte; e se la terra è in silenzio, alla fine ci stai anche tu, perchè ti sembra davvero un tempio questa natura [come da antiche reminescenze scolastiche**] e il silenzio reverenziale viene d'obbligo.

Ieri abbiamo bevuto una bottiglia di barbaresco e devono essere stati i profumi degustati nel calice a portarmi alla mente tutto questo: la natura dorme ancora e culla le sue vigne che produrranno frutto, fino a quando crescendo, saranno pronti per partire e andare da soli portando con se parte del proprio passato: il sapore del sole e il nutrimento della terra in un connubio ottimo di - vino.

La Natura è proprio un tempio.



**La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che son vivi,
una foresta di simboli che l'uomo
attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un'unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d'un bambino,
vellutati come l'oboe e verdi come i prati,
altri d'una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine - così

l'ambra e il muschio, l'incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

Baudelaire

16.4.09

chi eri e chi sei

Caro amico dei tempi andati,
guardo le tue foto su "faccia libro" e sorrido.

Hai quella pace interiore che allora avrei voluto donarti.
Sei tornato ad amare la musica e a suonare seriamente,
e questo è bellissimo.

Perchè se allora suonavi e componevi ed era impossibile non amarti
e nella tua musica, nel tuo fonderti con la chitarra
c'era tutto in nero che avevi dentro,

adesso,
bianco come la luce tenue,
calda, ma non abbagliante
saprai sicuramente spiegare con le tue note
il sapore di una giornata di sole.

10.4.09

27

Ero molto "arrabbiata" perchè quest'anno non avrei potuto festeggiare il mio compleanno come volevo.

E invece è una giornata bellissima
sono serena
felice
tanto felice
(anche se sono al lavoro fino a questa sera).

Ho festeggiato ieri sera con Orso e i miei: risottino con zucchine, affettati e formaggi e crostata di fragole e uva fatta in casa! Il tutto cucinato da me.

E' stata una serata così serena, così piacevole, che anche se oggi non faccio altro che correre non importa.

Ho avuto la mia super dose di felicità già ieri,
ed è uno dei regali più belli!

9.4.09

che simpatica giornata

Ho passato gli ultimi anni a credere in un progetto.
Ad amare delle persone, a credere in loro.
Mi hanno dato enormi soddisfazioni.

Sposandomi, sono uscita dal progetto:
era ben avviato e oramai camminava con le sue gambe.
Ero contenta di lasciare un pezzetto di me.

Oggi scopro che le persone in cui continuo a credere
sono state attaccate
e non difese.

E' stato attaccato il concetto del progetto.

"non siamo mica al circo".

Mi sono sentita attaccare io.
Anche se sono sempre stata un pagliaccio e lo so.

"non siamo mica al circo"

Mi risuona nelle orecchie ed è come se mi tirassero schiaffi.
Mi sento come se lo dicessero a me.

6.4.09

di terremoto e preoccupazioni

Questa mattina mi sono svegliata con la notizia del terremoto a l'Aquila.
Il terrore che possa succedere qualcosa alla mia cognatina,
anche se si trova a un pò di km di distanza
il fastidio di non poterla chiamare,
l'ansia e l'amarezza tutto insieme.

in questo momento certi "perchè??" sono più forti.
Ieri con Orso e altri folli, siamo andati a Treviso per vedere una mostra su Canaletto.

Non l'ho mai apprezzato sui libri di storia dell'arte.
Non mi è mai stato fatto apprezzare.

Sono andata a questa mostra perchè volevo rivedere Treviso e perchè finalmente mi ero decisa a scontrarmi con questo personaggio.

Ne sono uscita perdente e vincente.

Perdente, perchè avrei dovuto affrontarlo prima invece di illudermi che non meritasse la mia attenzione.

Vincente, perchè mi ha diradato ogni nuvola con i suoi cieli del periodo della sua età adulta.

Bistrattato perchè creduto un artista che con la sua tecnica semplicemente faceva soldi con una mera copia dal vero e senza anima.
Un predecessore inutile della fotografia.

Tacciato di eccessivo realismo
lui
che invece manipolava la realtà a suo piacere.

Adesso avrei voglia di Venezia,
per vedere anche lei con occhi diversi.



[ah Treviso! ah la cucina veneta! *slurp* !!]

31.3.09

mareeeeeh

Un malefico amico, mi ha mostrato un paesaggio marino di indescrivibile bellezza.
Uno di quelli che, mentre lo guardi,hanno il potere di farti sentire
il lento sciabordio delle onde,
l'odore della crema solare appena spalmata,
l'odore del pranzo al sacco sotto l'ombrellone,
il colore vivace dell'ombrellone stesso.

E ora,
guardando fuori dalla finestra,
anelo l'estate ....

*sigh*
*sembra ancora autunno*

26.3.09

reazioni inaspettate

Prendere il coraggio a due mani e dire alla propria madre che, la prima pasqua da sposata, dopo 27 anni non la passerai con loro.

Sentirsi rispondere con una grandissima felicità, di andare e divertirmi tantissimo.

Restare con lo spazzolino da denti in mano e la bocca aperta.

Pensi di conoscere una persona e non la conosci mai abbastanza!

24.3.09

Mi sono svegliata con il sole che entrava danzando dalle persiane chiuse e il rumore dell'acqua che scendeva nella doccia.

Raggomitolata pigramente ho alzato la zampina e spento il terzo richiamo della radio.

Apro le persiane: sole, sole, sole.

Poi, sulla via verso il lavoro, una strada di piccole nuvolette oro.

Adesso il cielo sta diventando sempre più nero e promette disastri.

...se il buon giorno si vede dal mattino....

23.3.09

Come Corto Maltese fisso il mare all'orizzonte, con ghigno beffardo e silenzioso assenso.

18.3.09

fa freddo, apriamo le porte!

In officina funziona così: arrivata la mezza stagione, quando si spengono i caloriferi, ma non c'è ancora il caldo torrido di giugno, luglio e agosto, si lasciano aperte le porte.

Fa freddo in officina quando si spengono i caloriferi.
C'è il freddo dell'inverno di cui le pareti si sono intrise fino all'anima.

E allora si aprono le porte e il portone,
per lasciare che il caldo entri e vinca l'inverno.

Forse dovrei spegnere il riscaldamento che mi fa "tirare avanti" e aprire le porte anche in me.

9.3.09

Sono giornate un pò così.

La felicità è isolata fuori, lontana dal luogo di lavoro.
Per la prima volta in vita mia, mi chiedo con timore che ne sarà del mio futuro e non so dare una risposta.

Dormo la notte solo perchè ho Orso, che come una grande spugna lava via tutti i miei neripensieri.

Voglia di ripresa.

16.2.09

bacio del diavolo

Mentre vivevo il mio venerdì sera, mentre lo gustavo fino all’ultima goccia, mi sentivo piena di dejavù, quando, tutto d’un tratto non mi è più importato e ho vissuto al presente nel passato.

Locale nuovo, mai visto, ben fatto, ben studiato.
E poi la gente, gente e ancora più gente: facce note, facce già viste, facce vissute per anni in un altro locale ora defunto, in un’altra epoca, in un’altra vita.
Stessa birra, e li brillano gli occhi. Perché non è solo un nome, ne solo un aroma o un colore, ma tutta una serie di emozioni, racconti, vicende: ad ogni sorso spariva un colore e venivo catapultata anni indietro, sempre con la sessa gente, ma come se stessi vivendo un sogno, un ricordo.

L’unica certezza che mi trovavo nel 2009 era la fede che porto all’anulare.

Luci strobo, casse altissime da far ronzare le orecchie e system of a down nelle battute del batterista e negli arpeggi del chitarrista e voce del cantante coperta dal coro del pubblico: seduta, vedevo solo le braccia alzate e lo sguardo compiaciuto del bassista: “Now, what do you own the world? how do you own disorder, disorder” eravamo un urlo unico, carico della tensione della settimana, del risentimento per tutte le situazioni di disagio in cui ci si era trovati, pieni di rabbia inespressa, o anche solamente pieni di fiato per sputare fuori tutta la negatività, fino ad arrivare alla positività finale “When I became the sun I shone life into the man's hearts”.

In quel momento sono tornata al presente. E la Devil’s Kiss è stata apprezzata come condensato di emozioni vive in grado di essere sopportate.

Nessun rimpianto,
solo,
un sorriso agrodolce.

29.1.09

In questi giorni, settimane oramai, vivo nascondendomi dallo scrivere.
Mi pongo domande a cui non voglio trovare risposte, o fuggo dalle domande stesse, nell'eterno conflitto interiore che bene o male tutti si vive.

Dopo l'ennesima batosta di oggi però (meno di un mese, meno di trenta giorni di vita e sorrideva scherzava E NON AVEVA NIENTE DIO MIO. NIENTE.), mi sono detta che era il caso di riversare un pò di nero qui, che la mia anima era già troppo inquinata.

Sconsolata vedo il passaggio di molte vite accanto alla mia e i ricordi piacevoli lasciano il passo all'amarezza del momento, creando una sorta di sapore dolceamaro da buttare giù tutto d'un fiato.

La mancanza.
L'assenza.
La lontananza.
La partenza.
La fine.

Sono parole e immagini buttate sulla scrivania a casaccio e ogni tanto ne ritrovo una o l'altra o l'altra ancora.

Mi sento come se la mia anima fosse come un motore su di giri che però non riesce a cambiare marcia: continua il suo cammino, urlando le sue richieste e verità, rischiando di fondere.

Nutritemi di positività.
Per favore.

30.12.08

Sto cercando di fuggire.
Ogni volta che sento parlare degli attacchi israeliani cerco di non sentire, di distogliere lo sguardo.
Non voglio sentire, non voglio pensare, perchè adesso che ho avuto esperienza (seppur in minima parte) di quelle terre, non ho il coraggio di pensarle ancora più martoriate di quanto già non siano.
Non voglio pensare ai soldati e alle soldatesse israeliane, più piccoli di età di me, che ridevano e scherzavano tra loro o indicando i nostri strambi abbigliamenti o fermi, alla fermata del bus per tornare a casa.
Non voglio pensare ai loro occhi.
Agli occhi di un padre ebreo osservante, alto, magro, con il cappello e i boccoli ai lati del volto, che si sono sciolti all'arrivo in corsa della figlia di quattro anni.
Agli occhi delle donne arabe, bellissime, molto più belle di molte di noi, che senza paura si aggiravano nel suk.
Agli occhi di ammonimento degli uomini arabi, che giustamente non apprezzavano il chiasso che facevamo sulla spianata delle moschee.

Non voglio pensare a Betlemme martoriata, semidistruta e piena di ferite,
all'aeroporto di Tel Aviv, dove ti sentivi gli occhi puntati addosso e nessuno di fisicamente presente ti stava oservando (o forse erano nascosti dietro i vetri).

Non ci voglio pensare, perchè mi verrebebro frasi fatte circa la stupidità umana e non sarebbe utile a nessuno.

Non ci voglio pensare, perchè gli echi degli spari in Israele, rimbombano in Congo, in Afganistan, altrove, anche nelle nostre città, dove ogni litigio può trasformarsi in rissa e in una piccola guerra personale da portare avanti ad ogni costo.

Il sole è sorto come una grossa arancia rossa, ancora una volta, come da secoli, sul bene e sul male.

E su tutto quello che sta nel mezzo.

Penultimo giorno del 2008

29.12.08

Il primo Natale in casa Orsi è passato.
Bene.
Bello.
Colorato d'oro, arancione e sorrisi.

Ma l'Orsa non vede l'ora della neve.

Ancora qualche giorno d'attesa

11.12.08

Piove

Cerco di sciogliermi come neve al sole.
Ma di sole non v'è ombra,
C'è solo tanta pioggia.

Allora mi sciolgo come neve sotto la pioggia,
ma non è la stessa cosa!

Se prima,
avrei goduto di una sana e liberatoria evaporazione,
Adesso,
ristagno in una me stessa annacquata,
pozzanghera che avrà un lento riassorbirsi
su un terreno che non mi assorbe.

10.12.08

neeeeve

Trenta minuti per venire al lavoro.
Per fare sei chilometri.

Però, se nel delirio del traffico, mi fermo a guardare i campi e gli alberi, non riesco a non pensare che è davvero tanto bella.

Oggi ha nevicato davvero

4.12.08

Fuori dalla finestra...

Vedo le mie Grigne innevate baciate dal sole al tramonto.

Vorrei essere altrove rispetto a dove sono, ma almeno ho questa vista magnifica.

Voglia di the, biscottini e camino acceso.

3.12.08

i am a rock, i am an island. and a rock feels no pain; and an island never cries.

Di botto festeggiare il Natale ha perso completamente senso.

Lasciamo perdere per favore i vari significati religiosi e il vero significato di "festeggiare il Natale" grazie.

Il primo Natale da sposata lo immaginavo con mio marito, i miei, mio fratello e i suoceri. Tutti sotto uno stesso tetto: il nostro.

Immaginavo la nostra casina bella ancora più con colori caldi e accoglienti di quanto non lo sia già, con l'albero e le decorazioni e tanti orsi con il cappellino rosso a pon pon.

Il sapere che una cosa tanto desiderata non potrà realizzarsi mi ha smontata: quindici pezzi d'OrsaLè sparsi ovunque. Non mi viene più da pensare a niente.

So che non è giusto nei confronti del mio Orso, che si merita un Natale colorato e felice e spero di riassorbire questa cosa il più in fretta possibile.

Mi frullano in testa le parole di questa canzone mai sentita e di cui ho letto solo il testo che fa proprio per me, ora:

i am a rock,
i am an island.
and a rock feels no pain;
and an island never cries.

17.11.08

ritorni

Sono in un periodo "un pò così" della mia vita.
E non state a ripetermi che ciclicamente queste cose tornano, perchè lo so da me.

Sono tre giorni che vorrei scrivere un post e ho il blocco.
Vorrei scrivere una e - mail a Giorgia e ho il blocco.
Vorrei scrivere una lettera a mia cognata lontana e ho il blocco.

E che noia! "Il blocco", "il blocco!", neppure fossi un lucchetto o un pc con il sistema operativo infettato da un virus.

La verità è che mi sembra di non avere pieno possesso delle parole che uso: mi sembra di non saper spiegare davvero quello che sento, quello che sto provando, senza risultare monotona, e piatta.

Forse questo mi accade perchè insieme ai problemi digestivo-intestinali che mi sto portando dietro da mesi, allo stesso modo non so più metabolizzare le emozioni e trasformarle in parole e sapori: mi manca questa cosa. Oggi ho bevuto un sorso di Inferno vendemmia 2000 e mi ha solleticato il palato gorgogliandomi in gola "sono come..." ma si è perso nei meandri del mio esofago, nascosto dal rumore del cuore e da quello della cassa toracica prima che potessi capire la fine della frase.

Eppure accanto ai "disastri" della vita, sto vivendo anche cose belle, intense e piacevoli, non posso certo dire che la mia vita è solo un enorme scatolone nero!

Ma qui non è più questione di positività, è questione di diventare realisti, rimboccarsi le maniche e scavare fino a trovare la luce dentro questo dannato tunnel. L'ho fatto altre volte.

Speravo di aver smesso.

5.11.08

pensieri

Per un singolare gioco di luci e riflessi, accendendo i quattro faretti in stile moderno, posti come acrobati o spade di Damocle su paralleli cavi d’acciaio sopra il fax, compaiono sul muro due gabbiani stilizzati, come quelli che si usava fare da bambini: due semisfere consecutive a rappresentarne le ali.

In questa giornata di corsa, mentre invio manualmente un fax mi perdo a guardare quel disegno azzurrato: i vetri dei faretti, scopro dopo mesi, sono in realtà azzurri pur dando una calda luce gialla.

Sembra di sentire il lontananza il rumore della risacca, che porta alla luce altri sapori, altri ricordi.

Mi guardo intorno e sento l’aria pesante e non sono le finestre chiuse: per come è cambiato questo posto in questi anni, non basterebbe lasciare aerare il locale per una settimana.

Per togliere la cenere di malignità, i pensieri cattivi, gli odi inespressi, dalle pareti, dalle piastrelle, non basterebbe un nuovo colore di vernice, ne una fornitura di ammoniaca per un anno.

Mi sono persa l’attimo in cui è cominciata questa parabola discendente.

Eppure ero qui.

Ma forse non capivo, ed ero ancora persa a guardare altri gabbiani.

30.10.08

Nuvole basse cariche d'umidità
e prima neve della stagione sulle mie montagnette [1.300 mt].

Voglia di casa, coperta e tazza rossa.

24.10.08

eppure non ho mangiato pesante!

Prima notte con i caloriferi accesi.
Niente più rumori del condizionatore (che fa anche da pompa di calore),
Niente più freddino quando si rientra in casa,
Dolce torpore autunnale degli orsi sotto le coperte.
Verso le 02:30 Orsa si sveglia con un'arsura in gola che neanche nel deserto, e pensa al sogno che stava facendo: mettere bottiglie di acqua gassata nella stanza lunga e stretta li accanto.
Un lavoro di routine, normale.
Orsa desidera ardentemente della fresca acqua gassata.
Si alza,
non sa bene come si ritrova in corridoio,
accende la luce della stanza lunga e stretta e vede:
- la cassapanca
- i quadri che mancano di essere appesi
- i mobili bianchi
pensa: "Ma dove cavolo è l'acqua? E' finita ancora e non l'abbiamo presa??"
Torna, non sa bene come, in camera e chiede a un Orso che se la dormiva gustosamente: "scusa, ma dov'è l'acqua?"
Orso apre pigramente un'occhio, uno soltanto, che la luce del corridoio lo fastidia e chiede "EH?!"
Orsa spazientita e la bocca smepre più impastata chiede nuovamente "Massì, l'acqua! L'acqua!!"
A questo punto Orso apre entrambi gli occhi, ma è ancora scombussolato e chiede: "Amore, ma di che acqua stai parlando??!"
"Di che acqua" dice Orsa "dell'acqua no? dormi, lascia perdere..."
Orso non capisce, ma lascia volentieri perdere: emette un sospirone, si sdraia, si arrotola nelle coperte e riprende a dormire.
Orsa va in bagno e pensa ancora alla sua acqua che non ha avuto, perchè ci si è dimenticati di prenderla. E sbuffa. E torna a letto sbufando. Tracanna mezzo litro di acqua naturale che ha sul comodino e torna a dormire, fino a mattina.
Ora voi direte,
cosa c'è di strano in questa storia?
...Non abbiamo mai avuto bottiglie d'acqua nella stanza lunga e stretta. Me lo stavo sognando io un attimo prima di svegliarmi. E appena me ne sono resa conto, ho chiesto conferma a Orso di quello che avevo combinato durante la notte, sperando non fosse vero, sperando fosse un sogno anche quello.
Dite che è lo stress?
Urge riposo!!

8.10.08

parole non dette

Ieri sera a letto, nel silenzio della stanza, non riuscivo a prendere sonno. Guardavo la luce del lampione filtrare attraverso la persiana e seguivo con gli occhi il profilo irregolare del soffitto.
“Una volta vedevo le stelle” ho pensato.
“Mi sdraiavo e sotto le coperte potevo addormentarmi contando tutte quelle lucine”.

Da qui sono partiti ricordi e lacrime, perché non mi ricordo più il sapore che ha l’alzarsi dal letto della mia infanzia, la mattina, non ricordo più quanti passi al buio facevo per raggiungere il letto senza accendere la luce…non ho più memoria del tempo che fino a tre mesi fa era il mio tempo.

E ho pianto.
Perché mi sono accorta di aver lasciato scivolare queste cose senza assaporarle davvero.

Sia chiaro, non le rimpiango, sto bene dove sono.

Ma averne persa memoria così in fretta mi ha lasciato uno sgradevole senso di squilibrio.

Come se salendo le scale, mi fossi voltata e avessi scoperto che pochi gradini dietro di me in realtà c’era il nulla.

1.10.08

C'è una persona che stimo, che ne ha passate davvero davvero tante.
Che più di me sa credere e combattere sul serio per quello in cui crede.

Il 31 ottobre chiuderanno l'ospedale dove anche lei è stata aiutata per due volte ad uscire dal male nero.

Indignatevi, fate propaganda: temo sia solo la punta di un icebearg.

Qui, tutta la storia.

25.9.08

male

Avresti potuto scivolare lentamente fuori dalla nostra vita.
In punta di piedi, diminuendo poco a poco la dose.
Invece hai scelto il distacco completo e lo hai scelto da tutti.

Mi sono sentita sola come in un lutto.

Sentirsi dire che questi otto anni di amicizia, forse, sarebbe stato meglio non ci fosero stati, con tutte le esperienze, le gite, le cavolate fatte insieme... e oltre a me, con tutti "gli altri", è stato come venire pugnalati.

Come il rumore che fa un lenzuolo che viene strappato per farne stracci.
E io ero il lenzuolo.
E gli stracci li hai usati per farne molotov per incendiare e cancellare sia il bello che il brutto di questo tempo.

E la cosa peggiore
è che non hai saputo dirmi perchè; non hai saputo addurre motivazioni.
Non ti abbiamo fatto niente, non ti abbiamo delusi.
Semplicemente
eri stanco di tutti noi e volevi vivere diversamente la tua vita.

E non riesco a fare a meno di pensare che mi hai mentito.
Perchè quando ti ho chiesto di fare il testimone, sapevi cosa significava per me.
E dal giorno dopo il matrimonio sei scomparso.
Da tutti.

Ma in realtà, questa cosa la covavi dentro da chissà quanto...

Speravo che la nostra amicizia ne fosse immune.

18.9.08

E' stato il blogcompleanno, e l'ho lasciato scorrere ma sono felice di questi anni di blog.

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Eterea e mutabile come il vento, oggi non resisto a me stessa.
Assonnata e desiderosa di riposo, penso all'amore che vorrei
e sorrido pensando che questa sera tornerà a casa da me.

12.9.08

sto invecchiando [ricordo i tuoi occhi e il tuo cuore. e basta]

Nella mia pausa pranzo solitaria, ho ripreso in mano le vecchie foto, che prima o poi dovrei decidermi a catalogare ed archiviare.

Oggi mi sono capitate in mano quelle della gita scolastica in Francia con i loro ricordi e le varie pagine scritte pieni di "se", "ma", "forse" e con una foto dietro la quale ho scritto una dei miei più bei scritti, uno dei pochi che mi permetto di chiamare poesia.

Ricordo l'ora in cui l'ho scritta,
le quattro e mezza del mattino
il luogo solitario in cui mi trovavo,
camera d'albergo in Camargue
i sentimenti che mi avevano spinto a scriverla
una tremenda sbandata per un ragazzo

davanti, naturalmente, foto di questo ragazzo con i capelli rossi, gli occhi verdi, lo sguardo malizioso pieno dei suoi "se", "ma" e "forse".

Ricordo con precisione tutte queste cose e anche il fatto che di lui, un pò, c'eravamo invaghite tutte e che lui dopo la gita, si era messo con la mia compagna di banco, con la quale è stato per parecchi mesi.

Solo che...
ecco..........
Qualcuno,
per favore,
mi può ricordare
come diavolo si chiamava?!

10.9.08

the end of the world as we know it (and I feel fine)

Al di là di tutto, tra poco più di mezz'ora faranno il simpatico esperimento al Cern. Per la prima volta, questa mattina sono riuscita a sentire l'ora esatta e da quel momento, prima la cover di Ligabue e poi l'originale dei R.E.M. non mi hanno lasciata in pace.

Mi separano 4 ore di macchina. Praticamente se succede qualcosa di sbagliato, posso già fare ciaociao con la manina. Ma come del resto, se dovesse succedere qualsiasi cosa a una delle varie centrali nucleari poste ai confini italiani, ma nel territorio degli altri stati.

Domani è l'11 settembre, e per la prima volta dopo 7 anni, i giornali parlano d'altro e non assillano con interviste, memoriali, ricordi. Già, "se va male" dicono, "non ci sarà neppure un 11 settembre".

Ma così si è eccessivamente catastrofisti.

Forse.

"Cosa faresti se sapessi esattamente quando il mondo finirà?"
"Semplicemente continuerei a fare quello che stavo facendo"
Non è mia, ma non ricordo esattamente chi l'ha detta.

Ma l'accolgo a pieno.
E in questa giornata fosca e freddolina, torno alla mia contabilità.

A domani
o ad un'altra vita.

3.9.08

guardando al cielo nero e alla pioggia

Piove
forte e di traverso.
Sono costretta a chiudere la finestra e ad aprirla a basculante.
Le gocce di pioggia scagliate con violenza dal cielo impattano sul marmo della soglia e rimbalzano contro il vetro restandovi appiccicate come lo slimer.
Ora posso vedere solo il cielonero e sentire lontani tuoni mezzi sopiti.

Vorrei essere acciambellata sul letto sotto la coperta rossa estiva e vorrei sentire il tuo respiro lento della fase di sonno.

Vorrei lasciarmi cullare da questa nenia ritmata, come se non avessi niente da fare, come se non ci fossero sveglie a cui ubbidire, montagne di cose da stirare, lavatrici di abiti da stendere.

Vorrei avvicinarmi a te ora che la pioggia si è fatta più serrata e ancora più scagliata dal cielo, anche se so bene che ti sveglierei. Ma dopo una frazione di secondo di smarrimento, mi accoglieresti nel tuo abbraccio e il tuo respiro tornerebbe a poco a poco più lento e nella nenia del tutto, mi assopirei di nuovo anche io.

Meravigliosa culla umana per i miei sogni.

6.8.08

La taverna chiude per ferie fino a settembre!
Gli Orsi migreranno dapprima in Israele e successivamente nella bella Umbria.

Ci sentiamo presto e buone vacanze a tutti!!