Visualizzazione post con etichetta Impressione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Impressione. Mostra tutti i post

25.2.16

C'è una cosa di cui non ho parlato, ma è arrivato il momento di farlo.
Questa immagine mi è rimasta dentro e mi scava, lentamente; salta fuori dopo le giornate dure, quando in macchina mancano ancora 30 - 40 minuti ad arrivare a casa e la notte è buia e io non ce la faccio proprio più. Allora salta fuori la tristezza, che chiama con se ricordi tristi, che escono rapidi e in sequenza, come se si fosse aperto il loro personale "vaso di Pandora".

E quando la stanchezza è tanta e la tristezza inzuppa tutto il cuore, allora ricompare quell'immagine.

I primi di settembre, la sera dopo il matrimonio di amici, la corsa verso l'hospice, la zia morta.
Ma non è questo.

Le decisioni da prendere, la scelta dei vestiti, la razionalità che mi guida.
Ma non è neanche questo.

L'attesa, lunga, lunghissima in corridoio per gli ecg obbligatori, la stanchezza della giornata, il silenzio della notte, il saluto nella camera mortuaria.
E non è neppure questo.

La stanza vuota illuminata a giorno, rispetto al corridoio semi buio, che appare dalla porta socchiusa.
Il letto già senza più lenzuola.
E soprattutto,
la finestra aperta.

Eccola.

La finestra aperta, col vento gelido di quella notte che spira in tutta la stanza, che fa roteare e muovere vorticosamente le tende.

I pini che urlano alla loro maniera, con le fronde.

Il vento che corre forte, fortissimo, e sembra risucchiare via le anime di chi non c'è più e che sconvolge l'esistenza a chi c'è ancora.

Quell'immagine lì, che mi ha fatto fermare e dire "se ne è davvero andata".
Quell'immagine lì mi perseguita.

Perché in quella scena vorticosa, non c'è solo mia zia, ma mi appaiono tutti gli altri che non ci sono più e che mi mancano e quando sono triste, li sento ancora di più.

23.10.15

Appunti mentali di epifanie notturne

Ultimamente, oltre di moto, sto parlando di fotografia. 
L’Orsa non si ritiene una brava fotografa, anzi, anche se le piace molto trovare frasi o versi o didascalie alle foto che scatta. 
Ho avuto la fortuna di incontrare persone che “ne sanno” e con cui ho potuto parlare della “bellezza” a cui si cerca di dare voce nel fotografare corpi, specialmente  a quelli delle donne.

Tutto questo mi ha portato a riflettere sul rapporto che ho con il mio corpo e con il mio corpo segnato dalla malattia. Il problema è che io non riesco a vederla l'eventuale bellezza del mio. La bellezza in questo corpo in disfacimento dall' interno, in disfacimento all'esterno, non per età ma per malattia, io non la vedo.

Sono cicatrici che non scompaiono e non credevo fosse davvero ancora così

E’ come se vedessi ogni volta solo i difetti: le smagliature, la cellulite, le cicatrici…  Come se provassi ancora quella sensazione brutta, nel contare le mie costole come un Cristo deposto dalla croce, che ho provato tornando a casa dall'ospedale.

Sono felice di come sono ora, spessissimo mi piaccio, vestita bene, con i tacchi, truccata.

Ma non posso dire di amare il mio corpo. Ci tolleriamo a vicenda.

Mi è tornato in mente un post di Anna (animabella, quanto mi manchi e quanto ci sei sempre!) e mi ha fatto rendere conto che il mio percorso per riappropriarmi del mio corpo è ancora tutto in salita, più di quanto pensassi.

E che forse sì, guardarmi con occhi pieni di tenerezza, potrebbe aiutare.


3.10.11

Cosa c'è di peggio della foto della patente, fatta a 18 anni, con dei capelli che erano già fuori moda a quel tempo, un sorriso di circostanza, due occhi impauriti e un colorito da cadavere?

...Un duplicato di patente! Fatto a 29 anni, con una foto fatta poche ore dopo il furto del portafoglio, con i capelli da pazza, un sorriso per non piangere, due occhi che "occhiaie così, neppure un panda" e un colorito da FANTASMA...

Mannaggia.

27.1.10

Credo proprio
che metterò finalmente mano
al lay out della taverna.

20.1.10

Qualcuno ha lanciato sulla mia città

e sulle strade
e sui campi
e sulle città adiacenti

una coperta di nebbia fitta fitta
probabilmente per nascondere il fatto
di aver creato un enorme lastrone di ghiaccio
e una discreta quantità di brina
che resiste con i -4°C.

24.10.08

eppure non ho mangiato pesante!

Prima notte con i caloriferi accesi.
Niente più rumori del condizionatore (che fa anche da pompa di calore),
Niente più freddino quando si rientra in casa,
Dolce torpore autunnale degli orsi sotto le coperte.
Verso le 02:30 Orsa si sveglia con un'arsura in gola che neanche nel deserto, e pensa al sogno che stava facendo: mettere bottiglie di acqua gassata nella stanza lunga e stretta li accanto.
Un lavoro di routine, normale.
Orsa desidera ardentemente della fresca acqua gassata.
Si alza,
non sa bene come si ritrova in corridoio,
accende la luce della stanza lunga e stretta e vede:
- la cassapanca
- i quadri che mancano di essere appesi
- i mobili bianchi
pensa: "Ma dove cavolo è l'acqua? E' finita ancora e non l'abbiamo presa??"
Torna, non sa bene come, in camera e chiede a un Orso che se la dormiva gustosamente: "scusa, ma dov'è l'acqua?"
Orso apre pigramente un'occhio, uno soltanto, che la luce del corridoio lo fastidia e chiede "EH?!"
Orsa spazientita e la bocca smepre più impastata chiede nuovamente "Massì, l'acqua! L'acqua!!"
A questo punto Orso apre entrambi gli occhi, ma è ancora scombussolato e chiede: "Amore, ma di che acqua stai parlando??!"
"Di che acqua" dice Orsa "dell'acqua no? dormi, lascia perdere..."
Orso non capisce, ma lascia volentieri perdere: emette un sospirone, si sdraia, si arrotola nelle coperte e riprende a dormire.
Orsa va in bagno e pensa ancora alla sua acqua che non ha avuto, perchè ci si è dimenticati di prenderla. E sbuffa. E torna a letto sbufando. Tracanna mezzo litro di acqua naturale che ha sul comodino e torna a dormire, fino a mattina.
Ora voi direte,
cosa c'è di strano in questa storia?
...Non abbiamo mai avuto bottiglie d'acqua nella stanza lunga e stretta. Me lo stavo sognando io un attimo prima di svegliarmi. E appena me ne sono resa conto, ho chiesto conferma a Orso di quello che avevo combinato durante la notte, sperando non fosse vero, sperando fosse un sogno anche quello.
Dite che è lo stress?
Urge riposo!!

22.11.07

Considerazioni

Oggi vedendo l'addetto sbalordito, mi sono resa conto che mi hanno creato mastino e macchina da guerra per i documenti da compilare.

...Sono diventata un mostro...

*sigh*

19.10.07

CHEEE COSAAA?!?!

Preso dal blog di Capiscum.

NO, DICO, VI SUPPLICO, DITEMI CHE NON E' VERO!!
---> LEGGI QUI <---
TASSE SUL BLOG?!?!

13.9.07

di canzoni che "ci arrivo, ma non mi sento all'altezza"

Sono quattro notti che faccio lo stesso incubo:
sono in piedi davanti al microfono, con le mie decoltè bronzo-oro e il vestito svolazzante, con lo spartito in mano e...
Sbaglio:
prendo una stecca,
non prendo la nota corretta,
mi si rompe improvvisamente il tacco sul passaggio più difficile,
il resto del coro mi guarda e ride (di me),
si rompono improvvisamente 3 corde su 6 ad entrambe le chitarre...
e non è ancora finita: temo che nelle prossime notti la lista degli eventi inquietanti continuerà ad aumentare.

NonsonoaffattoTosca,
e sento quanto mai il paragone a pesare sulle spalle.

6.9.07

Miserere, misero me, però brindo alla vita!

Il vento mi scivola di dosso in questi giorni, sollevando in aria un polverone di ricordi e domande rimaste a lungo e tutt'ora senza risposta.

Anche il Lucianone se ne è andato
e il ricordo di pezzi d'arie d'opera è ofuscato dalla canzone cantata con Zucchero, che fa parte del "cd-da-viaggio" a me tanto caro.

Ne ricordo ogni pausa, ogni accordo.

E mi ricordo, bambina, urlare a squarciagola parole che non capivo esattamente cosa significassero, quando questa canzone era uscita... Lo scalpore, la novità, l'innovazione, il sacro e il profano.


"Se c'è una notte buia abbastanza
Da nascondermi, nascondermi
Se c'è una luce, una speranza
Sole magnifico che splendi dentro di me
Dammi la gioia di vivere che ancora non c'è"

Zucchero - Miserere

14.6.07

come cambiano le cose in sei mesi

..a certe morti uno non si abitua mai.
..senso di disagio e nausea.
..senso di ineguatezza.

la Morte oggi è passata dall'altro lato della strada.

8.6.07

Giuro, stavolta non ho magiato la peperonata!

Sognare il luogo che ancora non conosco, con i suoi terrazzi e i suoi tramonti,

Sognare che due amici ci sconvolgono l'esistenza annunciandoci la data delle loro nozze

Sognare di sfiorare le tue labbra con le mie dopo un inaspettato abbraccio...non un bacio, solo sfiorare e avere la percezione delle tue labbra...

Sognare il mare calmo e il suo rumore.

Sognare...

25.5.07

se si è troppo uguali si hanno gli stessi bisogni nello stesso momento

Venire consolata per la stessa cosa da tutti e due.
Nello stesso momento.
Su due finestre di msg separate.

E mi hanno chiesto loro di parlarne.
E ho la certezza che non si parlano tra loro.

Sentirsi dire le stesse identiche cose, con la stessa cadenza.

E' impressionante quanto siano uguali.
E per questo temo che non andranno mai d'accordo davvero...