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8.4.15

Post pacco variabile

Ultimamente le cose sono un po' in salita, fisicamente e umoralmente.
Pensavo di aver fatto un passo avanti con il superamento del lutto, invece l'ennesima cattiva notizia mi ha devastata.
In questo caso è una malattia che dura anni, direi decenni, lenta che logora e peggiora invece di migliorare.
Una cosa che si sa, si attende, ci si aspetta.

Ma non si è mai pronti.

Non ci sono momenti migliori di altri, o parole più giuste di altre: non si è mai pronti a sentirsi dire: "sta andando, non lo vedrai più".

Si pensa di avere tempo per tutto: lo farò domani, lo sistemerò domani, ci parlerò domani, lo bacerò domani, gli chiederò se serve aiuto domani.
Domani
domani
domani.

avrò tempo prima che arrivi il temporale.

E invece il tempo non basta mai.

Quanto mi mancano le persone che mi hanno lasciato per sempre?
In questo momento mi mancano infinitamente: per gli occhi che non vedrò, per le parole che non mi diranno, tutto quello che non potrò condividere.

Venerdì santo sono finita in pronto soccorso.
Dall'autoradio, in macchina con Marito, è partita la nuova canzone di Cesare e mi sono messa a piangere, perché non l'avevo ancora sentita e quando era uscita "il comico" nel 2012 l'avevo sentita per la prima volta in macchina con marito in direzione ospedale per il ricovero per Crohn.
Ho pianto, perché sono in un periodo in cui mi risulta difficile scendere a compromessi con la mia malattia e con tutto quello che comporta e invece si torna sempre lì.

All'equilibrio da mantenere, al cerone per nascondere le pieghe del volto crepato, al domani che ci chiama e ci promette che ci sarà ma che in realtà è un bugiardo che non dice se ci sarà esattamente proprio per te.

Ama adesso, vivi adesso e blablabla, quando leggevo cose come questa mi sembravano cose belle ma anche un po' "sciocche". E invece l'adesso è l'unico momento di cui veramente si può avere certezza.

Perché è adesso che ho una vita da vivere, anche nel dolore, ma da vivere tutta.
E non aspetterò domani per dire alle persone a cui voglio bene che le amo.

Non cambierà niente, infondo, non è che le perdite saranno meno dolorose, ma almeno non starò chiusa in una stanza, seduta su una sedia, addolorandomi per tutto quello che avrei potuto fare e dire e abbracciare e che invece non ho fatto
perché
credevo
nel domani.

28.2.12

Chop Suey

La prima volta che ho sentito questa canzone è stato quasi 10 anni fa e la rabbia mi navigava dentro ancora libera si fare come pirati nei mari pieni di galeoni: disastri.

C'è un momento e un luogo preciso che ricordo, ma non riesco a focalizzare esattamente nel tempo: eravamo andati a sentir suonare amici di amici (forse addirittura "di amici") che facevano un pò questo genere; era tipo venerdì sera e la settimana lavorativa era stata un devasto, il locale faceva schifo, la birra era annacquata, io volevo solo andare a casa. Poi hanno cominciato a suonare cose "così così" e improvvisamente parte questa canzone: sono scattata in piedi e ho cominciato a muovermi e poi a cantare e poi a urlare e a far uscire tutto, tutto davvero. In mezzo alla massa che pogava, che si muoveva all'unisono, che urlava, anche io ero una parte del tutto.

Alla fine avevo un senso di liberazione, leggerezza e benessere euforico che era anche un pochino inquietante.

Non ho più cantato questa canzone, e sono passati almeno 4 anni: ecco, adesso vorrei poterla urlare ancora, ma temo che la mia Orsetta si spaventerebbe.

E' da giorni che volevo scrivere un post sulla mammità, sulla difficoltà di non potersi permettere di stare a letto ammalate, sul fatto che è quasi una settimana che mi trascino gastroenterite trasformatasi in febbricola malefica, trasformatasi in tosse fastidiosa e febbre che sale e scende a suo piacimento, trasformatasi in mezza cistite. Ecco.

Volevo scrivere della fatica di smettere di allattare, del dolore egoistico che ho provato.

Ma, dopo la seconda notte consecutiva dove ho dormito 4 ore, l'unica cosa su cui riesco a scrivere è questa canzone: d'altronde, spesso e volentieri, nella mia vita ho scelto l'arrabbiatura piuttosto che lasciarmi andare.

Passerà, e vi ammorberò ancora con la mammitudine.

http://www.youtube.com/watch?v=HrQsGeKN6qk

17.7.09

di chi se ne è andato [emmenomale! o forse no]

Sono settimane che voglio scrivere un post sui sentimenti che mi aleggiano dentro, ma il tempo scarseggia e alla sera le parole si assopiscono stanche della giornata trascorsa e continuo a rimandare.

Avrei voluto scriverlo oggi, ma eventi inattesi hanno cambiato ogni programma.

Ci sono valori che non accetto minimamente possano essere ignorati ne tantomeno traditi: oggi mi sono resa conto di quanto un tradimento di questi valori mi faccia male, mi imbestialisca, mi renda piena d'odio.

La lealtà per me è uno di questi valori.

E sono talmente arrabbiata che non riesco ancora a formulare un pensiero certo e chiaro ne logico.

Perchè tradire la fiducia di una persona che ti ha fatto del bene e farlo in un modo subdolo, orribile e senza alcun rimorso è qualcosa di diabolico.

Mi sento veramente nera, come le nubi di questa mattina, pronta a piovere e grandinare al primo passo falso.

9.4.09

che simpatica giornata

Ho passato gli ultimi anni a credere in un progetto.
Ad amare delle persone, a credere in loro.
Mi hanno dato enormi soddisfazioni.

Sposandomi, sono uscita dal progetto:
era ben avviato e oramai camminava con le sue gambe.
Ero contenta di lasciare un pezzetto di me.

Oggi scopro che le persone in cui continuo a credere
sono state attaccate
e non difese.

E' stato attaccato il concetto del progetto.

"non siamo mica al circo".

Mi sono sentita attaccare io.
Anche se sono sempre stata un pagliaccio e lo so.

"non siamo mica al circo"

Mi risuona nelle orecchie ed è come se mi tirassero schiaffi.
Mi sento come se lo dicessero a me.

14.12.07

Disastri e reazioni

Ieri ho pensato e non reagito, in una situazione in cui c'era da fare l'esatto opposto.

Mi sento una stupida ancora, ma è finito tutto bene.

19.11.07

Fine settimana parte prima

Sono figlia di due infermieri. Cugina di infermieri. Nipote di infermieri. Amica di medici.

La mia vita è stata un rapportarsi alle malattie come qualcosa di più comprensibile rispetto ad altri, o almeno credo.

La mia infanzia è stata uno sbucciarmi anche gravemente (ma si fa per dire, che i bambini sono fatti di gomma) le ginocchia e avere le fasciature più “fashon” e ben fatte del vicinato: questo tanto per buttarla sul ridere, si intende.

La mia adolescenza è stata avvolta in questo mito dell’aiutare il prossimo, dell’alleviare le sofferenze, mito, che ci tengo a sottolineare, alimentavo da sola senza l’aiuto di nessuno eh.

Per me l’idea di fare l’infermiera era la cosa più bella che si potesse fare. Dopo la veterinaria, ovvio.

Poi entrambi i lavori mi sono andati in noia, in delusione, in rabbia.

A volte però mi chiedo cosa sarebbe stato in questi anni di malattie per me e per i miei, se non avessero conosciuto quello di cui sono affetti. Se non avessero saputo spiegare anche a me e mio fratello il significato di quelle parole incomprensibili che fanno apparire tutto ancora più grave.

Spesso mi sono rintanata dell’immenso dizionario medico per cercare di capire quando non ottenevo risposte, quando la competenza dei miei genitori veniva messa in “ombra” dal fatto che in quel momento erano solo pazienti e anche se conoscevano la loro terapia, anche se conoscevano le dosi di principi attivi assunti, anche se facevano presente che forse, ma solo forse eh, se si diminuiva il principio attivo non era poi così corretto…

Forse eh.

E vedere altri occhi che non reggono il tuo sguardo arrabbiato e furente, dopo. E nel dizionario medico non ci sono risposte al riguardo.

Già. Ma fa niente su, non piangiamoci addosso.

Pronti ancora una volta ad affrontare dei dott House nostrani, arroganti, che pensano sempre che il dottore precedente sia un perfetto idiota, ma che non giungono alle sue stesse rapide, spettacolari conclusioni.

Per fortuna che ne conosco anche alcuni che non sono così.
Per fortuna che c'è ancora qualcuno che non la butta sul "risultato aziendale" ma sulla salute del paziente.
Per fortuna.

9.10.07

giornata bianco-grigio-nera

Esiste uno stato di agitazione che è possibile definire buono ? E intendo quello stato di agitazione che precede le cose belle, tipo l'andare a vedere per un vestito da sposa o per una ricorrenza particolare. E' possibile intenderlo come una agitazione "buona", "positiva" e "che è giusto che ci sia"?

Oppure, come m'è apparso oggi, l'agitazione è solo agitazione, inquietudine ed ansia, che si nutre di tutto quello che le capita a tiro, assorbendo ogni vibrazione sia essa positiva o negativa e trasformandola in piccoli spilli appuntiti che punzecchiano in cuore, trasformandosi nel giro di un niente, da un solletico a un forte dolore?

30.7.07

maledetto irrigatore automatico

Il mio giardino sul retro si è trasformato in un incrocio tra una piscina e una risaia.
Se siete interessati chiamatemi.

(povero terreno, dopo 13 ore di acqua costante, io pure non drenerei più...)

13.7.07

di strade, lavori in corso e di entropia

Mi chiedo se chi si occupa di urbanistica faccia più di un sopralluogo prima di mettere marciapiedi ovunque.
Prima di occupare con gradinetti inutili (a parte l'estetica) e inutilizzabili (da disabili, biciclette e persone a piedi), cigli di strade che di solito erano occupati da Bilici in sosta in attesa dell'apertura di un cancello automatico che ora si riverseranno in carreggiata intasando una strada già densa di controsensi.

A questi signori (o signore), chiedo se hanno mai visto queste strade di primavera, mentre germogliano le foglie di un viale che d'estate fa da tunnel al caldo afoso e d'autunno colora i rientri al lavoro mentre d'inverno ispira poetici pensieri al vedere i rami tesi tesi e spogli, ma pur sempre tesi verso "l'oltre".

Tentativi di rimodernamento
tenendo la base.
Presto crollerà tutto.

Cemento armato e finto ordine.
Che, come al solito aumenta solamente l'entropia.
(creando più disordine)

Fisica. Ti ho amata solo per questa legge che ritrovo in ogni dove.

10.7.07

di calcoli e ortiche

Irrompere in una stanza senza bussare
facendo domande e credendo in una onniscenza di chi ascolta
mentre chi ascolta è inento a lavorare
e in una fase di concentrazione prossima alla fusione
con l'oggetto della sua attenzione,
sappiate miei cari che è deleterio per tutti.

Se, nella fattispecie si irrompe nel mio ufficio
senza bussare
chiedendomi ripetutamente e insistentemente
un numero di telefono
credendo che io sia un centro servizi umano
proprio mentre sono inenta a scovare l'errore del centesimo fuori posto,
alla centesima riga di calcolo,
dopo prove e riprove,

non lamentatevi se vi mando

a fare la cacca

sperando troviate delle ortiche nel prato dove sarete costretti ad accostare con l'auto, perchè siete riusciti a trattenerla abbastanza a lungo per uscire dal luogo di lavoro, ma non abbastanza per arrivare fino a casa.

ecco, e ora ho il cervello in pappa.
uffa.

13.6.07

Padre Bossi del PiMe


NON E' DIVERSO DAGLI ALTRI
...parlatene, in qualche modo, liberate anche lui...


21.5.07

Amarezza

Cerco e non trovo la via...
Ogni data mi sembra uguale alle altre e senza significato...

[Edit: Tu... siamo Noi a dare il senso alle date... a dargli l'essenza vera, l'Amore, la Pienezza... ancora una volta trovare il lato buono del nero]

14.5.07

ex ISA

Ci sono luoghi di cui non conosco l’essenza per esperienza personale, ma perché li ho sempre associati a qualcuno che li frequentava. Edifici che magari vedi solo dall’esterno e che sanno di vita quanto i tuoi occhi riescono e il tuo cuore vuole percepirla.

Di lui ricordo i tanti graffiti sui muri perimetrali e il volto di Brandon Lee truccato da “Corvo” grande quanto una parete dipinto all’interno di una classe. Lo si vedeva d’estate, quando le finestre erano inevitabilmente aperte.

Passando dalla strada e andando verso il centro della città lo sguardo cadeva lì, perché forse, tra gli stretti muri di case da un lato e gli alberi dall’altro, quello era l'angolo che ti dava la bella sensazione di "ampiezza ed apertura" dato che lo spazio si allargava (con il cortile) e lo sguardo tornava a salire verso il cielo (l’edificio di più piani).

A vederlo svuotato completamente, senza neppure le macerie, ma pieno di bruna terra almeno all’apparenza fertile mi ha lacerato il cuore e fatta sentire triste.

E’ come se avessero cancellato anche un pezzo della mia storia a cui non ho potuto neppure dire addio.

11.4.07

sparare nel mucchio fa male anche a te

Sono stanca.
E offesa.
E presa male se volete.
E malmostosa o quanti terminologie vi vengono in mente.

Sono stanca di leggere insulti che non si capisce più se sono rivolti alla chiesa o alla Chiesa.
Ancora di più sono stanca di leggere insulti ai Cristiani.

I problemi dovrebbero essere miei giusto? Nessuno mi obbliga a leggere certe cose, dopotutto potrei anche non leggerle e fare finta di niente no? Ma come io posso non leggere, pure voi potete andarvene da qui e non tornare se vi disturbano le mie righe, se cambiate radicalmente idea di me.

Non ragiono più, non ci riesco.

Personalmente ho amici atei, non credenti, agnostici e chi più ne ha più ne metta e sono sempre stata rispettata, perché non generalizzo chiamando i metallari “satanisti” piuttosto che non ritengo affatto inferiori quelli che convivono: piuttosto che sposarsi per convenienza è meglio che non ci si sposi affatto e che lo si faccia solo se convinti!

Mi sto preparando al matrimonio, si , a quello cattolico, in chiesa, e non me ne frega più niente di avere l’abito bello o le bomboniere più costose come invece frega a molti che si fingono cristiani a comodo. Perché i celebranti del matrimonio sono gli sposi e non è SOLO un rito, dove apparire e fare un po’ i gioppini, se sai davvero che cosa è il matrimonio.

Odio sentire menzogne a cui tutti credono, tipo che dato che “i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa” o cose di questo tipo.

Qualcuno di voi ha una vaga idea di come sono le leggi sulle adozioni qui in Italia prima di sputare sentenze? Qualcuno di voi si rende conto che una coppia di eterosessuali (lasciamo perdere se cristiani o meno) prima che gli venga EVENTUALMENTE concessa l’opportunità di adottare un bambino deve fare colloqui su colloqui e passano ANNI?

Prima di fare certe leggi, non sarebbe il caso di modificare quelle esistenti?

Sono arrabbiata, delusa.

Perché in mezzo a tutta questa rete, che tanto sembra rendere unici, invece l’unico interesse è quello volto a GENERALIZZARE, senza pensare di ferire quelle persone che non sono così.

E non ce la facevo più a stare zitta.

Ognuno può dire le sue opinioni, siamo in un paese libero. E potreste aggiungere che le Vostre sono provocazioni dettate dalla realtà che ci circonda.

Ok.

Ma attenti a sparare nel mucchio, perché si fanno male anche tutti quelli che magari non vorreste.