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8.3.17

08/03/2017 - Lettera a mia figlia

Oggi è la festa della donna, ma per me resta “l’anniversario del primo giorno che mi hanno fatto una fotografia del tuo musino, bimba mia, dentro il mio pancione”.
Per la prima volta da quando ho compiuto 18 anni non uscirò a “festeggiare”, anche se non siamo mai uscite proprio l’8.
Penso a te, bimba mia, donna che sarai: che donna sarai? Che donne ci saranno attorno a te?
Lavoro in una officina meccanica, sono da due anni l’unica donna.
Ma qui se lo dimenticano.
Ma questa cosa del dimenticarsi che sono donna  anche se a volte è davvero pesante, un po’ mi fa sorridere, perché con la perdita dell’identificazione del “genere”  si perdono anche le discriminazioni. E i privilegi. Ma mica si può avere tutto! (o no?)
Discriminazioni che ho provato sulla mia pelle come tutte le donne, a volte generate dalle donne stesse ed è questo che fa più male!
Che donna sarai? Cerca di essere una che non discrimina.
Cerca di attorniarti di anime belle: ci sono, fidati, in mezzo alla massa giudicante! Cercale! Sono tesori preziosi, fari dentro i dubbi del nostro sesso.
Fai tuo il “panta rei” che ti insegno da quando sei nata (al di là del successo del momento): tutto scorre, e tutto si lava via; ogni parola, ogni torto, ogni persona che non sa amarti, lasciali andare non trattenerli.
Anche se fanno male.
Ma l’acqua salata del mare cura le ferite e le purifica.
Ti lascio con le parole di Pasolini  “Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece”.
Splendi sempre, quando c’è il sole e quando c’è la tempesta: sii una donna dal cuore di acciaio e dall’animo buono che si commuove per un fiore che nasce.
Ti voglio bene, la tua mamma
OrsaLè

8 Marzo 2017

10.2.17

Primo dentino

'Spetta, 'spetta, 'spetta...
E' da Ottobre che non scrivo in Taverna?? Ecco perché ci sono tutte queste ragnatele!

Il tempo scorre veloce tra le mie mani, molto di più di quello che pensassi..

Ho un'Orsetta che sta iniziando a leggere da sola, e giornate sempre un po' similari. Fino a ieri, quando ero a casa perché avevo portato dalla pediatra una Orsetta con un inizio di tonsillite; "mamma mi dondola un dente!" Il primo.. E piange lei emozionata. E piango, io che ero in ospedale quando ha iniziato a gattonare e a lavoro quando ha cominciato a camminare. Allora, anche la farmacista che con l'antinfiammatorio per la bimba, ti dà sottolineandolo, un paio di campioni di crema contorno occhi e antirughe, passa decisamente in secondo piano.

Passa in secondo piano la stanchezza, le mani screpolate, le lavatrici da fare.


E affiora solo la bellezza di un amore infinito "Mamma, tu mi vuoi bene oltre il mare? Io ti voglio bene oltre l'oltre!" (che poi, che meravigliosa dichiarazione d'amore è? ).

La bellezza di una bimba che cresce come un giovane virgulto sano.
La bellezza dell'attimo.

18.4.16

Ultimamente le parole sono come un gatto arruffato che non vuole uscire dalla sua tana se non per brevi frasi scritte su un morbido taccuino nero che ho in borsa.

Oggi è il giorno del compleanno di O.
Ho visto una sua foto pubblicata e mi è venuto da piangere, perché non me lo ricordavo più quanto era bella quando stava bene. Quanto era elegante e con i capelli sempre in ordine.

Fuori piove, c'è il temporale.
Dentro uguale.

La luce è surreale, se solo ci vedessi meglio, se solo non avessi la febbre, sarebbe da alzarsi e fare una foto a questo stendino, alle piastrelle troppo colorate, ai fiori del giardino.

Invece vegeto. E scrivo come d'Annunzio, senza guardare. Rileggerò poi.

Cerco musiche per accompagnare i miei pensieri e non ne trovo, oggi.

Ho bisogno di Sentire i colori di un arcobaleno che mi dipinga il viso e i capelli  e scenda a riempirmi il ventre di Gioia.

Ho bisogno di una Musica che mi faccia vibrare le corde dell'anima, di mani attente che mi suonino come un violoncello (mi sono sempre immaginata di essere un violoncello, come strumento musicale).

Ho bisogno di ritmo.

Per cominciare, dopo più di un anno, ho ricominciato a portare l'orologio. Non per essere schiava del tempo che corre, ma per sentire il suo confortante battito regolare e il suo peso sul polso, che non è più un giogo, ma un abbraccio.

Le nuvole corrono, i cambiamenti si susseguono così velocemente!

Ho bisogno di un mio ritmo,
di una mia musica,
di un mio arcobaleno.

E magari ci metterò anche qualche bolla di sapone

12.10.15

Sabato sera -

Non pensavo si potessero davvero azzerare i pensieri.
Non pensare a nulla e avere il sorriso sulla faccia, guardando il profilo dell'orizzonte sfilare a fianco, sui toni del viola e del blu dopo un tramonto già passato che si tramuta in notte.
Fluire solo con la moto, piegando quando c'è da piegare, frenando quando c'è da frenare, ascoltando le vibrazioni che la strada impone, il rombo del motore e il vento all'interno del casco.

E non pensare
davvero
a niente.

Nulla.

Il silenzio più totale.

La pace dell'anima, della mente, del cuore,
tutto incredibilmente fermo e immobile.

Rilassare i muscoli, le braccia, il viso contratto, il respiro che rallenta tranquillo,la vita che passa sotto i miei piedi una curva dopo l'altra, senza fare male.

Senza dire una parola,
ne con la bocca, ne con il cuore.

5.9.15

“Sorseggia la vita senza fretta,
con dolcezza.
Cerca di non sprecarne neanche una goccia
e di bere con un Amico al tuo fianco,
anche se orso
anche se oste.”
05 settembre 2005

Il primo post della Taverna.

Rileggendo i primi post, mi sembra di essere un’altra, di non saper scrivere più così profondamente. Recentemente l’ho pure detto a qualcuno: mi sembra di peggiorare negli anni con la scrittura, non di evolvere.

Ma la Taverna è qui, con 10 anni di storia alle spalle, ed oggi è il suo blog-compleanno!

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Con sommo dispiacere quest’anno non mi sono lasciata interrogare dalla voce della montagna: arrivavo da troppi mesi di tensione e il vento è riuscito solamente a levigarmi e a prepararmi per il mare.

Quest’anno è il mare ad avermi parlato e a lungo.

Un giorno, in particolare, senza sole, con le onde alte; era pomeriggio, ero sola (senza figlia ne marito) in spiaggia e mi sono tuffata lo stesso, nonostante i flutti, insieme a pochi pazzi, ricacciando indietro la domanda “e se ti succede qualcosa e non hai dietro neppure la carta di identità?” tipica da nonna apprensiva.

Sono rimasta lì un’ora buona a lasciarmi trasportare da quella massa potente. Venivo sollevata con i piedi almeno a un metro da terra e non riuscivo a fare altro che ridere come una matta!

All'improvviso mi sono resa conto che la mia vita dell’ultimo anno era stata come essere immersi in quelle onde, con la sostanziale differenza che ho cercato ogni volta di dare spallate invece che adeguarmi al flusso, con la sensazione di essere sola al mondo anche se non lo ero davvero e senza la carta di identità a ricordarmi chi ero in tutto quel trambusto.

Sono finita una volta sott'acqua e ho pensato a quante volte nei mesi ci sono finita, senza respiro.
Ho cercato di uscire dal mare, ma con la sua forza mi risucchiava dentro e per poco non ho rischiato di cadere: sembrava davvero impossibile uscirne sul serio.

E una volta fuori? Ho desiderato subito tornare dentro a quell’agglomerato di potenza e forza e movimento. E ci sono tornata. E in mezzo a quel non essere padrona di me stessa e di dove potevo andare, ridevo come una matta.

E’ inutile pensare di non essere più quella di un tempo: lo sono e non lo sono, come una bottiglia di Sagrantino che invecchia. Se penso a quanto poco posso bere vino ora! Se penso che non potrei proprio! Io, che ho aperto una “Taverna” virtuale dove versare bottiglie di vita! Che Crohn mi abbia influenzata anche in questo senso e il “non bere” fisico abbia influenzato il “non gustare appieno” le bottiglie che la vita mi ha proposto?

E’ inutile pensare di cambiare tipo di vita: posso smussarla e migliorarla in parte, ma è a questa vita che appartengo e che voglio appartenere e devo eliminare i paravento che si sono creati con gli anni per non mostrarmi più angoli bui e anche angoli assolati di questo luogo che è l’essere me.

Si abbandonano passioni, se ne aggiungono di nuove, si coccolano quelle vecchie: vorrei saper tornare a scrivere in versi semplicemente, ma mi riesce così difficile ora… questo sì lo rimpiango, perché vuol dire che non riesco più a sentire il mio cuore dialogare con l’anima, mentre prima mi uscivano versi tipo

“...Colorami di vita...
Che cosa useresti?”

Con la stessa facilità con cui dicevo:

“Chessimangia stassera…
Pizza?”

In realtà, pensandoci meglio non è che non sento più il cuore dialogare con l’anima: è che si è messo di mezzo il cervello!

Ci sono arrivata all'improvviso, ragionando su un discorso fatto con un Ghost Rider incontrato per caso: all'inizio della Taverna per scrivere versi mi bastava staccare il cervello e lasciare libero spazio a cuore e anima, ma ora non più… Il cervello non ne vuol sapere di scollegarsi, vuol dire la sua, vuol dare il suo punto di vista, la sua inquadratura. Ma non mi è impossibile scrivere versi, devo solo lasciare che questi tre amici si accordino sul soggetto, l’oggetto e il punto di vista da prendere, come per fare una bella foto, come per comporre una nuova canzone.

Taverna mia, non sei più il posto delle sole bevute spensierate e ridanciane! Stai diventando il circolo dove fumare un buon sigaro e bere bene, dove ridere ovvio, ma anche dove parlare di cose serie, serissime.

Ti voglio bene. E volendo bene a te scopro di volerne un po’ di più a me stessa e a tutti quelli che hanno lasciato un segno sui tuoi tavoli, sui tuoi bicchieri, e a quelli che incontrerò nuovi e di passaggio, anche se sono sempre meno dato che il web ha altri tempi ed altri spazi rispetto a dieci anni fa.

Che senso hai? Chiedevo qualche tempo fa, data la raccolta di nero che ti accompagnava.
Hai il senso di essere me, di raccogliere tutti i pezzi di me, o almeno di raccogliere quelli che non voglio si perdano nella memoria dei giorni. Hai il senso dell’incontro, della condivisione, del percorso di analisi privato e pubblico insieme. Hai, ancora dopo dieci anni, molto moltissimo senso.

E quindi Prosit! Taverna mia,  Za zdorovie!
E Spasiba, di vero cuore.

Buon viaggio, lacio drom.

Buon viaggio, share the love.

20.11.14

Un anno.
Anna mia, è già passato un intero anno.
Il ricordo di te è forte, anche per tutto quello che mi sta accadendo intorno.

Ho un misto di sentimenti dolci/amari e le parole proprio non vogliono uscire..

Ti voglio bene ancora, di bene te ne vorrò sempre.

6.10.14

E d'improvviso t'accorgerai
che ti è solo stato dato indietro
solo quanto hai donato,

che l'amicizia vera
conosce fin nel profondo dell'animo,
senza sconti,
ma anche senza pene,

e che niente torna indietro,
tutto cambia incessantemente,

che le ferite sanguinano
anche quando sono cicatrici.


Autunno sfoglia alberi
come fossero margherite di campo
e ogni foglia è un pensiero
che si deposita sulla mia anima.

5.9.14

Nove anni.
Ti voglio bene tavernetta mia :)
Sei il "progetto" più lungo che io abbia mai portato avanti.

26.7.14

di Polla - compleanno

Cara figlia,
oggi è il tuo 3° compleanno!
E' quasi finito il mese di asilo nido supplementare, l'estate in questo 2014 non si fa vedere più di tanto e mamma e papà lavorano tanto (è bene scriverlo, che di questi tempi non è così scontato).
Festeggeremo dai nonni e poi dagli altri nonni in montagna e poi forse con gli amici la prossima settimana: chissà quanti regali, quante emozioni!

Amici.
Con che semplicità tu definisci "amico" colui o colei che condivide con te la giornata, la sorte, i pasti, le lacrime e i giochi. Per te ora è sufficiente questa condivisione, chissà se in futuro sarai più selettiva. Eppure, la definizione che ne dai tu, non è forse la più vera e piena?

Mi hai chiesto in regalo una candelina da mettere sulla torta, ma non una qualunque, una di Peppa Pig! E pur esistendo (su internet ne ho trovate), non c'è stato verso di trovare un negozio in cui risolvere questo tuo desiderio! Allora mamma s'è messa di impegno e ha trovato candela e pupazzetto, papà ha trovato il supporto e con un po' di manualità ecco la candela che hai chiesto! Mi piace l'idea di regalarti una piccola luce per il compleanno, un piccolo faro nella tua vita da spegnere e ricordare per andare avanti alla tappa successiva.

Sei cresciuta tanto e vuoi essere "grande" quindi hai anche una discreta fretta di crescere ancora! Non correre piccola mia, gustati tutte le esperienze che stai facendo, ascolta i consigli di mamma e papà, non pensare che siano catene che imbrigliano la tua voglia di volare!

Qualche sera fa mi hai chiesto cos'è la guerra.
Ti ho risposto che quando i grandi litigano tanto tanto, quella si chiama guerra.
Ti è bastato.
Ma il giorno dopo ho trovato su internet questa frase e te la riporto, perché quando sarai abbastanza grande per leggere e capire queste parole, allora queste parole arricchiranno anche te

"I kept asking who did it?
Israel? Palestina?
Russians? Ukraine?
Then my mom answered.
Humans.
Humans killing Humans"

E' tutto in un equilibrio delicato, la questione tra Russia e Ucraina per la Crimea, la questione tra Ebrei e Palestinesi per Israele (e anche tra ebrei sionisti e anti sionisti). Da quando sei nata sono le "litigate" più grandi di cui si sente parlare, senza contare tutto quel che accade in Africa ed è taciuto.

Non so la tua generazione cosa si troverà ad affrontare, bimba mia. Ma spero che impariate che la violenza, le bombe, la morte, non sono la soluzione, e che il dolore causato apposta, porta solo altro dolore.

Ti amo tanto,
sei sempre nel mio cuore,
sono sempre nel tuo cuore.

La tua mamma

6.9.13

Otto anni

Otto anni di Taverna.
La voglia di avere tutti i post in formato cartaceo, ma in ordine cronologico crescente resta, ma si assottiglia la fattibilità con il passare del tempo data la titanica impresa.

Dove sono? Dove vado?

Ho passato un mese di agosto bellissimo, divisa tra il mare dell'ultimo paese Veneto e le montagne tanto care: ho fatto fatica a riabituarmi ad una Orsetta e ad un Orso marito 24 h / 24, ma alla fine ho goduto ogni momento.

Anche i momenti di voragine che ci sono stati.

Perché ho riscoperto che ho accanto davvero l'uomo della mia vita, e non è così scontato cancellare la patina della faticosa quotidianità che negli ultimi mesi era diventata opprimente e trovarci motivi di scelta dell'altro diventati più forti, più radicati, più veri di 5 anni fa.

Autunno, ti aspetto, con le tue foglie e i tuoi frutti.




8.3.13

ottomarzo

Ieri sera ho riesumato dalla cartella clinica dell'Orsina, le fotografie della sua ecografia morfologica e glie le abbiamo mostrate: "Questo è il tuo piedino", "questa è la tua mano", "questa è la tua colonna vertebrale", "e in questa foto...le tue labbra e il tuo nasino, li vedi?".

L'Orsina rideva, guardava le sue mani, i suoi piedi e si toccava le labbra (identiche alle mie) e il suo nasino a patata.

Poi ci ha indicato altre foto: “eh amore, questo è il cervello, il cuore, i reni…” Ci ha guardati con aria interrogativa ed è tornata alla foto “naso-bocca”. Come darle torto?

L’otto marzo di 5 anni fa, prenotavo le bomboniere per il matrimonio.
L’otto marzo di 2 anni fa, la morfologica mi diceva che avrei avuto un’Orsina.

Oggi è la giornata della donna. Leggo molti che dicono che non si deve “festeggiare” blablabla… Tutto vero. Come purtroppo tristi cronache su omicidi, pestaggi e chi più ne ha più ne metta. Per me però oggi resta un giorno di festa, un giorno in cui riconoscere la femminilità e la sua forza e ricordarla sì, anche con una mimosa.

Festeggerò anche uscendo, ma non oggi, domenica sera. Come da tantissimi anni a questa parte, sempre con le stesse “signore”: perché ci troviamo per ritrovarci, per vedere quanto siamo cresciute, per ridere un po’ dei nostri guai e delle nostre vittorie. Ci troviamo davanti a una pizza o a uno spaghetto allo scoglio per ricordarci che è anche l’unione delle donne che genera una forza ancora più grande.

Poi ci sono quelle che festeggiano andando per spogliarelli & co.

Non credo sia giusto demonizzare l’evento: il fatto è un altro! La libertà di un gruppo di ragazze di andare a vedere uno spogliarello maschile mi pare sia stata raggiunta da parecchio tempo. Allora perché legarlo proprio a questo giorno? Non potrebbero farlo un altro giorno qualsiasi dell’anno? Perché diventa “oggi posso fare quel che voglio, tanto ho la scusa che è la festa della donna”?

Non è un dividere le persone in brave ragazze e cattive ragazze. Questo è un chiedere: ma se vuoi fare la “cattiva ragazza” oggi, perché non puoi farlo anche durante l’anno?


“La libertà non è fare quel che si vuole”
Ohhh che frase ostica, a 18 come a (quasi) 31 anni!

3.1.13

E così, con un mese di dicembre arrivato a gamba tesa in scivolata, è finito anche il 2012.
Devo ancora fare pace con questo anno appena finito, dove i giorni pesanti sono stati di più di quelli leggeri e dove i momenti di "leggerezza" si possono contare sulle dita di mani e piedi.
Basti pensare che l'Orso marito mi ha detto che nei 366 giorni passati le frasi che ho detto più spesso sono state "sono davvero stanca" e "sto davvero male"  -_-"

Però sono qui.
E ho passato delle fantastiche feste.
E ho intenzione di bere fino in fondo ogni singolo attimo che mi si presenta (come del resto sto già facendo).
Ogni singolo abbraccio, ogni singolo bacio.

Questo sì, 2012, me l'hai proprio insegnato.

Merry Gnu Iar Gente.
E sì, volutamente sbagliato, ma fa tanto ridere :)

16.9.12

RNM e altro

A parte che ho dovuto bere 1 litro e mezzo di "liquido preparatorio".
A parte che mi hanno obbligata a bere l'ultimo bicchiere.
A parte che ne ho vomitato un pò *dannaz*
A parte che non ne ho vomitato troppo per far saltare l'esame *emmenomale*

A parte che avevo una vena bella.
A parte che non c'è più neppure lei.
A parte i 4 fori sulle braccia.
A parte l'agocanula sulla mano.

A parte la pipì che è cominciata prepotentemente a scapparmi a metà esame.
A parte che, fatta presenta la cosa, mi è stato detto "su che manca poco".
A parte che quel "poco" sarebbe stato mezz'ora.
A parte che ho cominciato a cantare tutte le canzoncine che canto a mia figlia per non pensarci.

A parte che il Buscopan in vena insieme al mezzo di contrato mi ha dato problemi.
A parte che ho visto sfocato per le tre ore successive.
A parte che la mano dell'ago canula è diventata stra gonfia.
A parte che ho fatto la pipì correndo in bagno, vedendo sfocato, in camice e cuffia e scarpine sacchetto.

A parte tutto questo

Pare che l'RNM mostri netti miglioramenti rispetto alla precedente.
"Ma lei prende cortisone, vero?"
"Emmh. No".
"Ah!!"
"Eh".

Perchè va meglio?
Anche chissene ;)

Grazie a tutti per l'interessamento!

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Domani la mia Orsetta
che ha 13 mesi e mezzo,
che mangia i ravioli agli spinaci,
che adora la frutta,
che sta imparando a camminare,
che amo alla follia,
comincia il nido.

*snifffff* :)

8.9.12

Settimo blog compleanno è magicamente passato senza un attimo per passare di qua.

E' finita la prima settimana di lavoro - con Orsetta dai suoceri (presto al nido): stancaaaante!!
La mia settimana è stata composta di levatacce, corse, risoluzione di problemi e crolli nel letto alla sera: occorre trovare un nuovo equilibrio!!!

Però sono qui, dopo sette anni e tanti cambiamenti, sono ancora qui.

26.7.12

Eccoci

Oggi hai finito i giorni nuovi di pacca e ricominci a viverne di "usati".
Ma ogni giorno è nuovo se lo vivi con intensità!

E' già passato 1 anno,
pieno, intenso,
a tratti (lunghi tratti) complicato
e
meravigliosamente unico!

Auguri Gnappettina mia!

In questi giorni, la fatica dell'essere madre, le incognite del futuro così diverso lasciano il posto al tuo sorriso gioioso, ai tuoi abbracci, ai tuoi primi passi... 

31.12.11



...E questa sera non dimenticate qualcosa di rosso! Io mi porto lei, dite che vale?? :D







Natale è passato, senza neppure gli auguri della Taverna, complice il fatto che il mio povero piccì è ancora in assistenza. A oltranza. *sigh*

Però ci siamo eh, anche se siamo "in coma", dato che il 26 dicembre abbiamo cominciato lo svezzamento dell'Orsettina: i giorni corrono così rapidi.

Fuori in un cielo terso, a macchie celesti e rosa, sta spuntando il sole dell'ultimo giorno dell'anno e non ho il tempo di fare bilanci: forse è meglio così! Dopotutto è stato un 2011 intenso e pieno di sapori, colori, emozioni.

Un abbraccio a chi passa di qua. E spero a presto!

3.11.11


100 giorni fa, in una sala parto di un ospedale Brianzolo, nasceva la mia piccola Orsetta

:)



16.4.10

Oza B Day

E così è passato anche il compleanno dell'Orsa: con l'arrivo di regolo, possono dirsi conclusi i festeggiamenti.

Per la prima volta dopo molto tempo, posso dire di essere felice, contenta, soddisfatta! Buon cibo, buona compagnia, bellissima serata!


Mi sono sentita una regina! ...e non è un eufemismo ; )


[Opera del Mio Orso del Cuore ]


26.9.09

10.000 - un buon non compleannooo a meeee

Oggi compio 10.000 giorni!
Un tempo lontano, per gioco, ci si era messi a calcolare quando sarebbero scoccati e me l'ero persino segnato sull'agenda del telefono.

E' una sensazione strana, che mi fa sentire più vecchia dei miei 27 anni 10 mesi e 16 giorni.

Se vi và, brindate alla mia!

Prosit!