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17.2.15

Cosa

Cosa ho imparato da te?
Cosa mi  hai lasciato?

Ho una valigia piena di nozioni e di modi di fare.
Ho uno scaffale con le tue ricette e le tue risate.

Ho labbra che sanno fare silenzio, quando necessario.
Oh!! Quanto è stato difficile impararlo!!
"Tacere Tacere Tacere.
E il momento del riscatto arriverà!"
Quanto dannatamente avevi ragione...

Ogni volta che lascio carte in giro per l'ufficio, alla sera, sento la tua voce che mi ammonisce "non sei abbastanza ordinata!" e a costo di fare tardi, torno indietro a mettere a posto, che "del doman non v'è certezza" e tu più di ogni altro l'hai ben dimostrato.

Mi hai lasciato ricordi felici.
Tanti ricordi felici.
Tante piccole sciocchezze, che quando le penso fanno ridere me e quelli a cui le racconto
e lasciano in bocca un dolce sapore di ricordo
e non quello amaro dell'abbandono.

Ci sei e ci sarai sempre.
E forse, quel senso di vuoto che sentivo oggi,  quella voragine stretta e sottile, non era davvero vuoto, ma la tua presenza che mi si è piantata nel cuore, e ha messo radici nel fondo più profondo, insieme agli affetti che ho già perso, insieme ad altre memorie leggere.

Lacio Drom


2.4.13

Pensieri

E’ un po’ che ci penso e non riesco a dare una forma concreta alle mie parole.


Mi sveglio da lunedì a venerdì alle 05.50, mi preparo, sveglio un’Orsetta alle 06.30 e con l’aiuto di un fantastico marito la preparo, poi facciamo colazione e usciamo di casa alle 07.20 – 07.30 in direzione del nido. Alle 18.00 esco dal lavoro e vado a recuperare la bimba dai suoceri (al 99%, se no dai miei) che sono andati a recuperarla al nido entro le 17.30 (ma spesso e volentieri vanno anche prima) e se la sono spupazzata/gestita/sopportata per un’ora circa. Torno a casa per le 19.00 circa, preparo la cena a volte per tutti e 3, a volte 3 pasti divisi, e crollo addormentata verso le 21.30.

Ho una vita di corsa, che ogni tanto mi pesa.
Eppure sono fortunata.

Ho un lavoro a tempo pieno e le mie mansioni non sono modificate dopo la maternità, e con i tempi che corrono è già una grazia questo.

Ho la possibilità di uscire dal lavoro e chiudere a chiave dietro la porta dell’ufficio tutti i problemi: posso non portarmeli a casa e ho ben imparato a farlo.

Posso permettermi di pensare a cosa cucinare nel w-end durante le pause caffè e scambiarmi le ricette con la titolare.

Certo è richiesto un discreto impegno nelle 8 ore, ma ho scelto e potuto scegliere di limitarmi a quello.

Recentemente, parlando con Apina di mammitudine, mi sono trovata a pensare che sì, il tempo che passo con mia figlia è poco e che i momenti intensi e bellissimi sono ancora meno, ma non trovo giusto per quanto mi riguarda dare la “colpa” al lavoro: se sono io a non aver chiuso bene la porta dell’ufficio e ho lasciato che il malumore influenzasse la mia pigrottitudine, la mia orsaggine è colpa mia, almeno in parte.

Ma, ribadisco, io pretendo molto da me stessa, forse troppo e comunque il mio lavoro mi consente di pensarla così, dopo quasi 10 anni.

Poi mi trovo a pensare che forse, se fossi a casa tutto il giorno, non riuscirei a vivere bene tutti quei momenti che adesso mi sembrano “magnifici” perché sarebbero la normalità e non è così comune\normale\semplice stupirsi della normalità quando diventa il quotidiano ripetersi di gesti e di azioni.

Dico: io adoro andare a fare la spesa di corsa alle 19.10 con l’Orsina! Anche se mi fa impazzire e vuole sempre il cioccolato, è un modo pieno di complicità di concludere la nostra giornata fuori prima di tornare a casa.

Sarebbe lo stesso se potessi farlo in qualsiasi momento?

Che confusione.

Poi penso a chi non può avere neanche questo.

A chi viene chiesto di non usufruire della maternità.
A chi viene chiesto di tornare a lavorare dopo 2 settimane dal parto.
A chi, è inutile dire che non è vero, deve scegliere tra carriera e figli e se sceglie la carriera con figli li vedrà ancora meno di quanto io vedo la mia Orsetta.

Io ho scelto molto tempo fa e non è stata una rinuncia, ma una scelta ponderata e voluta dal profondo del cuore.

Trovo così profondamente doloroso però che una donna al giorno d’oggi debba per forza sedersi a tavolino con la propria coscienza, con il proprio stipendio e conto in banca, con la disponibilità di genitori e suoceri prima di potersi sedere a tavolino con il proprio marito/compagno per pensare di cercare un figlio che cresceranno comunque altri.

Pensieri nebulosi di inizio aprile

26.7.09

grappe e orse

E' un periodo un pò particolare quello che sto vivendo, dove lunghi silenzi servono per meditare tutte le cose che accadono, dove la luce della mia giornata è quella negli occhi di mio marito, alla sera.

E' la luce nella quale posso permettermi di essere ombra che si allunga per l'arrivo del crepuscolo, senza essere un volto o delle parole per cui rendere conto, perchè lui conosce già entrambi e ne capisce il mutamento.
La taverna ne risente, ma solo perchè non voglio che si riempia di inutili sproloqui da rileggere a distanza di tempo. La taverna è la cronaca della mia vita, ma questa parte della mia vita vorrei solo che scolorisse da sola come le fotografie digitali stampate sulla carta patinata a basso costo: perdono colore giorno dopo giorno, alba dopo alba, non come se non ci fossero state, ma solo come cose che perdono l'importanza, il colore, il potere di ferire e tagliare.
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Quindici giorni e sarò al mare, ancora quindici giorni! E potrò giocare con la sabbia, camminare all'alba sul bagnasciuga [Orso, fai finta di non aver letto ; ) ], e vivere senza scadenze e riprendermi il gusto della mia vita!
E' come se la mia vita fosse una magnifica grappa di mosto, barricata in botti di ciliegio.
Di questo ne sono convinta e conscia.
Allo stesso tempo è come se non mi venisse servita in maniera corretta!
A volte viene versata in un bicchiere per l'acqua, troppo aperto, che me ne fa sentire ogni sapore ma me ne fa perdere ogni profumo.
Altre volte viene servita in un bicchiere troppo stretto, facendomene annusare ogni minima sfumatura ma non il sapore, perchè l'alcool resta intrappolato e vince ogni altro gusto.
Voglio un bicchiere giusto per ogni momento della mia vita, per gustarla con tutti e 5 i sensi.
Voglio tornare a gustarmi!

10.9.08

the end of the world as we know it (and I feel fine)

Al di là di tutto, tra poco più di mezz'ora faranno il simpatico esperimento al Cern. Per la prima volta, questa mattina sono riuscita a sentire l'ora esatta e da quel momento, prima la cover di Ligabue e poi l'originale dei R.E.M. non mi hanno lasciata in pace.

Mi separano 4 ore di macchina. Praticamente se succede qualcosa di sbagliato, posso già fare ciaociao con la manina. Ma come del resto, se dovesse succedere qualsiasi cosa a una delle varie centrali nucleari poste ai confini italiani, ma nel territorio degli altri stati.

Domani è l'11 settembre, e per la prima volta dopo 7 anni, i giornali parlano d'altro e non assillano con interviste, memoriali, ricordi. Già, "se va male" dicono, "non ci sarà neppure un 11 settembre".

Ma così si è eccessivamente catastrofisti.

Forse.

"Cosa faresti se sapessi esattamente quando il mondo finirà?"
"Semplicemente continuerei a fare quello che stavo facendo"
Non è mia, ma non ricordo esattamente chi l'ha detta.

Ma l'accolgo a pieno.
E in questa giornata fosca e freddolina, torno alla mia contabilità.

A domani
o ad un'altra vita.

24.1.08

malaaaaataaaa

Stanca.
Come se non avessi dormito.
Voglia di dormire, voglia di riposare sul serio.

Voglia di te my Bear.

[un Orso è per sempre]

4.1.08

meno male che domani è sabato

L'abbraccio della neve si è sciolto con l'acqua delle ultime ore.

Tutto torna a scivolare e scorrere come se non si fosse mai fermato in quel delirio bianco.

Devo ancora ingranare l'inizio dell'anno e faccio una fatica boia, perdo i pezzi, dimentico scadenze.

Spero di essere recuperabile.

22.11.07

Considerazioni

Oggi vedendo l'addetto sbalordito, mi sono resa conto che mi hanno creato mastino e macchina da guerra per i documenti da compilare.

...Sono diventata un mostro...

*sigh*

16.11.07

Perchè i cartoncini si chiamano Bristol?

Il lato positivo di oggi è stato uno scherzoso invito a cena.

Rifiutato.

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Il freddo comincia a tagliarmi le mani e le labbra; sconquassa i miei pensieri rotolandomi nell'anima e smorzandosi accando al caminetto.

Ogni volta che devo scartabellare tra i mille documenti antecedenti al mio arrivo qui, non riesco a non pensare a dove ero, a cosa facevo 11 anni fa.

Millenovecentonovantasei, terza media - prima superiore.
Altro taglio di capelli, altra taglia di vestiti, altra visione del mondo.
Altra vita.

Non conoscevo ancora la quasi totalità delle persone che ora sono il mio pane quotidiano, nemmeno il mio Orso.

Ma il millenovecentonovantasei è stato un anno speciale e lo ricordo con piacere, nonostante tutto.

Nonostante questi maledetti moduli da compilare.

1.10.07

sigarette

pensavo di arrivare questa mattina e di raccontare il gioioso fine settimana passato con le gambe sotto il tavolo su trampoli oro da 7 cm con tacco quasi a spillo.

Poi mi è crollato addosso l'universo con una telefonata di 1 minuto netto.

Il brivido lungo la schiena c'ha messo mezz'ora a scomparire a causa della maschera gioiosa che dovevo tenere davanti ai clienti.

La vita è breve davvero quanto una sigaretta fumata in un mattino autunnale con la brina che ti spinge a fare in fretta, molto in fretta.

In questo momento qualsiasi altro problema mio e di altri mi pare davvero una... sciocchezza. Un inutile accanirsi e farsi vittima. Una cosa davvero con poco senso.

7.9.07

Sonno.

Ho gli occhi che mi bruciano e vorrei solo poterli chiudere, regolarizzare il respiro, e non rispondere al telefono.
Vorrei una coperta leggera e calda ad avvolgermi le spalle e il ventre, da afferrare e tenere salda con le mani, per evitare gli spifferi d’aria fredda.

Mi trascino alla macchinetta del caffè e meccanicamente eseguo il quotidiano rito
(drogata di caffeina… i primi giorni di ferie a casa, senza caffè, ero davvero in astinenza).

Un sorso caldogiusto. Piacevole.
Una scossa che parte dal basso, sale lungo la colonna vertebrale arrivando ai capelli e poi ridiscente smorzandosi in un soffio.

Gli occhi non bruciano più.

Viva.

Quando mi succede così

È quello che mi sento.

26.7.07

Sento già ora l'odore di un settembre tremendo e bruciato...
Voglio non pensarci davvero...
Ma è sempre più difficile....