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21.10.15

Fagiani, serate assurde e pensieri a go go

Ieri sera, tornando a casa nel buio della Brianza, ho trovato nella discesa ai box un fagiano femmina.
Un posto decisamente insolito! La poverina però si è spaventata tantissimo e ha cercato di scappare volando via, non rendendosi conto che sopra di lei c'era un soffitto di cemento durissimo. Uno, due, tre colpi tremendi, dettati dal bisogno di scappare, dalla paura, dall'adrenalina. E poi basta. Ha agonizzato un minuto o poco meno, ed è morta lì sotto i miei occhi.

Era bellissima.
Erano anni che non ne vedevo una da così vicino.
Aveva le piume "vive" e già riempite di piumetta invernale.
Era meravigliosa e morta.

Mi sono sentita uno schifo.
Lo so, non ho colpe particolari, eppure è stata talmente una morte incomprensibile e sbagliata che tutto questo ha cominciato a "lavorare" dentro di me, segno di un altro tipo di malessere.

E quindi.
Come Samarcanda docet, non si sfugge alla Morte. Puoi scappare agli spari dei cacciatori, ma se è il tuo momento, è il tuo momento punto. Senza se e senza ma.

E soprattutto.
Cara Orsa, non puoi salvare tutti, rassegnati.
O se proprio non sei capace di abbassare il capo, continua nella tua battaglia contro i mulini a vento, sapendo già però che qualcuno lo perderai sul campo.

E' preciso, matematico e un dato di fatto, soprattutto perché per salvare qualcuno, quel qualcuno deve voler essere salvato.

Se no, fa la fine della fagiana.

8.4.15

Post pacco variabile

Ultimamente le cose sono un po' in salita, fisicamente e umoralmente.
Pensavo di aver fatto un passo avanti con il superamento del lutto, invece l'ennesima cattiva notizia mi ha devastata.
In questo caso è una malattia che dura anni, direi decenni, lenta che logora e peggiora invece di migliorare.
Una cosa che si sa, si attende, ci si aspetta.

Ma non si è mai pronti.

Non ci sono momenti migliori di altri, o parole più giuste di altre: non si è mai pronti a sentirsi dire: "sta andando, non lo vedrai più".

Si pensa di avere tempo per tutto: lo farò domani, lo sistemerò domani, ci parlerò domani, lo bacerò domani, gli chiederò se serve aiuto domani.
Domani
domani
domani.

avrò tempo prima che arrivi il temporale.

E invece il tempo non basta mai.

Quanto mi mancano le persone che mi hanno lasciato per sempre?
In questo momento mi mancano infinitamente: per gli occhi che non vedrò, per le parole che non mi diranno, tutto quello che non potrò condividere.

Venerdì santo sono finita in pronto soccorso.
Dall'autoradio, in macchina con Marito, è partita la nuova canzone di Cesare e mi sono messa a piangere, perché non l'avevo ancora sentita e quando era uscita "il comico" nel 2012 l'avevo sentita per la prima volta in macchina con marito in direzione ospedale per il ricovero per Crohn.
Ho pianto, perché sono in un periodo in cui mi risulta difficile scendere a compromessi con la mia malattia e con tutto quello che comporta e invece si torna sempre lì.

All'equilibrio da mantenere, al cerone per nascondere le pieghe del volto crepato, al domani che ci chiama e ci promette che ci sarà ma che in realtà è un bugiardo che non dice se ci sarà esattamente proprio per te.

Ama adesso, vivi adesso e blablabla, quando leggevo cose come questa mi sembravano cose belle ma anche un po' "sciocche". E invece l'adesso è l'unico momento di cui veramente si può avere certezza.

Perché è adesso che ho una vita da vivere, anche nel dolore, ma da vivere tutta.
E non aspetterò domani per dire alle persone a cui voglio bene che le amo.

Non cambierà niente, infondo, non è che le perdite saranno meno dolorose, ma almeno non starò chiusa in una stanza, seduta su una sedia, addolorandomi per tutto quello che avrei potuto fare e dire e abbracciare e che invece non ho fatto
perché
credevo
nel domani.

17.2.15

Cosa

Cosa ho imparato da te?
Cosa mi  hai lasciato?

Ho una valigia piena di nozioni e di modi di fare.
Ho uno scaffale con le tue ricette e le tue risate.

Ho labbra che sanno fare silenzio, quando necessario.
Oh!! Quanto è stato difficile impararlo!!
"Tacere Tacere Tacere.
E il momento del riscatto arriverà!"
Quanto dannatamente avevi ragione...

Ogni volta che lascio carte in giro per l'ufficio, alla sera, sento la tua voce che mi ammonisce "non sei abbastanza ordinata!" e a costo di fare tardi, torno indietro a mettere a posto, che "del doman non v'è certezza" e tu più di ogni altro l'hai ben dimostrato.

Mi hai lasciato ricordi felici.
Tanti ricordi felici.
Tante piccole sciocchezze, che quando le penso fanno ridere me e quelli a cui le racconto
e lasciano in bocca un dolce sapore di ricordo
e non quello amaro dell'abbandono.

Ci sei e ci sarai sempre.
E forse, quel senso di vuoto che sentivo oggi,  quella voragine stretta e sottile, non era davvero vuoto, ma la tua presenza che mi si è piantata nel cuore, e ha messo radici nel fondo più profondo, insieme agli affetti che ho già perso, insieme ad altre memorie leggere.

Lacio Drom


2.8.13

Il mio nome in tutte le lingue del mondo

Quasi un anno dal rientro - fisico - dalla maternità e dalla malattia.
Sto ultimando di corsa le ultime incombenze contabili: ultimo giorno prima delle ferie estive.

In questi mesi vorticosi, noncelafaròmai-daichecelapossofare-forsecelafaccio, ho conosciuto nuove persone e ho sentito chiamare il mio nome con gli accenti del mondo. Sorrido, ogni volta che cercano di chiamarmi in Italiano ma con l'inevitabile accento francese, tedesco, russo, portoghese brasiliano: la verità è che vorrei sentirmi chiamare con l'equivalente del mio nome nella lingua straniera del mio interlocutore. Vorrei sentire il mio nome in tutte le lingue del mondo, perchè l'Orsa che tratta con i tedeschi non è la stessa che tratta con i Russi e non è la stessa che tratta con gli Italiani.

Pensandoci bene,
con il mio vero nome,
non mi chiama praticamente nessuno.

Allora, forse, ragionando, il vero problema è questo: il mio vero nome è qualcosa di così intimo e privato che sentirlo usare da persone - non così intime - mi lascia in sospeso.


Di certo, non mi aspettavo un anno così ricco di tutto.

Buone vacanze!

23.3.11

Arrivata la primavera, con le sue albe [e i risvegli troppo presto, dannate persiane] e i fiori e il calduccio del sole....
...arrivata l'allergia!!!

Santo cielo.
E' tutto il giorno che mi lacrimano copiosamente gli occhi e mi cola il naso.
Poco fa ho dovuto spiegare a un fornitore che era tutto ok, e non mi è sembrato convintissimo...

Un attimo di tristezza si è abbattuto su di me: possibile che non riesca a fare una settimana intera senza affanni?

La piccola, là sotto, deve avermi sentito...e con una delicatezza che non è sua in questi giorni (calcia come una diva del rugby!), mi ha dato qualche piccolo colpetto, dolce, quasi una carezza...

...Almeno adesso lacrimo per altro...

2.3.10

pensieri

Amico mio,

l’altro giorno mi hai chiesto a cosa serve Amare.

Serve per non cadere continuando a girare ballando.

Serve per avere un muro meraviglioso lungo il quale appoggiarsi nelle fredde giornate di sole invernali.

Serve per essere liberi, perché è avere una Patria in cui credere, per cui combattere, insieme alla quale vivere, alla quale ritornare e per la quale scegliere di fare tutte queste cose.

Il problema (e la fortuna) è che queste cose che ti ho scritto funzionano solo se le si fa in due.

Altrimenti perderai il tempo ballando rischiando di cadere.

Altrimenti il muro ti sporcherà la giacca di fango e tu ti arrabbierai.

Altrimenti la Patria da raggiungere sarà inavvicinabile per via dei gorghi lungo le coste.

Capitano comunque dei giorni così, anche nei grandi Amori. E magari non sono “giorni”, ma diventano settimane e magari mesi.

Mesi in cui stringerai di più l’altro per guidarlo e non cadere.

Mesi in cui starai distante dal muro, ma sempre vicino, sempre al suo fianco.

Mesi in cui resterai con la tua barca al largo delle coste della tua Patria e ti accontenterai di sentire il rumore dei flutti lungo le sue coste.

Amare ti serve per capire anche quando dire basta.

E allora? Forse che non sei un ballerino o il muro era semplicemente cartongesso che non reggeva il tuo peso? No, forse semplicemente non era la tua Patria.

O forse non sei stato riconosciuto tu come Patria. E in questo caso, anche se fa male e tanto, non ci puoi fare molto.

E Amare torna a fare male come la corda delle vele che ti taglia le mani per andare in contro a un nuovo vento.

31.3.09

mareeeeeh

Un malefico amico, mi ha mostrato un paesaggio marino di indescrivibile bellezza.
Uno di quelli che, mentre lo guardi,hanno il potere di farti sentire
il lento sciabordio delle onde,
l'odore della crema solare appena spalmata,
l'odore del pranzo al sacco sotto l'ombrellone,
il colore vivace dell'ombrellone stesso.

E ora,
guardando fuori dalla finestra,
anelo l'estate ....

*sigh*
*sembra ancora autunno*

17.11.08

ritorni

Sono in un periodo "un pò così" della mia vita.
E non state a ripetermi che ciclicamente queste cose tornano, perchè lo so da me.

Sono tre giorni che vorrei scrivere un post e ho il blocco.
Vorrei scrivere una e - mail a Giorgia e ho il blocco.
Vorrei scrivere una lettera a mia cognata lontana e ho il blocco.

E che noia! "Il blocco", "il blocco!", neppure fossi un lucchetto o un pc con il sistema operativo infettato da un virus.

La verità è che mi sembra di non avere pieno possesso delle parole che uso: mi sembra di non saper spiegare davvero quello che sento, quello che sto provando, senza risultare monotona, e piatta.

Forse questo mi accade perchè insieme ai problemi digestivo-intestinali che mi sto portando dietro da mesi, allo stesso modo non so più metabolizzare le emozioni e trasformarle in parole e sapori: mi manca questa cosa. Oggi ho bevuto un sorso di Inferno vendemmia 2000 e mi ha solleticato il palato gorgogliandomi in gola "sono come..." ma si è perso nei meandri del mio esofago, nascosto dal rumore del cuore e da quello della cassa toracica prima che potessi capire la fine della frase.

Eppure accanto ai "disastri" della vita, sto vivendo anche cose belle, intense e piacevoli, non posso certo dire che la mia vita è solo un enorme scatolone nero!

Ma qui non è più questione di positività, è questione di diventare realisti, rimboccarsi le maniche e scavare fino a trovare la luce dentro questo dannato tunnel. L'ho fatto altre volte.

Speravo di aver smesso.

30.6.08

pensieri a stomaco vuoto

Cinque giorni.
Ho dentro un silenzio carico di emozioni chiare e scure che cozzano tra loro generando temporali.

E' stato un fine settimana denso di sentimenti contrastanti tra loro:
la felice curiosità dell'arrivo della lista nozze, la stanchezza del pulire tutto;
la gioia di una domenica mattina insieme ad Orso, la malinconia di un saluto;
la gioia del vedere la casa che comincia ad assumere forme vive e vere, l'arrabbiatura nera per un evento non calcolato;
la serenità di un boccale di birra e degli amici accanto, lo sconcerto per una pioggia che pare accompagnerà davvero il cinqueluglio.

Non sono montagne russe questa volta, solo rettilinei di ombra-sole.

Ma se si va oltre l'Amore, se davvero si va oltre a questo, tutto il nero perde la sua valenza negativa e assume positivamente l'idea che anche il nero è positivo per dare maggior risalto al bianco.

Vado oltre all'Amore.
Mi sposo perchè vado oltre alle farfalle nello stomaco, oltre agli occhioni a cuoricino, oltre alle coccole coccolose.
Mi sposo perchè c'è altro e quest'altro ha le fondamenta solide anche laddove l'Amore potrebbe perdere di stabilità.

Non mi sposo senza Amore eh!
Però ho cercato di puntellarlo bene...

17.1.08

Le stagioni del sole

Guardo il mare e penso.
Penso che sono anni belli nonostante tutto quel nero che a volte compare.
Che mi mancheranno queste "stagioni del sole".
Penso che voglio godermele davvero a pieno.
Viva.

La pioggia di questi giorni lunghi, ha lasciato il posto a un sole che aveva il sapore di una primavera in arrivo e a me è venuta voglia di mare.

Allora guardo questo quadro e anche io mi siedo.
E guardando il mare
penso
per poi alzarmi e ripartire




14.1.08

Negroamaro

Intenso profumo di terra bagnata dalla pioggia: delizioso ricettacolo di ricordi.

Ti aspetti anche di ingoiare una di quelle zolle e invece ti sorprende con una leggerezza impensata, che scompare una volta inghiottito.

Tra un calice di Negramaro e un risotto al Valpolicella (odio la panna a mantecare il risotto, ma con che cosa avrebbero potuto togliere l'acidità del mio vinodelcuore?), stanotte ho fatto ancora sogni in tecnicolor, in netto contrasto con il grigiore mattutino.

[Edit: grazie a Orso per le correzioni e per questa curiosità: l'origine del nome Negroamaro non è altro che la ripetizione della parola nero in due lingue: niger in latino e maru in Greco antico. Insomma, il nero ritorna sempre!]

21.12.07

yeeeeah!

Questa settimana, come mi sono già ampiamente premunita di dire altrove, è stata una settimana di corsa: sembravo una maratoneta. Probabilmente il lato positivo di questa cosa è che qualche chilo l’avrò perso [visto e considerato che non è un eufemismo il “di corsa”], arrivando preparata ai pranzi e alle cene dei prossimi giorni.

Oggi solstizio d’inverno e qui da me è il giorno più caldo della settimana [se non si considerano i lati esposti al nord]: auguri!

Natale si avvicina e con lui, anche la proclamazione dei vincitori del concorso “diventa mio testimone di nozze” per i quali sono in palio ricchi premi e quella cosa tipica che si dice in seguito ma che non ho idea di come si scrive.

Dico, testimone di nozze di un’Orsa.

Ragazzi il 2008 si prevede intenso e pieno di colore!

Per chi crede auguro un ottimo Natale.
Per chi non crede, o crede ad altro, auguro tanta serenità.
A tutti, auguro che questi giorni “ottimi” e “sereni” si moltiplichino esponenzialmente per tutto l’anno a venire!

19.12.07

aiuto

Sono giorni di pura corsa.
Il tempo per se è pari a una cifra negativa e prossima allo zero assoluto.

Però sono viva e ho un Orso che mi Ama.

17.10.07

di febbre in arrivo e di febbre che fù

Si, oggi è mercoledì.

Un mercoledì che è scivolato lento lento, come se invece di tendere allo zero, l'attrito tendesse a un numero più alto.

E' mercoledì e io sono in devasto.
Lavoro, problemi-mensili-d'Orsa, febbre che piano piano sta prendendo il sopravvento su di me, con un lavorio lento e certosino, pronta ad intaccare ogni cellula, ad azzerare ogni Newton di forza, a vegetalizzare ogni minimo istinto.

Tornando a casa questa sera recupererò del passato di verdura e poi a letto: neppure Gregory [ndr, dott. House] riuscirà a farmi stare alzata più delle ore 21:00.

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Questa sera vorrei le coccole da te che sei ancora lontano, quelle coccole all'Orsetta ammalata che sai farmi solo tu, che mi fanno stare tanto bene...

Ricordi quando m'è venuta l'otite e non riuscivo a mangiare e mi hai tagliato perfino la pesca a pezzettini piccoli, perchè facessi meno fatica e poi hai finito con l'imboccarmi? Devastata a letto con 40°C di febbre e piangevo come una fontana perchè mi volevi bene...


Nel delirio, credo che sia stata quella volta che ho capito di volerti al mio fianco davvero per tutta la vita...

6.9.07

Miserere, misero me, però brindo alla vita!

Il vento mi scivola di dosso in questi giorni, sollevando in aria un polverone di ricordi e domande rimaste a lungo e tutt'ora senza risposta.

Anche il Lucianone se ne è andato
e il ricordo di pezzi d'arie d'opera è ofuscato dalla canzone cantata con Zucchero, che fa parte del "cd-da-viaggio" a me tanto caro.

Ne ricordo ogni pausa, ogni accordo.

E mi ricordo, bambina, urlare a squarciagola parole che non capivo esattamente cosa significassero, quando questa canzone era uscita... Lo scalpore, la novità, l'innovazione, il sacro e il profano.


"Se c'è una notte buia abbastanza
Da nascondermi, nascondermi
Se c'è una luce, una speranza
Sole magnifico che splendi dentro di me
Dammi la gioia di vivere che ancora non c'è"

Zucchero - Miserere

27.7.07

di pizza calabra e di altre amenità

Qualcuno s'è preoccupato per la malinconia degli ultimi post.
Carissimi, succedono anche cose belle in queste giornate eh, ma il nero ogni tanto prende il sopravvento nella scrittura!!

Orsa sta bene, è che si affeziona troppo alle persone anche quando non è necessario!

Vorrei essere già in ferie, ma devo pazientare ancora una settimanina...

Inoltre Vi comunico che odio ufficialmente la siepe della casina... L'ho potata di brutto sabato scorso e ora sarebbe già da risitemare! Ma vi rendete conto?! Cresce come un'ossessa! (hehe... *risate di sottofondo e pensiero stupendo* sarà perchè si trova bene...)

E, ciliegina sulla torta, abbiamo problemi a casina con l'uvettone della casa accanto e un merlo che si diletta a usufruire del pavimento del nostro magnifico portichetto come bagno pubblico con grande ribrezzo nostro e delle lucertole che l'avevano adibito a solarium pomeridiano.

So che non si dovrebbe, ma spesso viene più facile scrivere post neri neri che post allegri e senza quasi nessun significato come questo... Ma la Taverna mi serve anche per queste cose: rinchiudendoli qui i miei neripensieri riesco a metabolizzarli e a viverli meglio, facendoli tornare colorati.

Mi resta solo una perplessità: perchè mi ostino a mangiare la pizza con il salame piccante se poi so benissimo che il mio intestino non la gradisce particolarmente??

25.6.07

domande

Il teatro è andato anche quest'anno.
Ma quest'anno ero solo mastro di luci e audio (e non è stato tutto rose e fiori...).
Ci sarebbero da dire molte cose, ma l'ho presa con filosofia e, soprattutto, oramai è andata. Niente latte versato su cui piangere.

Il tempo qua fuori è apatico.

Qualcuno scrive:
per rinascere bisogna morire, ma quante volte?
e a me viene da rispondere:
chiedilo al chicco di grano, che lo fa ogni anno.
mi dicono non sia una risposta molto allegra, anche se credo dipenda tutto da cosa si intenda per Rinascere e Morire.
Il giorno rinasce dopo la notte e noi si rinasce dal torpore del sonno.
Se si resta insonni, non ci si sente forse stanchi come vecchi?
Bisogna rinascere e morire ogni giorno, per dare vita a qualcosa di nuovo, per non cadere nell'abitudinarietà, per stupirsi sempre delle cose.

Anche se fa paura.
Anche se ci si vuole sentire sempre
vivi.

21.5.07

Amarezza

Cerco e non trovo la via...
Ogni data mi sembra uguale alle altre e senza significato...

[Edit: Tu... siamo Noi a dare il senso alle date... a dargli l'essenza vera, l'Amore, la Pienezza... ancora una volta trovare il lato buono del nero]

10.5.07

stavolta il nero è non dormire...

Ieri sera ho visto questo film e non sono riuscita ad addormentarmi prima delle 3:00 a.m. (complici in un secondo tempo i cani e i gatti del vicinato). E pensare che guardo il dott. House o CSI e nonostante i morti, le malattie e le persone squartate, riesco tranquillamente ad acciambellarmi nel mio giaciglio e tirare tranquillamente mattina. Erano ricordi sfocati di una adolescenza passata (si parla di fatti di 10 anni fa), che in tutto questo tempo se ne erano stai buoni in disparte sicuri che, prima o poi, avrebbero avuto il loro momento di gloria.

Erano ricordi belli e sereni.

E’ quello che deve avermi inquietato, credo. Perché quando mi ricordo qualcosa di quel periodo, anche se è un ricordo bello e piacevole, finisco sempre per attaccare pezzi al ricordo in se, precedenti o successivi che fanno sì che cancelli il buon sapore del ricordo dalla mia attenzione, perché a rovinare qualcosa si fa più in fretta di quello che si crede.

Erano, invece, tutti ricordi belli e sereni.

Una passeggiata sotto la luna,
una serenata sotto le stelle
e il forte ricordo dell’incredibile sete di vita che avevo allora, così diversa da quella che ho adesso…

Ho potuto attentamente analizzare perché certe persone mi avevano amata, anche se non dimostravo certo grazia e bellezza appariscente e perché altri invece, proprio fermandosi a quei due aspetti, non hanno mai saputo davvero chi io fossi.

Niente rimpianti.

Solo “presa di coscienza” e voglia di un caffè.

[tanto per stare in tema, buon compleanno F.. E sappi che mi ricordo ancora la data giusto perchè cade un mese esatto dopo il mio]

9.5.07

il lato positivo dell'allergia

Il sapore di un respiro profondo
libero
e a pieni polmoni...

Avevo scordato quanto fosse rassicurante
e ricarica-batterie...