Visualizzazione post con etichetta Stanchezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stanchezza. Mostra tutti i post

16.5.16

oggi mi sento un numero

Mi sono svegliata male, oggi.
Un piccolo seme di malessere, cresciuto con i chilometri e il traffico, ed esploso con la colazione ritardata e tante piccole sciocchezze, divenuto una gigantesca pianta di senape biblica.
E io odio la senape.
Nel pomeriggio sono arrivata a pensare da cosa deriva questo malessere: “mi sento un numero” ho pensato, mentre una vocina dentro di me sogghignava chiedendo “e che numero sei?”.
Sicuramente un numero dispari, ho pensato. Non generosamente divisibile per intero, quindi dispari.
Un bel 7 così spigoloso e irritante. Numero primo. Non mi è mai stato molto simpatico. Probabilmente sono un 7.
Ma anche un 8, anche se non è dispari, mi rappresenta molto, con quelle pance… un otto sdraiato, che diventa un bell’infinito, un bell’ “eterno ritorno” che rovista sempre nella mia vita e ancora e ancora.
Forse un 9, raggomitolato su se stesso e un po’ triste (anche se mi è sempre stato simpatico).
Probabilmente un 1. Solo. Tanto solo. Per sua scelta e per scelta degli altri.
Oggi va così. Mi sento un numero. Per la precisione, il 7.891.
La vocina è esplosa in una fragorosa risata.

Almeno lei.

29.4.16

Sono due giorni che ti penso, Anna.
Mi sarebbe bastato dirti: "Anna, quattro." E tu avresti capito.
E non mi avresti detto
"ma tu perché pensi a questi anniversari?"
"la vita va avanti, perché pensi a queste cose?"
"ancoooooooraaaa??!"

No.

Mi viene in mente tutto quello che non mi avresti detto, ma faccio fatica a pensare a quali sarebbero state le tue parole.

Tolgo frasi appese alla bacheca, che non rappresentano più il mio "adesso"; faccio spazio vuoto a frasi che verranno.

Tu resti,
gioiello prezioso della mia vita.

Mi manchi.

25.2.16

C'è una cosa di cui non ho parlato, ma è arrivato il momento di farlo.
Questa immagine mi è rimasta dentro e mi scava, lentamente; salta fuori dopo le giornate dure, quando in macchina mancano ancora 30 - 40 minuti ad arrivare a casa e la notte è buia e io non ce la faccio proprio più. Allora salta fuori la tristezza, che chiama con se ricordi tristi, che escono rapidi e in sequenza, come se si fosse aperto il loro personale "vaso di Pandora".

E quando la stanchezza è tanta e la tristezza inzuppa tutto il cuore, allora ricompare quell'immagine.

I primi di settembre, la sera dopo il matrimonio di amici, la corsa verso l'hospice, la zia morta.
Ma non è questo.

Le decisioni da prendere, la scelta dei vestiti, la razionalità che mi guida.
Ma non è neanche questo.

L'attesa, lunga, lunghissima in corridoio per gli ecg obbligatori, la stanchezza della giornata, il silenzio della notte, il saluto nella camera mortuaria.
E non è neppure questo.

La stanza vuota illuminata a giorno, rispetto al corridoio semi buio, che appare dalla porta socchiusa.
Il letto già senza più lenzuola.
E soprattutto,
la finestra aperta.

Eccola.

La finestra aperta, col vento gelido di quella notte che spira in tutta la stanza, che fa roteare e muovere vorticosamente le tende.

I pini che urlano alla loro maniera, con le fronde.

Il vento che corre forte, fortissimo, e sembra risucchiare via le anime di chi non c'è più e che sconvolge l'esistenza a chi c'è ancora.

Quell'immagine lì, che mi ha fatto fermare e dire "se ne è davvero andata".
Quell'immagine lì mi perseguita.

Perché in quella scena vorticosa, non c'è solo mia zia, ma mi appaiono tutti gli altri che non ci sono più e che mi mancano e quando sono triste, li sento ancora di più.

7.9.15

Mai più e per sempre

Sabato è stata una bella giornata.
Un blog-versario felice, un matrimonio di amici a cui mi sono divertita molto.

E poi.

E poi la chiamata che sapevi prima o poi sarebbe arrivata: la zia terminale che se ne è andata a poco più di due mesi dalla diagnosi.

E allora ti togli l'abitino corto, i tacchi, le forcine, il trucco e infili i jeans, le scarpe da ginnastica, il felpone pesante e un mollettone nei capelli e vai. E niente trucco, che non servono più maschere ma solo facce vere, libere di piangere e mordersi le labbra se necessario, senza il pensiero di sporcarsi di nero e rosso vivo.

E la tua presenza richiesta tra le righe, timidamente, è accettata e diventa parte importante.
Perché ti trasformi nell'Orsa che sa che non può dare spazio ai sentimenti cupi, perché c'è bisogno di qualcuno di freddo e razionale e lo diventi, automaticamente: fredda e calda insieme, come i tuoi occhi. E agisci. Anche se sei la più "piccola", agisci.

E il Nero non ha spazio, e insieme alla razionalità compare anche la serenità di una malattia senza sofferenza se non nelle ultimissime ore sedate dalla morfina, di un riavvicinamento sincero di tutti i nipoti, senza secondi fini.

E poi la visita delle persone e i "non voglio vederla, dopo non dormo di notte. Voglio ricordarmela com'era" e i "non sono andato a trovarla perché pensavo solo di disturbare e che non avesse piacere" (mi chiedo su che basi) e la mia faccia stupita, e il loro imbarazzo.

E i ricordi, i tanti ricordi di quella casa, dalle piastrelle ai quadri appesi, allo zucchero macchiato di caffè e acqua frizzante di quando ero una nanina poco più grande dell'Orsetta.

E ora, un piccolo seme di dolore si apre.
Ora, oggi, pensando ad Anna, ad O. e a mia Zia, ultima di un elenco sempre più lungo.

Sento il bisogno di un sigarillo, per sputare fuori con il fumo questo male, o per anestetizzarlo, o per fare finta che non ci sia.

Ma resto qui, sconclusionata, ad attendere l'onda grossa che arriverà, ne sono certa e spero questa volta di riuscire a non affogare.

16.6.15

Dimenticare la cartelletta con tutta la propria storia clinica.
Dimenticarla nella farmacia di fronte l’ambulatorio dell’ultima visita in cui ti hanno confermato che sì, sei cronica al quadrato e che sì, sei cronica “strana” che a noi la normalità non piace.
Accorgersene solo perché quelle anime pie della farmacia se ne accorgono e ti telefonano dopo 3 giorni che per grazia ricevuta ci deve essere stato il tuo numero di cellulare da qualche parte lì dentro.

Come lo vogliamo chiamare?

Arteriosclerosi o Rifiuto del riconoscersi come malato?


Adesso ci rido e mi do della “cronica al quadrato”. Ma al momento, scoprire che al mio sistema immunitario oltre che il mio intestino fa schifo anche la mia pelle non è stato molto piacevole…

29.1.15

Puccettino

E' comparso ieri.
Saltellando, nel prato, e spingendosi poi, tutt'altro che pauroso, vicino alla finestra del soggiorno.
Questa mattina l'ho salutato, aprendo la persiana, mentre stava facendo colazione con delle golose bacche rosse.
A mezzogiorno è venuto a tenermi compagnia alla finestra della cucina mentre cucinavo.
Ecco, mi ha rapito il cuore.

Puccettino.

M'è venuto da chiamarlo così,
è un pettirosso di quelli che non vedevo da anni, che mi riportano indietro ai tempi della mia fanciullezza, quando mio padre vangava nell'orto e per tutto il tempo un pettirosso aspettava paziente di trovare tra le zolle di terra un succoso vermiciattolo. Quante volte avrei voluto avvicinarlo! Mai, mai, mai stato possibile. Gli facevo paura.

In questi giorni di febbre da cavallo che ha colpito tutta la famiglia Orsi, Puccettino è un simpatico intermezzo tra un aerosol e una tachipirina.

******************************************************************************

Mesi di silenzio.
Mesi pesanti duri e dei quali faccio fatica a parlare.
Ma si riparte, si ricomincia, si va.

19.6.14

Lungo la via

Questo è un post che serve prima di tutto a me.
E' un post pacco, sappiatelo, ma devo riorganizzare le idee e il cuore e questo è l'unico modo che conosco per farlo, perché parlare della malattia... non è semplice farlo con tutti e far capire esattamente dove è il nocciolo del problema.

Prima c'è stato il pre fiera.
Con l'eccessiva ansia sfociata in un accenno di Crohn e in una forma di dermatite.
Poi il Crohn l'abbiamo messo a tacere, per fortuna, ma la dermatite resta, tutt'ora.
Poi la cistite.
E il 2° accenno di Crohn causa farmaco per la cistite.
Forse ho sedato anche quello.
Forse.

Però nel frattempo non ho ancora chiamato il ginecologo per la visita annuale.

Però nel frattempo mi sono scordata la visita dal mio gastroenterologo prenotata un anno fa.
Tutte le sue visite mi sono state spostate 1 settimana prima perché doveva partecipare al tal convegno o perché aveva un turno che non concedeva spazi, e così non l'avevo neanche segnato.
Visita persa.
E non ho ancora richiamato.

Ah sì, nel frattempo non ho neanche ancora fatto gli esami del sangue che sono diventati semestrali.
Perché ho paura di avere gli esami sballati,
perché non voglio cambiare cura e prendere il farmaco biologico + immunosoppressori.
Perché ho paura di essermi giocata...

..di essermi giocata la possibilità di cercare un altro figlio.

E il nodo è qui eh.

Quello stronzo dell'orologio biologico che chiama, che urla nelle orecchie e che sta diventando sempre più difficile sedare.
Quel tarlo che rode dentro della voce di quella stronza di dottoressa che mi disse, quando ero ricoverata "gente come lei, con la sua patologia, non dovrebbe neanche pensarci a mettere al mondo dei figli".
Quelle domande a cui non so rispondere: dopotutto 1 ce l'hai, è giusto andare a "sfidare la sorte"? E se poi stai di nuovo male? E se fai del male a chi hai nel pancione? E se gli trasmetti i tuoi mali? E soprattutto: e se poi non arriva?

E' tutto questo che non mi fa cercare un ginecologo che sia disposto a tenere una donna Crohnica che vorrebbe cercare un figlio (sì, perché non pensate che tutti aprano le porte felici eh).
E che mi fa negare che ci sia qualche problemino di salute.
E che mi distrugge l'animo e il cuore.

Sono stanca di fare terapia tutti i giorni.
Sono stanca di stare attenta a tutto quello che mangio.
Sono stanca di dover scendere a compromessi per tutto.
Sono stanca di essere una malata cronica.

Anche per me non c'è una guarigione, ma c'è un "per tutta la vita".
Non ho una battaglia da vincere, ma un cammino da continuare finché sarà possibile.

Un cammino che non posso permettermi di abbandonare.

Però,
permettetemi,
oggi sono davvero stanca,
di quella stanchezza, che non si può spiegare se non la si è provata.


12.2.13

Post di autocommiserazione

Invece di essere a casa con mia figlia, la mia perla preziosa,
che ha la febbre da domenica sera,
che sembrava scesa ed è tornata prepotente
che ora è sopra i 39 e quel che mi ha dato la pediatra non le fa nulla
sono a lavorare.

Senso di inadeguatezza, di sbagliato, di ... di...

19.12.12

Strade gelate
e cuore ghiacciato.

Una volta almeno avevo "gli occhi di ghiaccio e il cuore di terra".


"ci vuole pioggia

vento
e sangue nelle vene
e sangue nelle vene
e una ragione per vivere
per sollevare le palpebre
e non restare a compiangermi
e innamorarmi ogni giorno ogni ora ogni giorno ogni ora di più
di più"

10.12.12

E quando

E quando Pdor decide di starsene tranquillo nei (miei) nostri metri di intestino.
E quando prendo 1 giorno di malattia per poter stare a letto per curare questo mega raffreddore sinusale per il quale non posso prendere nulla (causa Pdor).
E quando tutto sembra andare a posto,
dopo 10 giorni di Polla - Antibiotico,
dopo 10 giorni di Polla - Aerosol,
dopo averla sfebbrata nei primi 3 giorni e pian piano averle fatto riacquistare l'appetito,
dopo
soprattutto,
essere - quasi - riusciti a farle sparire i crepitii dai polmoni.

Ecco, è quel "quasi" il problema.

Perchè è quando "quasi" le cose sono a posto che va un pò tutto a rotoli.

12 ore senza copertura di antibiotico.
12 ore.

E' tornata la febbre,
alta,
fastidiosa,
da inappetenza.

- scusate eh -

Emacazzo.
...............

Attimo di incazzatura, paura enorme, angoscia.
Poi ci si rimbocca le maniche, si somministrano tachipirine e coccole, si sta svegli questa notte.

Ma vi scordate che io prepari anche solo il menù di Natale.
Non ci voglio nemmeno pensare.
Neanche lontanamente.
Neppure l'idea di festeggiare tutti insieme.
Non me lo permetto proprio di sognare.

16.11.12

Stanchezza

C’è un po’ di stanchezza nell’aria, dovuta al mese-e-passa di “calvario” per l’Orsina che ogni settimana porta a casa dal nido tanti bei germini nuovi. Germini che poi in un modo o nell’altro attaccano voracemente il suo papà Orso e infine anche me, con la differenza che io non posso prendere niente di niente a causa del simpatico Crohn. Così è una settimana che alterno raffreddore-sinusale-massiccio a tosse-senza-fine e ultimo di un paio di giorni CONGIUNTIVITE. Caspita, capirete la “stanchezza”.


Mi sono trovata a guardarmi allo specchio invecchiata.

E no, non insultatemi, perché comunque i 30 li ho superati e non posso permettermi più di “trascurarmi” per qualche tempo come facevo prima: la pelle del mio viso, una volta così remissiva, ora urla vendetta e si raggrinza come le migliori novantenni a spasso per le vie del corso imponendomi lunghi ed estenuanti trattamenti per riportarla a una normale elasticità e lucentezza. Colore neanche a parlarne: pallida ero, pallida resto di base.

Ho visto per l’ennesima volta cambiare in modo radicale il mio modo di vedere alcune cose, vedi ad esempio il concerto del post precedente: quando ho letto i costi allucinanti del biglietto mi sono detta che, oggi come oggi, non li avrei mai spesi per un concerto. So che potrebbe essere un “regalo” che mi faccio, ma considerato che si va tra i 50 e i 92 euro più la prevendita e che se vai a un concerto così mica puoi essere all’ultimo anello dello stadio, spendendo sì la cifra più bassa, ma non vedendo niente o quasi, ho cominciato a pensare che avrei potuto regalarmi un maglione. O una borsa. O quelle scarpe che mi piacciono tanto. Insomma, tutte cose che poi mi resterebbero per più di una sera e che sarebbero materialmente più utili di un ricordo. (Senza considerare tutto quello che potrei comprare all’Orsina con quei soldi…)

Dove sto andando? Sono piombata in una fredda razionalità che non mi consente più di sognare qualcosa. O forse sarebbe più giusto dire che non mi consento più di sognare una cosa al punto da desiderala così tanto da cercare di averla a tutti i costi. Mi sono autoimposta inconsciamente questo blocco e non so neppure dire il perché. Sognavo una festa di compleanno che non c’è mai stata prima per la salute malconcia, poi perché infondo interessava solo a me. Sognavo un Natale con “tutte le famiglie” della “mia famiglia” (leggi genitori, fratello & suoceri) e trovo tutti i “se” e i “ma” di alcuni invitati che mi fanno quasi desiderare di restare sola con marito e Orsetta e stop. Non mi permetto neanche di sognare qualcosa per il prossimo 5 luglio che segna il 5°anno da orsa-moglie perché ho paura che tanto poi non si possa realizzare.

Ho perso la fiducia nei sogni e non me ne vanto.

Forse è tutta colpa della colon e dei risultati delle biopsie che andrò a ritirare lunedì pomeriggio.

Forse è tutta colpa di un 2012 veramente molto impegnativo che si sta rivelando molto intenso anche sul finale.

Forse è solo l’autunno che avanza e io sono solo un’Orsa.

Un’Orsa grigia e appannata che guarda dalla finestra e resta in silenzio.
Almeno per un po'.


26.10.12

la simpatica colon del giovedì

Come è grigia la mia Brianza oggi.
Un grigio stanco, asfissiante, terribilmente opaco.
Puoi lavorare in un ufficio con le pareti bianche e arancioni, con una officina con macchinari verdi e gialli.
Puoi indossare calze a righe di caldi colori autunnali e un maglione color ciclamino.
Puoi fare tutte queste cose, ma quando la Brianza è così grigia, mi ingrigisce anche il cuore.

Forse è per l'anestesia di ieri, che si è aggrappata al cuore oltre che alle membra, e mi ha portata in un gorgo scuro, nero e denso fatto di spossatezza, zero volontà e zero appetito (dannata preparazione alla colon. ho perso 2 kg di liquidi in 1 gg e mi ha tolto la voglia di mangiare).

Forse è che l'inverno incalza l'autunno (anche se mancano ancora quasi 2 mesi) e io sono in "fase letargica".

Forse è solo che è venerdì e che sono un pò giù per la colon.

E' che speravo, innanzi tutto, che con l'anestesia (non la totale) non avrei provato alcun dolore. Invece...
E' che speravo, dato quanto stavo bene, di trovare un intestino perfetto. Invece ci sono tratti ancora malati.
Lo so che sono passati solo 5 mesi dalla dimissione e dall'inizio della terapia, ma, come si dice, uno ci spera sempre. So anche che prendo solo Mesalazina e che risultati del genere per il tipo di terapia che faccio sono fantastici (data la situazione che avevo).

Adesso aspettiamo i risultati delle biopsie, ma ci vorrà quasi un mese.

Ecco, quello che cercherò di fare, è che non sia un mese solamente grigio.

11.9.12

Ho la testa piena di pensieri.
Mentre i giorni scivolano via veloci e mentre continuo a correre la mia maratona personale quotidiana su zeppe nere o color oro, si accavallano fatti, notizie e sentimenti.

Domani ho l'ennesima risonanza magnetica addome completo, con simpatico beverone da buttare giù.
Qualcuno vuol venire a cantare la simpatica canzoncina: "E bevilo bevilo bevilo!E bevilo bevilo bevilo!" ? Magari aiuta!

La verità è che sono un pò stanca di tutti questi esami.
Quante volte l'ho già detto?
* monotona e ripetitiva *

Ho bisogno di "un orizzonte da inseguire" che non diventi l'ennesimo tentativo di scappare dalla realtà dei fatti: sono "malata", devo stare sotto terapia, se faccio abbastanza la brava non avrò grossi problemi.

Se vi capita, domani, verso le 08.00, pensatemi, così, per simpatia.
Mi sentirò sicuramente meno sola brindando ad ognuno di voi con la caraffa del mezzo di contrasto.

30.5.12

in viaggio

Cammino, cammino.
Mi sforzo di camminare ogni giorno, anche se non mi va.
Stringo i denti, non guardo la strada alle spalle.

Cammino, cammino, cammino.

Poi succedono dei giorni che mi fermo.
I piedi non vanno, le gambe cedono, le spalle sono stanche.

E sono vuota.

Mi fermo, mi sdraio sul sentiero polveroso e di sassi
e non guardo neppure il paesaggio, sono ad occhi chiusi.
E la fronte mi gronda di sudore, il respiro è affannoso.

Fatica.

Oggi sono davvero stanca.

Passerà.

17.5.12

Tornata.
Ohssenehodicosedadire...

Datemi un pò di tempo.

E comunque, 51,3 kg.
12,7 kg in 3 mesi.
Paura.

17.4.12

essenza di arancia amara

Siamo arrivati a una diagnosi.
Dopo un w end tremendo conclusosi in pronto soccorso con la convinzione di un ricovero e invece trasformatosi solo in una lunga attesa, dalle 18.15 alle 01.30 di notte.

Diverticolite.
E la febbre è derivata dal fatto che non li ho infiammati, di più.
Idem la caccotta.
E la pertida di peso (da 64 a 57kg in un mese scarso).

E altre componenti aggiuntive che non vi sto a spiegare, perchè non è un blog medico e non so quanto vi freghi sapere quali muscoli ho infiammati.

Sappiate solo che:
finalmente stiamo andando verso una direzione un pò più certa
sono ancora sotto antibiotico
sono sotto valium come miorilassante e la cosa non mi piace per niente dato che mi rilassa talmente i muscoli da non riuscire a tenere in braccio l'Orsetta e ha un sapore orribile di essenza di arancia amara (ma ammetto che funziona).

Insomma, si va avanti.
Per il resto, vedremo.

15.4.12

Come stai?

*toc toc*
- Chi è? -
- Sono il simpatico viruz febbrecacca, si ricorda, quello del mese scorso. Mi son trovato così bene che son tornato a trovarla!! -
- Guardi, la ringrazio, ma sa, è Pasqua, tra 2 giorni è il mio compleanno, e poi devo andare dalla cognata ad Assisi... non è che si può rimandare, tipo... A MAI PIU'? -
- Eh, mi spiace... ho già qui tutte le valigie... -

Prendiamola con ironia.

Pasqua e Pasquetta con un pò di febbriciattola e poi il mio compleanno passato interamente a letto.
Assisi saltata con buona pace della mia povera cognata (che ha visto l'Orsetta solo 1 volta).
Orsomarito con 1 settimana di ferie passata a barcamenarsi tra una figlia impegnativa e una moglie ancora più rompiscatole del solito.

Quindi?
Antibiotico - ancora - 3° tipo, questa volta "da contatto".
Tachippa come se ne piovesse - uhhh...che gioia... -

Risultato?
Ottavo giorno di febbre (ma bassa),
Caccotta così così,
altri sintomi derivati dalla caccotta che sono peggio ancora...
Notti insonni e brutti pensieri.

Poi succede che leggo questo post della Wide e piango come una fontana:
"andrà tutto bene e la vita si prende e si prenderà cura di sé"

ecco, quasi quasi mi tatuo questa frase sulle mani, così la vedo sempre.

14.3.12

Eccomi di nuovo su questi schermi.
I mille mila esami hanno evidenziato che....
ho un'infezione in corso.
Punto.
Niente transaminasi alte, niente colesterolo, glicemia, ferro, ne tiroide sballata.
Ho "fuori" Ves e globuli bianchi (ovviamente).

La febbre che sembrava avermi mollata domenica è rimbalzata fuori lunedì per rimbalzare via oggi: attendiamo per domani.

Intanto caccotto continua e io ho fatto altri esami: insomma, siamo in attesa e sempre sotto antibiotico da cavallo via muscolo: il mio sedere comincia a ribellarsi.

Assomiglio abbastanza a uno straccio del pavimento e non riesco ancora a mangiare molto, ma diciamo che il solo fatto che non mi sale la febbre oltre i 39°C da un pò di giorni, aiuta molto!

Grazie per le ondine positive di tutti, aiutano davvero tanto!

10.3.12

Sedicesimo giorno di febbre asintomatica (caccotta a parte, e comunque non giustifica una febbre che sale così alta).

Lunedì avrò gli esiti dei mille mila esami del sangue fatti per capire da che parte arriva e che intenzioni ha.

Sono davvero davvero stanca, non mi reggo in piedi - ovvio, mangio anche poco - e umoralmente sono un pò giù: mia madre e mio padre mi stanno dando una grande mano durante il giorno con la piccola Orsetta e lei è bravissima, ma sente tutto! Ed è tremendo avere la febbre a 39, non riuscire a regersi in piedi e non poterla prendere in braccio quando con lacrimoni più grandi di lei ti chiama "mamaaaa!! maaaamaaaa!!" disperata e inconsolabile. Si frantuma il cuore in mille micropezzetti.

Anche marito è bravissimo: torna dal lavoro tardissimo e riesce comunque ad avere la pazienza per stare dietro alla bimba e un pochino anche a me: adesso sono sotto antibiotico via muscolo e lui è il mio grandissimo infermiere!

Sono spossata, davvero tanto e una delle cose che mi pesano di più è che ho già sprecato 15 giorni in cui avrei potuto portare mia figlia ovunque, adesso che le giornate son più belline...e il tempo del rientro al lavoro è così vicino...

Pensatemi un pò, se vi và. Magari le ondine positive aiutano.

3.8.11

Una nuova vita senza pancia abitata 1

L'attico è stato dunque abbandonato: il 26 luglio alle ore 07.05 è nata la mia piccola Orsetta! E' stato un parto lungo, dopo 2 gg di contrazioni preparatorie e la rottura delle membrane alle ore 16.00 del 25 luglio (data prevista del parto). Sono arrivata stravolta e con pochissima dilatazione che non accennava ad aumentare: epidurale e flebo di ossitocina a palla con il risultato di passare da 2 cm a 9 cm in 2 ore giuste giuste + un'ora scarsa di spinte.

Ho provato dolore, ammetto di essere anche arrivata a pensare "ma era necessario??!!", ma solo per qualche momento.

Ho provato la sensazione di essere sfinti sul serio e presi da un sonno non ristoratore, con l'epidurale (senza la quale non so come sarei uscita).

Ho provato la fredda razionalità del periodo espulsivo: una concentrazione inimmaginabile per assecondare il flusso della contrazione e soffrire quindi meno.

Ho urlato meno di quel che pensassi.
Non sono stata "posseduta" durante il travaglio.

Ho avuto paura, quando ho sentito le parole
"è tinto!! chiamo il pediatra??"
più o meno 5 minuti prima della nascita.

Idem, quando ho sentito che
nata
aveva un giro di cordone attorno al collo.

Una fifa boia,
nei 5 interminabili secondi dopo la nascita
in cui ancora non piangeva:
"piangidannazionepiangi!!"

Ho provato sollievo,
a sentire i suoi primi vagiti sommessi.

Mio marito era emozionatissimo, e io ero così razionale!
Solo un'ora dopo, smaltita l'adrenalina,
sono riuscita a chiamarla per nome e a rendermi conto che l'inquilina polletta era lì con me e mi riconosceva!

E' stata un'esperienza incredibile...