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19.10.16

di scrittura e di fotografia

Ieri in un lungo post su facebook, il mio amato Cesare Cremonini spiegava come avesse tentato più e più volte di utilizzare i video o la fotografia sotto mille forme per comunicare,

"Ma alla fine, la cosa che mi piace, che mi pare possa poter suscitare qualcosa che vada oltre il nulla, è scrivere. Ovunque si riesca.
Scrivere. È meglio"
Post di Cesare del 17/10/2016

Ho sorriso: una volta avrei detto che aveva ragione e che le parole scritte sovrastano qualsiasi immagine, visiva o uditiva; nell'ultimo anno però sono cambiate tante cose e venire in contatto con persone che esprimono emozioni e vissuti in fotografia mi ha fatta cambiare.

Ognuno ha la sua "lingua" (e non intendo certo l'idioma), quella con cui riesce a comunicare meglio e non c'è un valore assoluto, una che sovrasta in tutto e per tutto le altre.

Di certo ognuno ne ha una che sente più sua per comunicare: io non sarò mai una fotografa eccelsa, ma sto comunque imparando ad apprezzare chi esprime concetti / vissuti / emozioni con la fotografia, come ho imparato ad amare da piccola, chi queste cose le metteva su tela.

Quanto è ampia la sfera della comunicazione! Quanto è bello non restare fossilizzati!


18.5.16

E poi ci sono sere

E poi ci sono sere.
Nere.
In SS, seconda corsia, 110 km/h.

"Mamma, oggi ho fatto un bel lavoretto! Domani lo finisco e te lo porto a casa".
"va bene"
"Mamma, al mio compagno X la maestra ha fatto fare un cuore, così lo porta alla sua mamma che è in ospedale e lo può appendere nella sua camera."
"..."
"Ha detto che domani va a trovarla."
"mm.."
"Mamma..."
"eh.."
"Quando torna a casa la mamma di X?"
"...non lo so amore..."
"... sabato? Domenica? La prossima settimana?"
"...." - lacrime, mie. e discesa in prima corsia.
"Mamma? QUANDO?"
"...non lo so bimba. La mamma di X è molto ammalata."
"e che cos'ha, mamma?"
"Eh nanin, una brutta malattia."
"COSA, mamma?"
"..."
"mamma, cosa..."
"..la stessa malattia che aveva O. ... e che aveva la zia..."
"ah."
"...."
"e com'è che si chiama?"
"si chiama Tumore"
"..."
"Bimba...."
"Parliamo delle ghiande delle Querce, ora?"
"Lo sai che puoi chiedermi qualsiasi cosa, farmi qualsiasi domanda, in qualsiasi momento, vero?"
"si. Parliamo delle Ghiande però ora"

Metabolizzerà.
Arriverà, forse alle tre di notte, a chiedere.
Ma dannazione.
Un'altra mamma, giovane, che lascia tre figli, 10-6-3 anni.
Ecco, non la so metabolizzare neanche io.


16.5.16

oggi mi sento un numero

Mi sono svegliata male, oggi.
Un piccolo seme di malessere, cresciuto con i chilometri e il traffico, ed esploso con la colazione ritardata e tante piccole sciocchezze, divenuto una gigantesca pianta di senape biblica.
E io odio la senape.
Nel pomeriggio sono arrivata a pensare da cosa deriva questo malessere: “mi sento un numero” ho pensato, mentre una vocina dentro di me sogghignava chiedendo “e che numero sei?”.
Sicuramente un numero dispari, ho pensato. Non generosamente divisibile per intero, quindi dispari.
Un bel 7 così spigoloso e irritante. Numero primo. Non mi è mai stato molto simpatico. Probabilmente sono un 7.
Ma anche un 8, anche se non è dispari, mi rappresenta molto, con quelle pance… un otto sdraiato, che diventa un bell’infinito, un bell’ “eterno ritorno” che rovista sempre nella mia vita e ancora e ancora.
Forse un 9, raggomitolato su se stesso e un po’ triste (anche se mi è sempre stato simpatico).
Probabilmente un 1. Solo. Tanto solo. Per sua scelta e per scelta degli altri.
Oggi va così. Mi sento un numero. Per la precisione, il 7.891.
La vocina è esplosa in una fragorosa risata.

Almeno lei.

23.10.15

Appunti mentali di epifanie notturne

Ultimamente, oltre di moto, sto parlando di fotografia. 
L’Orsa non si ritiene una brava fotografa, anzi, anche se le piace molto trovare frasi o versi o didascalie alle foto che scatta. 
Ho avuto la fortuna di incontrare persone che “ne sanno” e con cui ho potuto parlare della “bellezza” a cui si cerca di dare voce nel fotografare corpi, specialmente  a quelli delle donne.

Tutto questo mi ha portato a riflettere sul rapporto che ho con il mio corpo e con il mio corpo segnato dalla malattia. Il problema è che io non riesco a vederla l'eventuale bellezza del mio. La bellezza in questo corpo in disfacimento dall' interno, in disfacimento all'esterno, non per età ma per malattia, io non la vedo.

Sono cicatrici che non scompaiono e non credevo fosse davvero ancora così

E’ come se vedessi ogni volta solo i difetti: le smagliature, la cellulite, le cicatrici…  Come se provassi ancora quella sensazione brutta, nel contare le mie costole come un Cristo deposto dalla croce, che ho provato tornando a casa dall'ospedale.

Sono felice di come sono ora, spessissimo mi piaccio, vestita bene, con i tacchi, truccata.

Ma non posso dire di amare il mio corpo. Ci tolleriamo a vicenda.

Mi è tornato in mente un post di Anna (animabella, quanto mi manchi e quanto ci sei sempre!) e mi ha fatto rendere conto che il mio percorso per riappropriarmi del mio corpo è ancora tutto in salita, più di quanto pensassi.

E che forse sì, guardarmi con occhi pieni di tenerezza, potrebbe aiutare.


27.5.15


E in mezzo al tutto
ho questi occhi.
Da quanto tempo non erano così verdi, così a lungo?

8.3.10

che nervi

Perchè diamine sono in grado di realizzare feste e gestire eventi per altri

E non sono minimamente in grado di organizzare la mia festa di compleanno?!?!

6.4.09

di terremoto e preoccupazioni

Questa mattina mi sono svegliata con la notizia del terremoto a l'Aquila.
Il terrore che possa succedere qualcosa alla mia cognatina,
anche se si trova a un pò di km di distanza
il fastidio di non poterla chiamare,
l'ansia e l'amarezza tutto insieme.

in questo momento certi "perchè??" sono più forti.

12.9.08

sto invecchiando [ricordo i tuoi occhi e il tuo cuore. e basta]

Nella mia pausa pranzo solitaria, ho ripreso in mano le vecchie foto, che prima o poi dovrei decidermi a catalogare ed archiviare.

Oggi mi sono capitate in mano quelle della gita scolastica in Francia con i loro ricordi e le varie pagine scritte pieni di "se", "ma", "forse" e con una foto dietro la quale ho scritto una dei miei più bei scritti, uno dei pochi che mi permetto di chiamare poesia.

Ricordo l'ora in cui l'ho scritta,
le quattro e mezza del mattino
il luogo solitario in cui mi trovavo,
camera d'albergo in Camargue
i sentimenti che mi avevano spinto a scriverla
una tremenda sbandata per un ragazzo

davanti, naturalmente, foto di questo ragazzo con i capelli rossi, gli occhi verdi, lo sguardo malizioso pieno dei suoi "se", "ma" e "forse".

Ricordo con precisione tutte queste cose e anche il fatto che di lui, un pò, c'eravamo invaghite tutte e che lui dopo la gita, si era messo con la mia compagna di banco, con la quale è stato per parecchi mesi.

Solo che...
ecco..........
Qualcuno,
per favore,
mi può ricordare
come diavolo si chiamava?!

12.11.07

vento freddo

Valanga di foglie e vento impudente che sferza impetuoso sui viali della mia Brianza.

Ieri pome mentre pulivo la taverna (quella vera, fatta di piastrelle e mattoni), ho avuto tempo per riflettere e meditare sulle cose importanti della vita:

ma i muratori, porca paletta, come fanno a sporcare in questo modo?!

9.10.07

giornata bianco-grigio-nera

Esiste uno stato di agitazione che è possibile definire buono ? E intendo quello stato di agitazione che precede le cose belle, tipo l'andare a vedere per un vestito da sposa o per una ricorrenza particolare. E' possibile intenderlo come una agitazione "buona", "positiva" e "che è giusto che ci sia"?

Oppure, come m'è apparso oggi, l'agitazione è solo agitazione, inquietudine ed ansia, che si nutre di tutto quello che le capita a tiro, assorbendo ogni vibrazione sia essa positiva o negativa e trasformandola in piccoli spilli appuntiti che punzecchiano in cuore, trasformandosi nel giro di un niente, da un solletico a un forte dolore?

27.7.07

di pizza calabra e di altre amenità

Qualcuno s'è preoccupato per la malinconia degli ultimi post.
Carissimi, succedono anche cose belle in queste giornate eh, ma il nero ogni tanto prende il sopravvento nella scrittura!!

Orsa sta bene, è che si affeziona troppo alle persone anche quando non è necessario!

Vorrei essere già in ferie, ma devo pazientare ancora una settimanina...

Inoltre Vi comunico che odio ufficialmente la siepe della casina... L'ho potata di brutto sabato scorso e ora sarebbe già da risitemare! Ma vi rendete conto?! Cresce come un'ossessa! (hehe... *risate di sottofondo e pensiero stupendo* sarà perchè si trova bene...)

E, ciliegina sulla torta, abbiamo problemi a casina con l'uvettone della casa accanto e un merlo che si diletta a usufruire del pavimento del nostro magnifico portichetto come bagno pubblico con grande ribrezzo nostro e delle lucertole che l'avevano adibito a solarium pomeridiano.

So che non si dovrebbe, ma spesso viene più facile scrivere post neri neri che post allegri e senza quasi nessun significato come questo... Ma la Taverna mi serve anche per queste cose: rinchiudendoli qui i miei neripensieri riesco a metabolizzarli e a viverli meglio, facendoli tornare colorati.

Mi resta solo una perplessità: perchè mi ostino a mangiare la pizza con il salame piccante se poi so benissimo che il mio intestino non la gradisce particolarmente??

31.5.07

Nella taverna vera 2

..E se invece di colori forti mettessimo d'accordo tutti con dei bellissimi stencil ?? Sarebbe solo una fascia colorata e se mi prendesse davvero l'estro si potrebbe colorare il soggetto con particolari e sfumature....

Che dite, potrebbe essere un'ottima via di mezzo??

[hihi...una cornice bordeaux, arancio, bianca e gialla...]

18.5.07

Nella taverna vera

...Vorrei una parete bordeaux (entrando a sx), una arancione (di fronte), una gialla (entrando a dx) e una bianca (dal lato dell'ingresso).

Posso?
Va che voglio una risposta eh!!

12.4.07

Avere gli occhi rossirossi che bruciano assai, vale tutto lo spettacolo delle gemme nuove e verdine che appare su ogni pianta?